{"id":3420,"date":"2017-05-10T17:54:48","date_gmt":"2017-05-10T15:54:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.harrr.org\/vmc\/?p=3420"},"modified":"2017-05-10T17:54:48","modified_gmt":"2017-05-10T15:54:48","slug":"elisa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vmcx.it\/?p=3420","title":{"rendered":"Erica"},"content":{"rendered":"<p>Erica era appena uscita dal lavoro e prima di tornare a casa decise di fermarsi al bar per prendere un caff\u00e8. Solo un caff\u00e8, pens\u00f2, niente cornetti, pizzette o addirittura un aperitivo, dato che da un mesetto era a dieta senza motivo. Sedersi al bar da sola per un caff\u00e8 al tavolino e nel frattempo guardare Facebook era una cosa che la rilassava tantissimo, e in quel periodo aveva decisamente bisogno di rilassarsi. Quando ordin\u00f2 il caff\u00e8 il cameriere sorrise il tanto giusto, non abbastanza da flirtare, non troppo da sfociare nella molestia sessuale: era una risata standard da trecentesimo caff\u00e8 della giornata, identica a quella che aveva fatto poco prima a una anziana signora con le stampelle. &#8220;Un minuto e te lo porto&#8221; le disse senza alcun doppio senso, sempre in maniera professionale. Erica and\u00f2 a sedersi, sistem\u00f2 la borsa su una sedia, spinse le bustine di zucchero e un giornale lontano dal centro del tavolino e l\u00ec appoggi\u00f2 il suo telefono. Apr\u00ec Facebook. Era luned\u00ec, quindi i post vertevano su questo argomento, ovvero sulle cicliche lamentazioni e battutine relative all&#8217;inizio settimana, oppure sui pranzi domenicali, dato che tutti quelli che conosceva erano fissati ormai irrimediabilmente con la cucina e la domenica non sembravano fare altro. Poi, tra un post e l&#8217;altro, vide quella faccia: ancora lui. Era la decima volta questa settimana che qualche suo contatto condivideva un articolo su quella persona. Erica non aveva mai cliccato, ma stavolta, stanca delle lamentele sul luned\u00ec e delle foto di gente che cucina, clicc\u00f2.<\/p>\n<p>Non concordava con le sue opinioni, per\u00f2, nella stanchezza post lavorativa, in quella bolla di solitudine che si creava piacevolmente nel tavolino del bar, per un attimo si dimentic\u00f2 delle sue idee, di cosa quel volto rappresentasse, di cosa quella bocca dicesse e lo vide solo come un uomo, un uomo come tanti. Uno della sua et\u00e0, un tipo tutto sommato non malaccio, dall&#8217;aspetto non troppo intelligente ma furbo quel tanto da cavarsela nelle situazioni normali, con lo sguardo sicuro di s\u00e9, pure troppo, cosa che in fondo non le dispiaceva. I suoi ex erano tutti tipi intelligenti, simpatici, buoni, ma non avevano quello sguardo arrogante. Certo, le sue idee erano all&#8217;opposto delle sue e sembrava una persona senza sentimenti, ma in fondo non lo conosco, pens\u00f2, chi sono io per giudicare. Era cos\u00ec stanca che in quel momento era incapace di criticare ma, a quanto pare, solo di provare una casuale empatia per un semplice volto, al di l\u00e0 di ogni pregiudizio. Sotto la foto e l&#8217;articolo c&#8217;erano centinaia di commenti, tutti contro, alcuni ben argomentati, altri semplici insulti. &#8220;Ecco il caff\u00e8&#8221; disse il cameriere appoggiando la tazzina sul tavolo, con un gesto sobrio e per niente malizioso. Erica nascose immediatamente il cellulare, dato che non voleva dare l&#8217;idea sbagliata al cameriere, nonostante sembrasse un tipo riservato e professionale, forse omosessuale. &#8220;Grazie.&#8221; disse. Pos\u00f2 il telefono e bevve il caff\u00e8, naturalmente senza zucchero, altrimenti che dieta \u00e8? Guardava un po&#8217; assonata fuori dalla vetrina del bar le persone che passavano e iniziava a pensare alle cose che doveva fare una volta a casa: la lavatrice da caricare, forse anche la lavastoviglie, chiamare sua madre, scegliere un film su Netflix, ad esempio uno con quell&#8217;attore che le piaceva ma di cui non si ricordava il nome, com&#8217;\u00e8 che si chiama? Ha gli occhi chiari, gli zigomi sporgenti, due kappa nel cognome&#8230; Ma improvvisamente il suo sguardo fu catturato da un evento inatteso introdotto da un rumore: DLIIIIN, uno scampanellio che per un attimo pens\u00f2 venisse dai suoi pensieri, ma che in realt\u00e0 veniva dalla porta del bar. Entrarono quattro uomini, tre sembravano poliziotti o guardie del corpo, l&#8217;altro era di spalle&#8230; non lo vedeva bene, eppure le sembrava di conoscerlo. Il cameriere salut\u00f2 la persona con un sorriso inedito, Erica sent\u00ec ordinare un caff\u00e8 e per un attimo lo vide girarsi e guardarsi intorno. Non ci poteva credere. Era lui. Era la persona che stava guardando poco prima su Facebook. Era Matteo Salvini.<\/p>\n<p>Erica cerc\u00f2 di distogliere lo sguardo, ma solo per un attimo, poi torn\u00f2 a guardarlo e in quel momento lui la intercett\u00f2 e disse &#8220;buonasera&#8221;, dato che lei era l&#8217;unica persona presente nel bar a parte il cameriere. Erica si sent\u00ec arrossire e rispose al saluto con un falso sorriso di circostanza. Guard\u00f2 altrove, ma con la coda dell&#8217;occhio lo controllava e sentiva il suo sguardo su di lei. &#8220;Mi leggo il giornale&#8221; disse lui al cameriere, che gli rispose &#8220;Certo, faccia pure&#8221;. In quel momento Erica si ricord\u00f2 che il giornale era sul suo tavolino e cap\u00ec che tra poco un contatto sarebbe stato inevitabile. Cosa doveva fare? Doveva dirgli qualcosa? Criticarlo? Ignorarlo? Non rispondere nemmeno? Scappare via? Cosa avrebbe raccontato agli amici? Avrebbe scritto qualcosa su Facebook? Doveva fare una foto e postarla subito? &#8220;Posso?&#8221; disse Salvini, che in quel momento era davanti a lei. &#8220;Certo&#8221; rispose lei. Lui prese il giornale e and\u00f2 a sedersi. Lo osserv\u00f2 aprire il giornale e commentare a voce alta le notizie, con battute che per\u00f2 lei non capiva e che n\u00e9 il cameriere n\u00e9 i tre uomini al seguito di Salvini prendevano in considerazione. Evidentemente anche lui cercava la sua bolla di solitudine in un tavolino del bar. &#8220;Ma tu guarda questo&#8221; diceva. O frasi come &#8220;Apper\u00f2, ma dai&#8221; o &#8220;Seeee, come no. Ma va, va&#8221;. Erica si accorse che lo guardava gi\u00e0 da troppo tempo e stava mandando al cervello l&#8217;impulso di distogliere lo sguardo, quando di nuovo era troppo tardi: lui l&#8217;aveva intercettata. Aveva capito che lei era interessata. La guard\u00f2 un attimo, sorrise gentile e riprese a sfogliare il giornale. Lei guardava in basso. Era strano vederlo in carne ed ossa proprio l\u00ec, dopo che un minuto prima l&#8217;aveva visto sul display del suo telefono. Cosa significava? Era un segno? Era un sogno? Erica sorrise per il gioco di parole, e Salvini se ne accorse. &#8220;Beata lei che sorride, si vede che non ha letto il giornale&#8221; disse. Lei, presa alla sopravvista, rispose solo &#8220;No&#8221;. Lui continu\u00f2: &#8220;Fa bene, guardi, a volte nemmeno io vorrei leggerli&#8221;, disse a testa bassa mentre sfogliava le pagine. Ci fu qualche istante di silenzio, poi Salvini sorrise da solo, cosa che attir\u00f2 l&#8217;attenzione di Erica e di nuovo i loro sguardi si incrociarono, per poi separarsi un battito di palpebre dopo.<\/p>\n<p>Salvini ordin\u00f2 un bicchiere d&#8217;acqua che il cameriere gli port\u00f2 immediatamente. Erica pensava fra s\u00e9: perch\u00e9 non sono ancora andata via? Perch\u00e9 sono ancora qua? Sono attratta da lui? Per alcuni \u00e8 un mostro, che sto facendo? Lo sto umanizzando? Sto pensando che dopotutto anche lui si prende un caff\u00e8 da solo al bar? Che forse tra me e lui non ci sono tutte queste differenze? E&#8217; innegabile che tra me e lui sia in atto qualcosa: basta, me ne vado. Alz\u00f2 con cautela lo sguardo verso di lui e a quel punto fu come se la realt\u00e0 andasse al rallentatore, come in certe scene dei film. Sembrava che ci fossero solo loro due e quell&#8217;istante divent\u00f2 lunghissimo, i loro sguardi si incrociarono, si unirono, erano un solo sguardo, fu come stare pupilla contro pupilla, come se entrambi cadessero nello sguardo dell&#8217;altro ed Erica prov\u00f2 qualcosa di strano, piacevole, certo, ma anche strano. &#8220;La macchina \u00e8 pronta&#8221; disse qualcuno.<\/p>\n<p>Questa frase interruppe il momento rallentato e la realt\u00e0 riprese a scorrere alla velocit\u00e0 normale. Entrambi abbassarono lo sguardo. La voce che aveva appena sentito era di uno dei tre uomini. &#8220;Arrivo&#8221; disse Salvini, e fece per alzarsi, ma si ferm\u00f2 e guard\u00f2 pensieroso Erica. Poi dalla tasca prese una penna e scrisse qualcosa su un fazzoletto. Lo piego a met\u00e0, si alz\u00f2 e lo appoggi\u00f2 sul tavolino di Erica: &#8220;E&#8217; stato un piacere&#8221; disse sorridente, mentre lei arrossiva e non trov\u00f2 il tempo di rispondere. Lui salut\u00f2 il cameriere e and\u00f2 via. Erica lo segu\u00ec con lo sguardo attraverso la vetrina, mentre attraversava la strada e saliva su un&#8217;automobile nera. Forse \u00e8 il momento di andare via, pens\u00f2, meglio tornare a casa, c&#8217;\u00e8 la lavatrice da fare, e poi com&#8217;\u00e8 che si chiama quell&#8217;attore, ha un nome strano, forse \u00e8 danese? Con questi pensieri in testa prese il telefono in mano e stava per alzarsi quando vide il fazzoletto piegato a met\u00e0. Che stupida, si era quasi dimenticata di quel gesto cos\u00ec insolito. Cosa pu\u00f2 avermi scritto? E&#8217; l&#8217;inizio di una strana storia d&#8217;amore? si chiese. Sar\u00e0 il suo numero di telefono? Ma che idee si \u00e8 fatto quel cretino? Era confusa, un po&#8217; spaventata ma anche affascinata da quella situazione vagamente eccitante. Oddio, aveva pensato quella parola? Eccitante? E&#8217; cos\u00ec che avrebbe raccontato il suo incontro casuale in un bar con Salvini? E se davvero c&#8217;\u00e8 il suo numero di telefono? O forse un complimento, o qualche battuta simpatica e romantica, come nei film. Basta, si disse, lo leggo. Apr\u00ec il fazzoletto. C&#8217;era scritto: &#8220;Ieri 450 morti nel Mediterraneo :)&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Erica era appena uscita dal lavoro e prima di tornare a casa decise di fermarsi al bar per prendere un caff\u00e8. 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