{"id":3921,"date":"2021-01-22T16:43:50","date_gmt":"2021-01-22T14:43:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.harrr.org\/vmc\/?p=3921"},"modified":"2021-01-22T16:43:50","modified_gmt":"2021-01-22T14:43:50","slug":"ragadi-e-gia-non-e-finita-qua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vmcx.it\/?p=3921","title":{"rendered":"Le ragadi di Fabrizio Frizzi"},"content":{"rendered":"<p>Cos\u00ec come ho avuto il periodo della tonsillite ora ho il periodo delle <a href=\"http:\/\/www.harrr.org\/vmc\/?p=3898\">ragadi<\/a> &#8211; sono le mie personalissime correnti artistiche. Mi confronto con amici e amiche, scopro che diverse persone che conosco hanno vissuto in passato questa esperienza. Tra queste, una persona che non conoscevo personalmente, ma che ho sempre stimato, ovvero Fabrizio Frizzi.<!--more--><\/p>\n<p>Morto pi\u00f9 o meno giovane, poveraccio, una persona gradevole, un uomo di intrattenimento educato e simpatico. Non ricordo chi, qualcuno che aveva cenato con lui una volta, mi aveva raccontato che non diceva le parolacce e usava esclamazioni come &#8220;porca banana&#8221;. Insomma, una persona adorabile. Nel 2007, non si sa perch\u00e9, decide di parlare di ragadi anali, di cui aveva sofferto 15 anni prima. Il risultato \u00e8 un testo bellissimo, direi uno dei vertici della letteratura italiana recente, dove si mescola alto e basso, dolore e ironia, realismo e slanci visionari. Si passa dalle morti di Falcone e Borsellino a, due righe dopo, le ragadi anali, e sfido qualunque scribacchino italico ad avere il coraggio di fare altrettanto; la vacanza rovinata; &#8220;il dito di azoto congelato&#8221; nel culo; ma soprattutto la puntata di &#8220;Scommetto che&#8221; con il bambino che indovina le favole &#8211; non voglio spoilerare, ma \u00e8 una delle cose pi\u00f9 belle mai lette (e no, purtroppo la puntata non si trova, ho gi\u00e0 provato). Buona lettura.<\/p>\n<p>LE RAGADI DI FABRIZIO FRIZZI<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 l\u2019estate del 1992. Me la ricordo benissimo, \u00e8 una stagione molto particolare per me e Rita, Rita Dalla Chiesa. Bella, perch\u00e9 ci siamo sposati da poco, triste perch\u00e9 in quei mesi vengono uccisi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Quell\u2019estate decidiamo di passarla in una casa che avevamo da poco ristrutturato sul mare, vicinissimo a Roma.<\/p>\n<p>Una minuscola ferita di pochi millimetri riesce a rovinare tutto. Vacanze, relax, romanticismo. Scusate il mistero, ma non \u00e8 facile, anzi \u00e8 persino mortificante parlare di queste cose. Mi ci sono voluti anni per decidermi a farlo. Ma OK \u00e8 il giornale giusto. E cos\u00ec confesso.<\/p>\n<p>Vi giuro, quel dolore, bruciante, insistente non me lo sono pi\u00f9 scordato. Sei mesi di torture, senza esagerare. Tanto ho resistito fino a quando non mi sono operato. Di ragadi anali. Ma andiamo per gradi. All\u2019inizio, alle prime fitte, penso alle emorroidi. Dovete sapere che mangio peperoncino come se fosse pane, e quindi do la colpa a un\u2019alimentazione troppo saporita. Via, eliminato il piccante\u2026 Non il dolore.<\/p>\n<p>Ricorro, allora, a pomate e unguenti su prescrizione del mio medico generico. Ma le settimane passano, il dolore aumenta e cos\u00ec le ore in piedi.<br \/>\nS\u00ec, perch\u00e9 di stare seduto su una poltrona o su una sedia proprio non se ne parla.<br \/>\nRipensandoci adesso, ha del comico la trattativa che concludo per un importante contratto pubblicitario. Il mio avvocato e il mio interlocutore seduti e io impettito, di fronte a loro per un paio di ore, cercando di ignorare i loro sguardi costernati. Chiss\u00e0 che cos\u2019avranno pensato\u2026<\/p>\n<p>Provo qualsiasi cosa, non so quante scatole di antidolorifici devo avere consumato. Con l\u2019unico effetto di rimanere inebetito per alcune ore della giornata.<\/p>\n<p>Ricorro perfino alla crioterapia. Detta cos\u00ec sembra quasi una cosa raffinata, in verit\u00e0 mi vergogno solo al pensiero. Si tratta, in pratica, di una bruciatura a freddo che si ottiene infilando per alcuni minuti nella zona dolente una specie di dito contenente azoto liquido congelato. Niente da fare, il dolore persiste.<br \/>\nUna sera, finalmente, a cena con amici, vinco l\u2019imbarazzo e mi confido con un amico gastroenterologo. \u201cVieni a trovarmi in studio\u201d, mi dice. E cos\u00ec faccio. Il verdetto \u00e8 immediato: ho le ragadi, ulcerazioni comparse proprio l\u00ec, vicino al coccige. \u201cConosco un bravissimo specialista appena tornato dagli Stati Uniti che le opera\u201d, mi suggerisce. E cos\u00ec mi affido a Luigi Masoni.<\/p>\n<p>Credetemi, se dovessi incrociarlo per strada lo bacerei. \u201cMi dia tre giorni del suo tempo e la rimetto in sesto\u201d, mi propone il chirurgo. Impossibile, \u00e8 la mia risposta, il lavoro non me lo permette. Era un anno, quello, di lavoro intensissimo. Tutti i giorni avevo le prove di Scommettiamo che\u2026? e di Miss Italia, ero indaffaratissimo, ma sempre pi\u00f9 scorbutico. Il dolore, si sa, ti rende pi\u00f9 aspro, meno spiritoso e brillante. Ma io resistevo. O cos\u00ec credevo. Fino a quel fatidico sabato 5 dicembre.<\/p>\n<p>Tra gli ospiti in gara di quella puntata di Scommettiamo che\u2026 ? si presenta un bambino di dieci anni, convinto di riuscire a indovinare una favola solo con l\u2019aiuto di cinque parole tirate a sorte.<\/p>\n<p>Il gioco prevede che io sia seduto su una sedia a dondolo di legno, sapete, quella dei nostri nonni\u2026 E cos\u00ec, mentre il bambino risponde con successo alle domande, una fitta mi colpisce a tradimento. Dissimulo il dolore perch\u00e9, come si dice, the show must go on, lo spettacolo deve continuare. O, perlomeno, credo di dissimularlo.<br \/>\n\u201cChe cosa ti ha fatto quel bambino per incenerirlo con lo sguardo?\u201d, mi chiedono in tanti il giorno dopo. D\u2019 accordo, mi arrendo. Non solo non sopporto pi\u00f9 il dolore, ma non riesco pi\u00f9 a dominarlo, a camuffarlo. Il giorno dopo, entro piegato in due dalla sofferenza in una clinica per essere operato d\u2019urgenza da Masoni. Non mi vergogno a dirlo, piangevo, ma ridevo anche perch\u00e9 pensavo: \u00e8 finita, non mi fregher\u00e0 pi\u00f9 questo dolore bastardo.<\/p>\n<p>E cos\u00ec \u00e8 stato. Il sabato successivo ero di nuovo in studio a condurre Scommettiamo che\u2026?. Anzi, in pista, a eseguire una semplice coreografia con passi di tip tap. Lo ricordo benissimo, perch\u00e9 quella puntata registr\u00f2 quasi 11 milioni di spettatori\u00bb.<\/p>\n<p>(Fabrizio Frizzi, testo raccolto da Rosanna Lo Santo nel dicembre 2007 per OK La salute prima di tutto)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos\u00ec come ho avuto il periodo della tonsillite ora ho il periodo delle ragadi &#8211; sono le mie personalissime correnti artistiche. Mi confronto con amici e amiche, scopro che diverse persone che conosco hanno vissuto in passato questa esperienza. 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