{"id":2810,"date":"2014-12-09T19:44:25","date_gmt":"2014-12-09T17:44:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.harrr.org\/vmc\/?p=2810"},"modified":"2014-12-09T19:44:25","modified_gmt":"2014-12-09T17:44:25","slug":"the-social-network-iii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vmcx.it\/?p=2810","title":{"rendered":"The social Network III"},"content":{"rendered":"<p>Inizi\u00f2 cos\u00ec: alcune persone si svegliavano e come prima cosa controllavano Facebook, scoprendo di essere stati taggati in fotografie di serate a cui non avevano partecipato. Forse ho bevuto troppo, pensavo qualcuno, forse ho problemi con la memoria a breve termine, pensava qualcun&#8217;altro, ma nessuno all&#8217;inizio diede molto peso alla cosa. La vita continuava come sempre. Le persone\u00a0uscivano di casa, incontravano un amico e si facevano una foto insieme, poi la mettevano su Facebook ma scoprivano che quella foto c&#8217;era gi\u00e0, era stata fatta il giorno prima. Nessuno dei due se lo ricordava, nessuno dei due trovava una spiegazione. Il fenomeno si diffuse\u00a0sempre di pi\u00f9 e sempre pi\u00f9 velocemente. Persone che scrivevano status come\u00a0&#8220;Oggi ho fatto gli gnocchi! erano buonis..&#8221; scoprivano di averlo gi\u00e0 scritto con la data di ieri. Vennero interrogati scienziati, filosofi, programmatori, religiosi, i governi ordinarono ispezioni presso le server farm di Facebook, ma nessuno trov\u00f2 una spiegazione. Mark Zuckerberg, ormai 80enne e paralizzato, aveva perso l&#8217;uso della parola da 10 anni e comunicava solo sussurrando strani mugolii nell&#8217;orecchio della moglie\u00a0cinese, che traduceva per il resto del mondo. Molti giornali insinuavano che la cinese non traducesse veramente, altri si interrogavano sul mistero della sua eterna giovinezza. Anzi, col tempo era ringiovanita: pi\u00f9 Zuckerberg invecchiava, pi\u00f9 lei diventava giovane. Nel frattempo Facebook continuava ad anticipare sempre di pi\u00f9 la realt\u00e0. Lo scarto aumentava. Le persone aprivano il proprio profilo e trovavano la foto di un anno dopo, abbracciati con degli sconosciuti, persone che ancora non avevano incontrato.<\/p>\n<p>M. prov\u00f2 a cancellare il proprio profilo, ma era del tutto inutile, perch\u00e9 apparivano informazioni sulla sua vita nel profilo degli altri. Un amico lo chiamava e gli diceva &#8220;Tra sei mesi faremo una foto che fa morire da ridere, devi vederla!&#8221;. A quel punto si iscrisse di nuovo, per cercare di controllare la propria vita, per\u00a0sapere cosa sarebbe successo. Un giorno apr\u00ec il suo profilo e trov\u00f2 centinaia di saluti sulla sua bacheca: &#8220;Ciao, ti ricorder\u00f2 sempre&#8221;, &#8220;Non ci posso ancora credere, non mi sembra possibile, ciao M.&#8221;, &#8220;Eri il migliore di noi, non mi sembra vero, Addio&#8221; e cos\u00ec via. Mancava un anno a quel momento. M. si interrog\u00f2 sul da farsi: ringraziare gli amici delle condoglianze e poi aspettare? Ci pens\u00f2 un po&#8217; e alla fine decise di opporsi al destino e suicidarsi. Gli sembrava la cosa pi\u00f9 sensata. Quindi scrisse un biglietto d&#8217;addio sul quale medit\u00f2 molto, diceva cos\u00ec:<\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 l&#8217;ho fatto? Non c&#8217;\u00e8 alcun\u00a0motivo e non penso sia una tragedia per molti. Ma come una goccia che cade in un pozzo molto profondo l&#8217;eco\u00a0\u00e8 assordante solo per chi\u00a0pu\u00f2 sentirla. Addio.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Era soddisfatto: post\u00f2 la frase su Facebook e si impicc\u00f2. Ma non mor\u00ec. Quindi si butt\u00f2 dalla finestra, ma non mor\u00ec neanche in quel modo, si frattur\u00f2 una gamba e un polso e dopo qualche ora era dimesso. Allora tent\u00f2 di tagliarsi le vene, di soffocarsi, avvelenarsi, ma scopr\u00ec che non poteva morire. Non ancora: la data fissata da Facebook era un&#8217;altra. A ogni tentativo per\u00f2 scriveva nuovi status di addio, perch\u00e9 ogni volta pensava che quella sarebbe stata la volta buona. Col tempo gli amici iniziarono ad apprezzare, i mi piace erano sempre di pi\u00f9 e le condivisioni aumentavano esponenzialmente, e quasi un anno dopo la Mondadori\u00a0gli pubblic\u00f2 la raccolta, dal titolo ironico\u00a0&#8220;Addio Facebook crudele&#8221;. Fu un caso editoriale e vinse un premio letterario. Il giorno della premiazione coincideva con il giorno della sua morte secondo Facebook e tutti si aspettavano che, una volta salito sul palco, proprio prima di pronunciare il discorso di ringraziamento, sarebbe morto davanti a tutti, perch\u00e9 nei film di fantascienza succedeva sempre cos\u00ec. Non era un caso ma un&#8217;idea del suo agente letterario, sapeva che cos\u00ec il libro avrebbe battuto ogni record. Alla presentazione c&#8217;erano migliaia di persone, addirittura c&#8217;era chi scommetteva. M. sal\u00ec sul palco per ritirare il premio, ormai era quasi mezzanotte e dopo pochi secondi la giornata sarebbe finita. A mezzanotte e un minuto, durante gli applausi di rito dopo il suo breve discorso di ringraziamento, M. non era morto. Fece il gesto dell&#8217;ombrello davanti a tutti e disse &#8220;ti\u00e8&#8221; e and\u00f2 via.\u00a0Il giorno dopo la\u00a0moglie\u00a0cinese di Zuckerberg mor\u00ec di infarto. Gli infermieri raccontarono ai giornali che in quel momento sul viso del padrone di Facebook apparve uno strano sorriso.<\/p>\n<p><strong>precedente: <a href=\"http:\/\/www.harrr.org\/vmc\/?p=1585\">The Social Network II: Apocalypse<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inizi\u00f2 cos\u00ec: alcune persone si svegliavano e come prima cosa controllavano Facebook, scoprendo di essere stati taggati in fotografie di serate a cui non avevano partecipato. Forse ho bevuto troppo, pensavo qualcuno, forse ho problemi con la memoria a breve termine, pensava qualcun&#8217;altro, ma nessuno all&#8217;inizio diede molto peso alla cosa. La vita continuava come [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-2810","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-post"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2810","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2810"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2810\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2810"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2810"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2810"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}