{"id":3263,"date":"2016-09-07T23:26:29","date_gmt":"2016-09-07T21:26:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.harrr.org\/vmc\/?p=3263"},"modified":"2016-09-07T23:26:29","modified_gmt":"2016-09-07T21:26:29","slug":"floriana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vmcx.it\/?p=3263","title":{"rendered":"Floriana"},"content":{"rendered":"<p>Apr\u00ec il frigorifero alla ricerca di qualcosa da mangiare. Nei ripiani dello sportello c&#8217;erano una decina di vasetti di quella che sembrava confettura di fragole o forse di ciliegie. Ogni vasetto aveva un&#8217;etichetta con la data. Stava per prenderne in mano uno quando sent\u00ec Floriana dire da dietro: &#8220;No no&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Oh, ciao.&#8221;<br \/>\n&#8220;Buongiorno.&#8221;<br \/>\n&#8220;Scusa ma sono quasi le undici e mi \u00e8 venuta fame, pensavo di fare colazione.&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec ma quella non \u00e8 marmellata&#8221; disse lei avanzando verso il frigo.<br \/>\n&#8220;Ah no?&#8221;<br \/>\nFloriana prese uno dei vasetti e gli indic\u00f2 l&#8217;etichetta. &#8220;E&#8217; il mio mestruo&#8221; disse. &#8220;Sto facendo una specie di&#8230; ricerca, diciamo. E&#8217; una storia lunga.&#8221;<br \/>\nUna storia lunga che non voglio sentire, pens\u00f2 lui.<br \/>\n&#8220;Ti preparo qualcosa io. Devi sapere che di solito io non faccio colazione, al massimo bevo un bicchiere d&#8217;acqua tiepida.&#8221;<br \/>\n&#8220;Eh, scusa. Io sono abituato col caff\u00e8&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Tranquillo, ce l&#8217;ho. Ne ho uno incredibile del Guatemala, per\u00f2 va gustato masticando una foglia di menta.&#8221;<br \/>\n&#8220;No ma a me va bene anche un caff\u00e8 normale, davvero.\u201d<br \/>\nSempre meglio del mestruo, pens\u00f2.<br \/>\nAlla fine lei prepar\u00f2 un caff\u00e8 che defin\u00ec &#8220;ordinario&#8221;, tir\u00f2 fuori dei biscotti artigianali e della marmellata di fichi.<br \/>\n&#8220;D&#8217;India per\u00f2&#8221; aggiunse quando ormai era troppo tardi e lui aveva infilato in bocca quella poltiglia aspra e acidula.<br \/>\n&#8220;Non \u00e8 male&#8221; disse lui mentre masticava e lacrimava sforzandosi di pensare ad altri sapori.<br \/>\n&#8220;Senti, c&#8217;\u00e8 una cosa che devo dire. Non voglio, sai come si dice, ignorare l&#8217;elefante in questa stanza.&#8221;<br \/>\n&#8220;Dimmi pure!&#8221; disse lei tutta eccitata.<br \/>\n&#8220;Quello&#8221; disse lui, indicando la parete alle spalle di Floriana. Appeso assieme a varie cose, tra le quali campanacci da pecore, fiori di carta e un mazzo di peperoncini, c&#8217;era un cazzo imbalsamato. Non poteva sembrare altro: era proprio un cazzo imbalsamato. Lui l&#8217;aveva notato gi\u00e0 la sera prima ma non aveva detto niente. Per\u00f2 poi aveva continuato a pensarci anche dopo, a letto, e perfino prima di addormentarsi. E infatti si era svegliato con quel pensiero.<br \/>\n&#8220;Ah quello! S\u00ec, \u00e8 di mio nonno. Cio\u00e8, era di mio nonno&#8221;<br \/>\n&#8220;Di tuo nonno?&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec, devi sapere che quando \u00e8 morto ha lasciato come ultima volont\u00e0 il desiderio di essere cremato, ma voleva che il suo pene fosse imbalsamato e conservato da sua moglie, mia nonna. Un bellissimo gesto, no? Mia nonna \u00e8 morta poco dopo, quindi noi parenti ci siamo ritrovati con questo coso&#8230; Nessuno lo voleva, qualcuno addirittura lo voleva buttare. Ma dove la butti una cosa cos\u00ec? E se lo trova un bambino? Mio zio lo voleva bruciare. Che poi non era nemmeno male come idea, per\u00f2 con un rito, con una cerimonia, insomma con qualcosa che desse un senso al gesto, no? Alla fine l&#8217;ho preso io, sono diventata la custode, diciamo. Una specie di passaggio rituale&#8230; volendo anche una cosa contro gli stereotipi della societ\u00e0 patriarcale\u201d.<br \/>\nLui aveva ascoltato annuendo di tanto in tanto come se la cosa fosse interessante e perfino normale, anche se per tutto il tempo, mentre sorseggiava il caff\u00e8, aveva continuato a ripetersi mentalmente solo questa frase: c&#8217;\u00e8 davvero il cazzo del nonno appeso in cucina?<br \/>\nAlla fine la non colazione di Floriana si trasform\u00f2 in quello che lei defin\u00ec uno \u201cspuntino di met\u00e0 mattina\u201d. Dopo i biscotti e uno yogurt, mangi\u00f2 una banana marcia (\u201c\u00e8 ancora buona!\u201d) e arriv\u00f2 a pucciare una brioche nel caff\u00e8 avanzato, per poi mangiarla sbrodolandosi. In cosa quell&#8217;atto diferisse da una normale colazione lui non l&#8217;aveva capito, ma prefer\u00ec non chiedere.<br \/>\n&#8220;Ora scusa ma io devo fare un po&#8217; di yoga, mi aiuta a stimolare il colon&#8221; spieg\u00f2 lei alla fine di una lunga sbrodolata di brioche inzuppata.<br \/>\n&#8220;A me credo sia bastato il caff\u00e8&#8221; disse lui, &#8220;se permetti vado in bagno.&#8221;<br \/>\n&#8220;Fai pure\u201d disse Floriana.<br \/>\nIl bagno era sporco ma pieno di profumi. Sembrava di attraversare la corsia dei detersivi al supermercato, un supermercato abbandonato e un po&#8217; fatiscente, con ragnatele e macchie di muffa. Il water comunque c&#8217;era. Si sedette e si guard\u00f2 intorno. I vari profumi formavano un&#8217;essenza misteriosa e indecifrabile, cos\u00ec forte che gli irritava le mucose nasali. Non c&#8217;erano giornali da leggere, ma not\u00f2 un blocco per appunti.<br \/>\n Sapeva che Floriana, nonostante avesse quasi 40 anni, stava prendendo una  seconda laurea in psicologia dopo la prima in lettere, quindi si aspettava banalmente di trovare degli appunti universitari.<br \/>\nSi sbagliava.<br \/>\nNella prima pagina c&#8217;era una polaroid graffettata con sotto una lunga didascalia scritta a mano, la data e l&#8217;ora. Nella polaroid era raffigurata la cacca \u2013 presumeva di Floriana \u2013 a mollo nell&#8217;acqua del water poco prima di essere scaricata. La didascalia descriveva le feci, l&#8217;atto che aveva portato all&#8217;espulsione e infine pensieri casuali che aveva avuto durante.<br \/>\nSent\u00ec un brivido corrergli lungo la schiena e gli  si blocc\u00f2 l&#8217;intestino. Divent\u00f2 stitico. Gir\u00f2 quasi tremando la seconda pagina e cap\u00ec in fretta che anche la terza, la quarta e tutte le altre avevano lo stesso contenuto. A quanto pare, giorno dopo giorno, Floriana analizzava le sue feci. Le didascalie si facevano sempre pi\u00f9 lunghe e poetiche. Si ferm\u00f2 su un passaggio che lo colp\u00ec dove, dopo aver descritto \u201ccacca un po&#8217; molle, marrone rovere, tre pezzi delle dimensioni di una noce&#8230; Mi ricorda di quando con mio padre andavamo a comprare le noci e poi le aprivamo al parco battendoci una pietra sopra. Nota: all&#8217;epoca pensavo che ci fosse un angelo che mi seguiva ovunque finch\u00e8 un giorno una macchina quasi mi invest\u00ec e mi sembr\u00f2 che uccise il mio angelo. Chiesi ai miei di presentare una denuncia simbolica presso i carabinieri come rito di passaggio verso l&#8217;et\u00e0 adulta, ma non me lo permisero. Ora scatto la foto e tiro lo sciaquone\u201d.<br \/>\nSapeva di essere in bagno da troppo tempo, ma non riusciva a smettere di leggere. Era il diario pi\u00f9 assurdo che avesse mai visto. Ogni pagina si apriva con della merda, poi seguivano deliri, ricordi e descrizioni delle evacuazioni.<br \/>\nRimise tutto a posto premurandosi di non lasciare nemmeno le impronte digitali, ma data la sporcizia non pensava che Floriana se ne sarebbe accorta. Mentre usciva dal bagno la incroci\u00f2: aveva la polaroid in mano e disse \u201cAh eccoti, ora tocca a me. Lo yoga ha  funzionato, devo andare!\u201d e chiuse la porta del bagno dietro di s\u00e8.<br \/>\nLui si sedette in cucina. Voleva riflettere, capire meglio, ma proprio non riusciva a smettere di fissare il cazzo di suo nonno appeso alla parete.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Apr\u00ec il frigorifero alla ricerca di qualcosa da mangiare. Nei ripiani dello sportello c&#8217;erano una decina di vasetti di quella che sembrava confettura di fragole o forse di ciliegie. Ogni vasetto aveva un&#8217;etichetta con la data. 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