{"id":3692,"date":"2019-03-18T18:48:16","date_gmt":"2019-03-18T16:48:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.harrr.org\/vmc\/?p=3692"},"modified":"2019-03-18T18:48:16","modified_gmt":"2019-03-18T16:48:16","slug":"una-dolce-melodia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vmcx.it\/?p=3692","title":{"rendered":"Una dolce melodia"},"content":{"rendered":"\nColonna sonora:\n\n<iframe style=\"border: 0; width: 100%; height: 42px;\" src=\"https:\/\/bandcamp.com\/EmbeddedPlayer\/album=1214520467\/size=small\/bgcol=ffffff\/linkcol=0687f5\/transparent=true\/\" seamless=\"\"><a href=\"http:\/\/mhfs.bandcamp.com\/album\/kenjai-hi-soo\">Kenjai Hi Soo by Kenjai Hi Soo<\/a><\/iframe>\n\n<p>Nel 2021 il direttore creativo di H&amp;M incaric\u00f2 il misterioso e leggendario musicista Kenjai Hi Soo di comporre le musiche da utilizzare come sottofondo nei loro negozi di abbigliamento sparsi in tutto il mondo. Nel giro di poche settimane il musicista consegn\u00f2 le musiche che vennero considerate &#8220;eccezionali&#8221; da tutta la direzione, dagli assistenti, dai consulenti, da tutti i creativi e anche dal direttore in persona. A dire la verit\u00e0 nessuno le ascolt\u00f2 integralmente. Il direttore chiese un parere al suo assistente, che le fece sentire a sua volta a un suo collaboratore che ne ascolt\u00f2 pochi secondi e poi disse &#8220;tanto \u00e8 tutta uguale&#8221;, e una volta che il direttore diede parere positivo anche tutti gli altri si allinearono e dissero &#8220;fantastiche, eccezionali, perfette!&#8221; pur non avendole sentite. Dunque si decise di sperimentarle subito in uno dei negozi principali della catena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come test venne scelto un venerd\u00ec prima delle feste, uno dei giorni con maggiore afflusso di clienti, soprattutto giovani. Le persone entravano nel negozio e si lasciavano ammaliare dalla melodia ambient che li accoglieva e abbracciava accompagnandoli dolcemente tra gli scaffali pieni di vestiti. Dopo qualche minuto dall&#8217;apertura, una ragazza che scherzava con un&#8217;amica mentre si provava un cappello, di colpo cambi\u00f2 espressione, prese una sciarpa, se la leg\u00f2 al collo, and\u00f2 nel camerino e si impicc\u00f2. L&#8217;amica trov\u00f2 il corpo e si mise a urlare, per poi dare testate contro il muro fino a cadere a terra senza vita. Nello stesso momento una commessa che sorrideva a una cliente si tagli\u00f2 la gola usando delle forbici e nel giro di pochi minuti quasi tutti i presenti nel negozio si uccisero in qualche modo. Chi non ci riusc\u00ec venne trovato a terra in preda a convulsioni. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inizialmente si pens\u00f2 che a indurre le persone a comportamenti violenti e irrazionali fosse stato un gas nell&#8217;aria, si ipotizz\u00f2 un attentato da parte di qualche organizzazione eversiva, forse una forma di avvelenamento, ma tutte le ipotesi pi\u00f9 banali vennero escluse e i sospetti si concentrarono sulle musiche di Kenjai Hi Soo. In un test condotto in laboratorio in condizioni di sicurezza i tecnici del reparto di ricerca di H&amp;M scoprirono che le composizioni dell&#8217;artista risultavano particolarmente rilassanti nei primi minuti, ma dopo portavano a uno stato di angoscia letteralmente insostenibile. Solo alcune commesse che ascoltavano altra musica con gli auricolari (bench\u00e9 espressamente vietati dal regolamento interno del negozio) si erano salvate, e questa fu la conferma che la causa di quel disastro erano proprio le musiche di Kenjai Hi Soo. Le commesse sopravvissute vennero licenziate per aver violato il regolamento. Il bilancio fu di 57 vittime, molte delle quali minorenni, e 21 persone ricoverate in psichiatria in uno stato di confusione irreversibile. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quella che a molti sembrava una situazione disastrosa per l&#8217;immagine del brand il direttore di H&amp;M intravide invece un&#8217;opportunit\u00e0. Durante una riunione in cui regnava la depressione e il disfattismo, di colpo alz\u00f2 il dito indice e disse: &#8220;Fermi, non tutto \u00e8 perduto&#8221;. Il business dell&#8217;eutanasia stava infatti iniziando a crescere, cos\u00ec il direttore ebbe l&#8217;intuizione geniale di trasformare l&#8217;H&amp;M cittadino in una clinica dove andare a morire nel modo pi\u00f9 cool. In realt\u00e0 bast\u00f2 cambiare solo l&#8217;insegna e la pubblicit\u00e0, ma di poco: infatti scoprirono che molti dei messaggi restavano validi, cos\u00ec come le foto dei modelli inespressivi utilizzate per la collezione primavera estate. Chi aveva sempre amato fare shopping, poteva entrare nel suo negozio preferito e riempire le buste finch\u00e9 la musica non faceva effetto, in media al settimo\/ottavo minuto. A quel punto sentiva l&#8217;impulso di morire, ed erano facilitati da una serie di oggetti che l&#8217;azienda lasciava appositamente a disposizione, tra questi grucce appuntite, tacchi a spillo affilatissimi, collane stritolatrici e siringhe glitterate con un&#8217;iniezione letale per i pi\u00f9 sbrigativi. I corpi venivano immediatamente rimossi dalle commesse, fornite di tappi per le orecchie e cuffie antirumore, che si occupavano anche  di pulire il pavimento, le pareti e gli specchi.  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intervistato sui presunti problemi etici di una simile iniziativa, il direttore ricord\u00f2 che la sua azienda vendeva capi incredibilmente cool a prezzi molto bassi, e che aveva semplicemente ampliato l&#8217;offerta rendendo accessibile l&#8217;eutanasia anche a chi non poteva permettersela. &#8220;La nostra mission \u00e8 soddisfare i desideri delle persone, di tutte le persone&#8221; spieg\u00f2. Poco dopo venne lanciata una collezione donna special limited edition dal nome &#8220;L&#8217;ultimo outfit&#8221;. In quei pochi minuti a disposizione prima di uccidersi le clienti potevano scegliere l&#8217;ultimo vestito da indossare. Per ovvi motivi il pagamento avveniva all&#8217;entrata, prima di scegliere i capi, che di fatto non venivano realmente acquistati. Una volta conclusa l&#8217;esperienza di shopping il vestito veniva consegnato alla famiglia della defunta per seppellirla o cremarla con quello indosso, come da suo ultimo desiderio. Inoltre chi voleva poteva lasciare il proprio corpo all&#8217;azienda: una volta imbalsamati, i clienti venivano vestiti con i capi scelti da loro stessi durante l&#8217;ultima seduta di shopping, per poi essere esposti nelle vetrine del negozio. Divent\u00f2 una vera e propria moda e anche personaggi celebri, vip, attori, ma anche politici depressi o in et\u00e0 avanzata, iniziarono a scegliere H&amp;M come luogo dove morire. &#8220;E&#8217; un brand che ho sempre sottovalutato, ma \u00e8 la cosa pi\u00f9 cool del momento&#8221; dichiar\u00f2 una celebre influencer poco prima di entrare nel negozio, essere accolta dalle dolci note di Kenjai Hi Soo e morire in diretta Instagram.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema \u00e8 che a seguirla c&#8217;erano 150mila persone, e quasi tutte morirono pochi minuti dopo, chi lanciandosi dalla finestra di casa, chi contro un treno, chi tagliandosi le vene o sparandosi un colpo di pistola in testa. H&amp;M diffuse immediatamente un comunicato dove spiegava che si era trattato di un banale errore tecnico e da quel giorno viet\u00f2 la registrazione e la diffusione delle musiche di Kenjai Hi Soo. Questo evento rese il negozio ancora pi\u00f9 cool e altre catene di abbigliamento tentarono di seguire la tendenza e realizzare musiche in grado di portare l&#8217;esperienza dello shopping a un livello superiore, mistico e trascendentale. Kenjai Hi Soo venne contattato da molte delle pi\u00f9 grandi aziende al mondo, ma si rifiut\u00f2 di ripetere l&#8217;esperimento, ufficialmente per motivi etici, ma in molti sostenevano che in realt\u00e0 si trattasse di motivi economici (una particolare clausola del contratto che lo legava ad H&amp;M), oppure, dicevano i pi\u00f9 maligni, perch\u00e9 non pi\u00f9 in grado di ripetere una composizione eccezionale come quella. Questo non fece altro che far crescere ulteriormente l&#8217;attrazione dei clienti verso H&amp;M, dato che i patetici tentativi delle aziende concorrenti di seguire il brand su quella strada, si rivelarono tutti fallimentari. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intervistato molti anni dopo da un giornalista di una rivista musicale, Kenjai Hi Soo confess\u00f2 di non aver mai riascoltato quelle composizioni senza titolo ma che non si era assolutamente pentito di averle realizzate. &#8220;Io sono solo un musicista, ho fatto il mio lavoro e sono stato regolarmente pagato, il resto non \u00e8 una mia responsabilit\u00e0&#8221; disse. Qualche giorno dopo venne trovato impiccato nella camera di un hotel: indossava degli shorts a pois e un top femminile a costine proveniente dalla collezione primavera-estate H&amp;M. La foto del suo suicidio venne immediatamente utilizzata come campagna pubblicitaria dall&#8217;azienda, cos\u00ec come previsto da una clausola del contratto firmato da Kenjai Hi Soo, giusto in tempo per il lancio della nuova collezione. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Colonna sonora: Kenjai Hi Soo by Kenjai Hi Soo Nel 2021 il direttore creativo di H&amp;M incaric\u00f2 il misterioso e leggendario musicista Kenjai Hi Soo di comporre le musiche da utilizzare come sottofondo nei loro negozi di abbigliamento sparsi in tutto il mondo. 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