{"id":3469,"date":"2017-10-24T11:33:05","date_gmt":"2017-10-24T09:33:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.harrr.org\/vmc\/?p=3469"},"modified":"2017-10-24T11:33:05","modified_gmt":"2017-10-24T09:33:05","slug":"horror-evaqu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vmcx.it\/?p=3469","title":{"rendered":"Horror Evaqu"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-3470\" src=\"http:\/\/www.harrr.org\/vmc\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/med-821x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"674\" \/><\/p>\n<p>Notevole installazione involontaria che gioca, come da sempre fa l&#8217;arte, sul concetto di pieno e di vuoto. Gi\u00e0 si parla, nei corridoi del M.A.I., di corrente del <em>riempitismo<\/em>. Natura abhorret a vacuo, diceva quello, ma osservando questo raccoglitore di medicinali scaduti ci viene in mente prima di tutto la famosa storia zen dell&#8217;allievo che va a trovare il maestro. La conosciamo tutti, ma la ricordiamo comunque: l&#8217;allievo va a trovare il maestro zen, il maestro gli offre del t\u00e8 e lo versa nella tazza fino a farla traboccare, provocando lo sconcerto dell&#8217;ingenuo allievo, per poi concludere (pi\u00f9 o meno; andiamo a memoria): ecco, tu sei come questa tazza, e ho detto tutto! Ma prima di addentrarci nell&#8217;analisi dell&#8217;opera osserviamola e descriviamola: il contenitore \u00e8 pieno al suo interno, ma questi\u00a0apparenti limiti fisici non hanno impedito agli anonimi artisti &#8211; presumiamo si tratti di opera collettiva &#8211; di riempire il contenitore <em>al di fuori<\/em>. Dunque contenuto e contenitore non esistono pi\u00f9, \u00e8 come voler ostinatamente colorare &#8220;fuori dai contorni&#8221;, contrariamente a quanto c&#8217;\u00e8 sempre stato insegnato. Il risultato \u00e8 una riflessione provocatoria nei confronti dell&#8217;Autorit\u00e0, ma anche di quei preconcetti che portiamo dentro di noi, dell&#8217;Autorit\u00e0 che vive e vigila dentro ciascuno di noi. Un primo cartello sul muro avvertiva &#8220;contenitore pieno, non lasciare pi\u00f9 sacchetti!&#8221;, ma non \u00e8 servito a niente: enigmatici, provocatori e silenziosi proprio come i maestri zen, gli anonimi riempitori (o riempitisti, in letteratura non \u00e8 ancora chiaro come si debbano appellare), probabilmente approfittando dell&#8217;oscurit\u00e0 notturna, hanno continuato a portare medicinali scaduti in questo totem farmaceutico. Qui, qualche giorno dopo, \u00e8 stato appeso il secondo cartello, stavolta pi\u00f9 vicino agli occhi di chi si avvicina all&#8217;installazione, con la scritta di colore rosso maestrina\/rabbia\/allarme: &#8220;BASTA, contenitore PIENO&#8221;. Inutile dire che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e involontaria, dunque al secondo avvertimento \u00e8 seguita un&#8217;ulteriore aggiunta di farmaci scaduti, e pare che il fenomeno sia tuttora in corso. Perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 limite, non c&#8217;\u00e8 confine, sky is the limit, ma nemmeno: anche lo spazio profondo\u00a0potrebbe essere riempito di medicinali scaduti. Una volta che l&#8217;Autorit\u00e0 stabilisce un limite &#8211; le dimensioni del raccoglitore &#8211; l&#8217;Artista \u00e8 obbligato a superarlo, possibilmente in maniera esponenziale, aumentando il volume di questo blob di tachipirine e antibiotici senza fine, inglobando financo il mondo intero. In questo senso possiamo dire che &#8220;la via \u00e8 vuota: nonostante l&#8217;uso, non si riempie mai&#8221;, ma anche,\u00a0 con un&#8217;inevitabile calembour, che &#8220;la <em>vita<\/em> \u00e8 vuota: nonostante l&#8217;uso, non si riempie mai&#8221;.\u00a0Ecco perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 una cura per la malattia: perch\u00e9 la prima \u00e8 finita, limitata, mentre la seconda \u00e8 infinita e in espansione. I riempitisti ci ricordano questo.<\/p>\n<p><strong>Contenitore pieno, installazione, 2017, vista a Forcoli (PI)<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Notevole installazione involontaria che gioca, come da sempre fa l&#8217;arte, sul concetto di pieno e di vuoto. Gi\u00e0 si parla, nei corridoi del M.A.I., di corrente del riempitismo. 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