{"id":5352,"date":"2025-02-06T12:01:08","date_gmt":"2025-02-06T10:01:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.harrr.org\/vmc\/?p=5352"},"modified":"2025-02-06T12:01:08","modified_gmt":"2025-02-06T10:01:08","slug":"io-soffro-quindi-devi-soffrire-anche-tu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vmcx.it\/?p=5352","title":{"rendered":"Io soffro, quindi devi soffrire anche tu"},"content":{"rendered":"<p>ogni tanto purtroppo mi tocca andare dal medico. la sala d&#8217;attesa \u00e8 minuscola e sempre piena. l&#8217;aria diventa subito irrespirabile e vige una regola non detta: se aspetti fuori, all&#8217;aria, al sole, \u00e8 come se te ne fossi andato. se arriva qualcuno e chiede chi \u00e8 l&#8217;ultimo, tu non conti pi\u00f9, perch\u00e9 non sei rimasto a soffrire al chiuso, nell&#8217;angusto e malsano spazio della sala d&#8217;attesa.<\/p>\n<p>si potrebbe dire a chi aspetta, di solito al 95% vecchi incattiviti, che \u00e8 pi\u00f9 intelligente fare cos\u00ec, aspettare fuori, stare al sole. ma non sarebbero d&#8217;accordo. il pensiero \u00e8: io sto soffrendo, quindi devi soffrire anche tu. non \u00e8 giusto che io stia in una cella senz&#8217;aria per due ore mentre tu fischietti all&#8217;aperto. non \u00e8 pari. devi soffrire. si potrebbe dire al vecchiaccio: ma allora esci anche tu, cambiamo le condizioni di questo sistema sbagliato. no. \u00e8 sempre stato cos\u00ec, abbiamo sempre sofferto, nessun cambiamento \u00e8 accettato. there is no alternative.<!--more--><\/p>\n<p>mi \u00e8 venuto in mente oggi leggendo la <a href=\"https:\/\/tuttonotizie.eu\/2025\/02\/03\/emilia-romagna-la-lettera-di-un-ristoratore-offro-lavoro-ma-i-colloqui-finiscono-sempre-allo-stesso-modo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">lettera<\/a> che un ristoratore emiliano ha mandato al giornale per, dice, &#8220;cercare di avviare una riflessione&#8221;. sostiene di essere alla disperata ricerca di camerieri e di mettere molti annunci, ma i colloqui vanno sempre male per le richieste &#8220;semplicemente inaccettabili&#8221; delle persone. il passaggio che pi\u00f9 mi ha colpito \u00e8 questo:<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;Per anni la ristorazione ha funzionato in un certo modo: orari lunghi, sacrificio, la consapevolezza che questo mestiere \u00e8 fatto di serate e weekend passati a lavorare mentre gli altri si divertono. Era normale. Io stesso ho fatto la gavetta cos\u00ec. E ora mi trovo davanti a ragazzi e ragazze che non vogliono pi\u00f9 accettare queste condizioni. Che mettono i loro bisogni, il loro tempo libero, persino il loro benessere davanti al lavoro.&#8221;<\/p><\/blockquote>\n<p>ragazzi e ragazze che mettono il loro benessere davanti al lavoro. che vogliono stare fuori al sole, che vogliono cambiare le condizioni. e invece no: io ho fatto la gavetta soffrendo, io ho sofferto, quindi devi soffrire anche tu.<\/p>\n<p>l&#8217;idea che le cose possano cambiare, che magari non sia n\u00e9 giusto n\u00e9 necessario soffrire, sembra una cosa da matti. eppure il concetto stesso di progresso si basa sull\u2019idea che le cose possano migliorare, che ci\u00f2 che prima era considerato inevitabile possa diventare obsoleto. che certe sofferenze non fossero una condizione naturale, ma solo il risultato di un sistema che nessuno aveva mai avuto il coraggio o la possibilit\u00e0 di mettere in discussione.<\/p>\n<p>\u00e8 come se il ristoratore dicesse: ma prima c&#8217;erano i bambini nelle fabbriche, perch\u00e9 ora no? che succede? il mondo sta cambiando!<\/p>\n<p>che logica perversa impone di perpetuare la fatica solo perch\u00e9 chi \u00e8 venuto prima non ha avuto la possibilit\u00e0 di evitarla? dovrebbe essere il contrario: chi ha sofferto dovrebbe voler rendere la strada pi\u00f9 facile per chi viene dopo. mio padre ha fatto un lavoro di merda nella speranza che io non lo facessi. suo padre stessa cosa.<\/p>\n<p>chiunque dovrebbe essere fiero, sollevato, nel vedere che il dolore non \u00e8 pi\u00f9 necessario. invece spesso \u00e8 il contrario. secondo me in parte c&#8217;\u00e8 la paura di passare per scemi.<\/p>\n<p>torniamo nella sala d&#8217;attesa: i vecchi sono l\u00ec da ore immobili in uno spazio di pochi metri quadri e con ormai scarso ossigeno. arrivo io e gli dico: ma si potrebbe aspettare fuori! si potrebbe aprire la porta! si potrebbe cambiare tutto e non soffrire! implicitamente sto dicendo che loro sono scemi, perch\u00e9 fino a quel momento hanno sofferto e non hanno cambiato le condizioni.<\/p>\n<p>e se c&#8217;\u00e8 una cosa che alla gente non piace \u00e8 sentirsi dare degli scemi.<\/p>\n<p>se ammettiamo che un sistema pu\u00f2 essere cambiato, allora dobbiamo fare i conti con il fatto che in passato abbiamo accettato inutilmente condizioni ingiuste. che abbiamo perso tempo, salute, serenit\u00e0, per qualcosa che non era davvero inevitabile. ed \u00e8 un pensiero insopportabile. meglio convincersi che soffrire fosse giusto, che fosse l\u2019unico modo. meglio tenere in piedi la sala d\u2019attesa irrespirabile.<\/p>\n<p>e non se la prenderanno mai con il sistema sbagliato, ma con chi si rifiuta di stare a un gioco malato, fatto di sfruttamento, malessere fisico e mentale, diseguaglianza. se la prendono con chi propone di cambiare: la fila di vecchi che si accanisce su chi osa stare al sole, il ristoratore che guarda con sospetto chi si rifiuta di sacrificare s\u00e9 stesso come lui ha fatto. il rifiuto della possibilit\u00e0 che il mondo possa essere un posto migliore. il mantenimento di gerarchie.<\/p>\n<p>perch\u00e9 alla fine non si tratta solo di sofferenza, ma anche di gerarchie. soffrire, in questo sistema, non \u00e8 solo un costo da pagare: \u00e8 una moneta di scambio per guadagnarsi il diritto di guardare dall\u2019alto in basso chi viene dopo. &#8220;io ho fatto la gavetta, quindi adesso tocca a te&#8221;. \u00e8 un modo per mantenere il potere, anche quando quel potere \u00e8 solo il diritto di dire: &#8220;io sono pi\u00f9 forte, io ho resistito&#8221;. la sofferenza come valore.<\/p>\n<p>il ristoratore non sta solo difendendo un modello di lavoro, sta difendendo il suo status. se i nuovi arrivati non accettano pi\u00f9 di sacrificarsi come lui ha fatto, allora il suo sacrificio cosa vale? se la sofferenza non \u00e8 pi\u00f9 la misura del valore di una persona, allora chi ha costruito il proprio senso di identit\u00e0 su quella sofferenza su cosa si regge?<\/p>\n<p>\u00e8 lo stesso meccanismo della sala d\u2019attesa: chi resiste dentro non \u00e8 solo passivo, lo fa anche per poter dire di essere pi\u00f9 resistente degli altri. non si pu\u00f2 cambiare la regola, perch\u00e9 quella regola stabilisce chi sta sopra e chi sta sotto. cos\u00ec, il sacrificio diventa non solo obbligatorio, ma anche uno strumento di potere.<\/p>\n<p>e invece chi ha scalato la montagna dovrebbe voler spianare il sentiero per gli altri, non augurarsi che anche loro soffrano e magari vengano colpiti da una tormenta &#8220;perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec che si fa&#8221;.<\/p>\n<p>tanto, che ai vecchi piaccia o no, il sole splende lo stesso, fuori si sta meglio, e alla fine qualcuno aprir\u00e0 la porta. qualcuno, alla fine, uscir\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ogni tanto purtroppo mi tocca andare dal medico. la sala d&#8217;attesa \u00e8 minuscola e sempre piena. l&#8217;aria diventa subito irrespirabile e vige una regola non detta: se aspetti fuori, all&#8217;aria, al sole, \u00e8 come se te ne fossi andato. se arriva qualcuno e chiede chi \u00e8 l&#8217;ultimo, tu non conti pi\u00f9, perch\u00e9 non sei rimasto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-5352","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-post"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5352","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5352"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5352\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5352"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5352"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5352"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}