{"id":5598,"date":"2025-03-12T14:57:57","date_gmt":"2025-03-12T14:57:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vmcx.it\/?p=5598"},"modified":"2026-09-06T11:48:15","modified_gmt":"2026-09-06T11:48:15","slug":"e-adesso-droghiamoci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vmcx.it\/?p=5598","title":{"rendered":"E adesso droghiamoci"},"content":{"rendered":"<p>E se non lasciassimo le droghe in mano a giudici, psichiatri e sbirri?<\/p>\n<p>Se negli anni &#8217;60 l&#8217;idea che si potesse cambiare il mondo con l&#8217;aiuto degli psichedelici era possibile, oggi in gran parte sta rientrando in protocolli terapeutici, le aziende farmaceutiche investono in queste sostanze e il capitalismo ha assorbito quasi del tutto quella spinta. Perch\u00e9 quasi del tutto? Perch\u00e9 ad esempio state leggendo questo testo, scritto da chi crede che le droghe abbiano un potenziale sovversivo. E ci sono altre persone che ci credono, l\u00e0 fuori, da qualche parte. E ci sono anche numerose sacche di resistenza di individui che in qualche modo, nel loro modo, consumano queste sostanze.<\/p>\n<p>Non c&#8217;ero negli anni &#8217;60-70 e non mi interessa approfondire troppo, anzi penso sia necessario un reset. Se da un lato il potenziale rivoluzionario attribuito agli psichedelici dalla controcultura degli anni Sessanta pu\u00f2 suscitare entusiasmo e fascinazione, dall&#8217;altro la repressione, la loro progressiva assimilazione nel sistema e la conseguente perdita di quella energia lasciano spazio a un senso di disillusione, depressione e demotivazione. Perch\u00e9 farsi intristire?<\/p>\n<p>L&#8217;idea di una trasformazione radicale della societ\u00e0 attraverso l&#8217;espansione della coscienza si \u00e8 dissolto, sostituito da un uso sempre pi\u00f9 marginale e nascosto, individualistico, quando va bene ricreativo, oppure terapeutico. Quindi se il passato \u00e8 demotivante, perch\u00e9 pensarci? Come diceva un meme: il passato non esiste, ci sei mai stato? Restiamo nel momento presente, per immaginare quello futuro.<\/p>\n<p>Se il sogno psichedelico non \u00e8 morto del tutto, anche se in parte addomesticato dalla farmaceutica o perfino ereditato dagli psicopatici della Silicon Valley, forse \u00e8 il momento di strapparlo di nuovo dalle mani di chi lo vuole trasformare in un prodotto da prescrizione o in un altro ingranaggio della produttivit\u00e0, di chi con &#8220;vision&#8221; intende quella aziendale, e recuperarne il potenziale politico.<\/p>\n<p>Il punto non \u00e8 riportare in vita un&#8217;epoca che non ci appartiene, ma riconsiderare il significato di queste esperienze qui e ora. Bella musica negli anni &#8217;60, per carit\u00e0, ma lasciamoli dove sono. Guardiamo alla situazione di oggi. Anche i rari momenti in cui gli psichedelici non vengono considerati medicine, si parla comunque di crescita personale, auto miglioramento, trasformazione individuale, e raramente si pensa a quella collettiva e tantomeno alla trasformazione della realt\u00e0. Eppure questo effetto \u00e8 possibile. Anche se finora non \u00e8 successo, non \u00e8 detto che non possa succedere. Il momento giusto arriva quando decidiamo che \u00e8 arrivato. Ed \u00e8 giunto il momento di parlare del potenziale sovversivo degli psichedelici.<\/p>\n<p>Sento gi\u00e0 l&#8217;obiezione: ma anche la destra trumpiana conosce gli psichedelici, eppure non cambia nulla, non c&#8217;\u00e8 alcuna trasformazione. Sarebbe come dire che i libri possono avere un potere trasformativo, ma siccome anche i reazionari leggono, allora forse i libri non hanno alcun impatto. Le droghe, proprio come i libri, non sono rivoluzionarie in s\u00e9, sono strumenti, mezzi che possono aprire possibilit\u00e0, spostare prospettive, creare crepe nel reale. Gli psichedelici: non portano automaticamente a dei risultati, ma costituiscono una possibilit\u00e0. E come i libri, da soli non cambiano nulla: serve chi li usa, chi li diffonde, chi li trasforma in azione. Gli psichedelici dovrebbero stare accanto ai libri nelle biblioteche della rivolta: LSD, DMT, funghi, peyote, ketamina e tutto il resto e anche tutto ci\u00f2 che ancora deve essere scoperto o riscoperto. Non perch\u00e9 siano una bacchetta magica, ma perch\u00e9 possono essere uno dei tanti detonatori di una nuova immaginazione politica e sociale.<\/p>\n<p>Sento anche questa obiezione: l&#8217;esperienza psichedelica \u00e8 un&#8217;esperienza individuale! Questo \u00e8 male! Beh, anche leggere, se \u00e8 per questo. Per\u00f2 se leggiamo lo stesso libro, o anche i libri diversi, e poi ci confrontiamo, ci scambiamo informazioni, idee, emozioni, diventa un&#8217;esperienza collettiva, potenzialmente di trasformazione del mondo. E chi liquida questa idea come retorica ingenua non si accorge di cadere nella stessa semplificazione. \u00c8 come dire che siccome molte persone leggono senza diventare rivoluzionarie, allora i libri non servono a nulla. I libri da soli non cambiano il mondo, ma masse intere che li leggono e poi agiscono, forse s\u00ec. Al posto di libri metteteci droghe.<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza psichedelica \u00e8 un potente strumento di allenamento alla decostruzione della realt\u00e0 ordinaria. Quando una persona assume una sostanza psichedelica, il suo modo di percepire il mondo cambia radicalmente: le strutture spazio-temporali si dissolvono, le identit\u00e0 si sfaldano e si svuotano, i concetti di s\u00e9 e dell&#8217;altro si fanno fluidi, tutto pu\u00f2 essere messo in dubbio. Questo stravolgimento percettivo e cognitivo \u00e8 ci\u00f2 che permette di mettere in discussione la realt\u00e0 cos\u00ec come \u00e8 comunemente intesa.<\/p>\n<p>Se spazio e tempo, che sono tra le strutture fondamentali della nostra esistenza, possono essere percepiti come illusioni o convenzioni, allora anche le banali costruzioni sociali \u2013 come lo Stato, la polizia, l&#8217;autorit\u00e0, il lavoro, la propriet\u00e0 privata \u2013 possono essere soggette a questa stessa messa in discussione. Lo Stato agli occhi di molti si presenta come un&#8217;entit\u00e0 solida, inevitabile, quasi naturale, ma \u00e8 un costrutto umano, mantenuto in piedi da narrazioni, istituzioni e coercizioni. Durante un trip lo Stato non esiste. A meno che non sia un bad trip. E di sicuro non avete voglia di lavorare.<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza psichedelica pu\u00f2 far emergere una consapevolezza nuova: le regole che governano il mondo sono arbitrarie, le gerarchie sono spesso imposte con la forza e la polizia non \u00e8 una necessaria istituzione a servizio della giustizia, ma un apparato di controllo sociale e di monopolio della violenza. Se la realt\u00e0 sociale \u00e8 malleabile, se le sue leggi possono essere riscritte come quelle della percezione sotto l&#8217;effetto di un trip, allora diventa possibile immaginare nuovi modi di organizzare la convivenza umana, modelli non gerarchici, non autoritari, pi\u00f9 cooperativi e creativi. Anche pi\u00f9 divertenti.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultimo punto non \u00e8 da sottovalutare. Divertire vuol dire volgere altrove, andare in un&#8217;altra direzione, e ha la radice in comune con diverso. Ed \u00e8 di questo che sto parlando.<\/p>\n<p>Sono consapevole che i casi individuali servono fino a un certo punto, esattamente come per i libri. Se da una parte possiamo raccontare con un certo godimento del suprematista bianco che in uno studio scientifico ha preso l&#8217;MDMA e ha capito che le sue idee erano malsane e che tutto ci\u00f2 che conta \u00e8 l&#8217;amore e la connessione con gli altri (cercate la notizia, si trova online), dall&#8217;altra possiamo immaginare un Super Compagno che ha letto tutti i libri giusti e preso un sacco di acidi, eppure resta il solito stronzo. Fatta questa premessa, far\u00f2 un esempio personale.<\/p>\n<p>Ho avuto esperienze molto intense e significative, ma in questo caso ne propongo una che all&#8217;apparenza pu\u00f2 sembrare minore e invece, sul lungo periodo, si \u00e8 rivelata tra le pi\u00f9 importanti. \u00c8 andata cos\u00ec: un giorno volevo meditare sul concetto di confine durante un trip, ma ovviamente me ne sono dimenticato, come spesso capita quando si \u00e8 alla ricerca di una visione e si viene distratti dalle allucinazioni. Tutte quelle cosette colorate e bizzarre che si associano all&#8217;esperienza psichedelica si possono considerare degli effetti collaterali: divertenti, ma non molto significativi. A riportarmi al mio compito \u00e8 stata la mia compagna, che a un certo punto mi ha chiesto &#8220;Non volevi meditare sul confine?&#8221;. In quel momento c&#8217;era un forte vento, o forse un venticello leggero che io percepivo come forte. Mi sentivo attraversato da questo vento. Non si abbatteva su di me, scorrendo sulla pelle: mi attraversava da parte a parte. E avevo la percezione che lo stesso vento stesse attraversando anche gli alberi intorno a me, e tutte le cose e le persone. Il mio corpo, confine per definizione, era come se non ci fosse. E se non c&#8217;era quel confine, come potevano essercene altri, narrazioni culturali, costrutti, idee? Alla mia compagna ho immediatamente risposto che quella questione non mi interessava pi\u00f9, che trovavo la stessa domanda stupida \u2013 domanda che avevo concepito quando ero nell&#8217;altra realt\u00e0, quella razionale e meno colorata. Al ritorno, dopo qualche ora, non avevo ragionato e meditato sul confine: ne avevo fatto esperienza. Il confine poteva non esserci affatto. L&#8217;avevo visto, l&#8217;avevo sentito. Pi\u00f9 che un&#8217;idea mi \u00e8 rimasta addosso per mesi una sensazione legata a questa micro esperienza che ora ovviamente, riportata a parole, non rende granch\u00e9. Ma \u00e8 stata profonda e importante.<\/p>\n<p>In altre parole, se un&#8217;esperienza psichedelica pu\u00f2 farci vedere che i confini sono fittizi o che il tempo \u00e8 un&#8217;illusione, pu\u00f2 anche aiutarci a vedere che il potere lo \u00e8. Se pu\u00f2 sciogliere i confini tra soggetto e oggetto, pu\u00f2 anche sciogliere i confini tra governanti e governati. E se pu\u00f2 farci percepire la realt\u00e0 come un flusso in continuo cambiamento, allora pu\u00f2 ispirarci a trasformare radicalmente il mondo in cui viviamo. Le droghe diventano un allenamento a mettere in dubbio, sabotare, hackerare la realt\u00e0. Con gli psichedelici lo vediamo: \u00e8 possibile. Accediamo a una realt\u00e0 dove le cose sono tutte in trasformazione. Non \u00e8 sulla pagina di un libro: \u00e8 davanti a noi, dentro di noi, intorno a noi. Sentire certe cose, provarle, vederle, \u00e8 diverso da pensarle, da ragionarci su.<\/p>\n<p>Si diventa empatici, le barriere tra individuo e comunit\u00e0 si dissolvono, si genera una solidariet\u00e0 radicale, un senso di interconnessione e interdipendenza tra tutte le forme di vita, non solo umane, e una generale sensazione di libert\u00e0. La possibilit\u00e0 di creare nuovi modelli sociali basati sulla cooperazione, sull&#8217;empatia e sulla condivisione diventa pi\u00f9 concreta, mentre i vecchi modelli di potere che si fondano sull&#8217;oppressione, la competizione e l&#8217;individualismo sembrano sempre pi\u00f9 obsoleti. Queste sostanze magiche amplificano una capacit\u00e0 gi\u00e0 insita in noi ma a volte un po&#8217; arrugginita: l&#8217;immaginazione. Quindi non si tratta solo di riconoscere che il potere del sistema sociale, politico ed economico \u00e8 fragile, illusorio e costruito, ma di iniziare a immaginare e creare nuovi mondi, dove le strutture esistenti siano decostruite e sostituite da possibilit\u00e0 pi\u00f9 libere, collettive e divertenti.<\/p>\n<p>E quindi cosa fare? Drogarsi! Autogestione e autoproduzione, soprattutto. Normalizzare l&#8217;utilizzo di queste sostanze, diffondere conoscenza. Oltre al consumo individuale, pensare a pratiche di esperienza condivisa, a gruppi che usano gli psichedelici per immaginare, sperimentare e progettare. Elaborare strategie di consapevolezza dell&#8217;utilizzo che non dipendano da istituzioni ufficiali e camici bianchi e ignorare completamente, da subito, senza attendere leggi o fare petizioni, lo status di legalit\u00e0 o meno di una sostanza. Non imploriamo in ginocchio che l&#8217;autorit\u00e0 ci conceda qualcosa che possiamo avere gi\u00e0.<\/p>\n<p>Imparare a creare le sostanze, coltivarle, nasconderle, eludere i controlli, creare alleanze, imparare a prendersi cura gli uni degli altri. Contrastare la logica commerciale creando filiere di produzione e distribuzione autogestite, rendendo le sostanze disponibili anche a chi non ha soldi. Tra compagni e compagne, consigliare sostanze come oggi si consiglia un saggio El\u00e8uthera. Creare manuali, fanzine, canali di informazione indipendenti che parlino di psichedelici in chiave sovversiva e non solo terapeutica o spirituale, con istruzioni e ricette. C&#8217;\u00e8 sempre un amico col pollice verde bravissimo a coltivare erba e funghi o un&#8217;amica chimica che sa fare la DMT. Inserire le droghe all&#8217;interno dei dibattiti. Allenarsi a vedere le cose in modo diverso, a sperimentare allucinazioni e visioni dove tutto \u00e8 possibile, dove le cose sono in costante mutazione e quindi vedere che anche queste strutture di potere che possono apparire cos\u00ec immutabili in realt\u00e0 possono essere spazzate dal vento e se ne possono immaginare di nuove. Vedere, dentro le nostre teste, che il capitalismo pu\u00f2 non esistere.<\/p>\n<p>Le droghe sono uno spazio libero. All&#8217;interno dell&#8217;esperienza non ci sono n\u00e9 servi n\u00e9 padroni, non ci sono doveri, non ci sono gerarchie, non c&#8217;\u00e8 produttivit\u00e0, non c&#8217;\u00e8 profitto, non c&#8217;\u00e8 economia. Dentro l&#8217;esperienza si aprono territori inesplorati, l&#8217;ego si dissolve e l&#8217;immaginazione si espande oltre i confini. \u00c8 un ritorno alla possibilit\u00e0 pura, alla libert\u00e0 di percepire, di sentire, di pensare senza le sovrastrutture che ci vengono imposte fin dalla nascita. E se questo \u00e8 possibile dentro di noi, allora \u00e8 possibile anche fuori. Su una panchina una volta ho letto la scritta: RESPIRA, LICENZIATI, GIOCA.<\/p>\n<p>Emma Goldman ha detto: se non posso ballare, non \u00e8 la mia rivoluzione. Io dico: se non mi posso sballare, non \u00e8 la mia rivoluzione.<\/p>\n<p>E se io sono gi\u00e0 pronto e non ho bisogno della droga? Vi sento, compagni. Avete gi\u00e0 letto tutti i libri utili, vi giocate met\u00e0 stipendio, se ce l&#8217;avete, per sostenere fogli anarchici e fanzine, avete partecipato a tutte le forme di lotta attualmente possibili, fatto parte di 147 collettivi e accumulato 10mila ore di assemblee. Siete gi\u00e0 svegli, illuminati, vi vedo anche un po&#8217; stanchi. La scossa psichedelica a voi non serve. E va bene, forse \u00e8 vero. Anche se non sentite il bisogno di usare droghe per fare esperienza di una nuova realt\u00e0, potreste farlo per esplorare gli psichedelici in un contesto condiviso, come un&#8217;esperienza collettiva, per capire come queste sostanze possano agire a livello comunitario, per gioire insieme. In questo caso diventano un strumento di coesione piuttosto che di esplorazione individuale. E poi potreste farlo per divertirvi, perch\u00e9 no? Alla prossima assemblea niente birrette, proponete un trip.<\/p>\n<p>Sento anche un&#8217;altra vostra preoccupazione: le stesse sostanze che secondo alcuni potevano aiutare a cambiare il mondo secondo altri sarebbero state usate per depotenziare e indebolire i movimenti di lotta. Secondo questa visione cospirativa ad esempio l&#8217;LSD fu deliberatamente lasciato circolare (o addirittura promosso) dai servizi segreti per distrarre i giovani dalla lotta politica, portarli a una &#8220;fuga dalla realt\u00e0&#8221;, all&#8217;isolamento, per disgregare i movimenti di protesta. \u00c8 andata cos\u00ec? Non mi interessa. Se anche fosse vero, farsi spaventare dalle strategie del potere sarebbe una sconfitta. Voglio dire, sono passati pi\u00f9 di 50 anni. Perch\u00e9 farsi ingabbiare e spaventare dal passato? Se mezzo secolo fa gli psichedelici sono stati davvero un&#8217;arma del nemico, oggi possono diventare una nostra arma.<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 drogarsi non vuol dire rincoglionirsi. O almeno, anche, ma non solo. Secondo alcune ipotesi, a cui mi piace credere, i guerrieri vichinghi prima delle battaglie entravano in uno stato mentale di furia ingerendo un infuso di funghi allucinogeni del tipo Amanita muscaria. Altri combattenti, in altri periodi e in altre parti del mondo, si preparavano alla lotta con l&#8217;hashish o il peyote. Queste sostanze non erano usate solo per la battaglia, ma anche per prepararsi spiritualmente o per ottenere visioni strategiche.<\/p>\n<p>Saremo sballati, ma non per questo meno pericolosi. Anzi. Io credo che gli psichedelici non siano anestetici, non servono a spegnere il pensiero critico n\u00e9 a renderci pi\u00f9 docili. Al contrario possono essere strumenti di disvelamento, detonatori di immaginazione radicale, catalizzatori di una percezione pi\u00f9 fluida e dinamica della realt\u00e0. Se il capitalismo rischia di assorbire tutto, anche gli psichedelici, allora un atto sovversivo non \u00e8 solo usarli, ma usarli insieme, in modo collettivo, politico, come allenamento a vedere il mondo in un altro modo e a costruirne di nuovi. Sabotare. Agire. Possiamo essere molto pericolosi \u2013 e completamente sballati.<\/p>\n<hr \/>\n<ul>\n<li><strong>prima parte: <a href=\"https:\/\/www.vmcx.it\/?p=5430\">Ogni cosa \u00e8 medicalizzata<\/a><\/strong><\/li>\n<li><strong>seconda parte: <a href=\"https:\/\/www.vmcx.it\/?p=5618\">Gli sbirri interiori<\/a><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>questo testo fa parte dell&#8217;opuscolo &#8220;Verso un&#8217;insurrezione psichedelica&#8221; di MP edito da Robin Book Gang, liberamente scaricabile qua <a href=\"https:\/\/archive.org\/details\/verso-uninsurrezione-psichedelica\/verso%20un%27insurrezione%20psichedelica%20Lettura\/\">https:\/\/archive.org\/details\/verso-uninsurrezione-psichedelica\/verso%20un%27insurrezione%20psichedelica%20Lettura\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E se non lasciassimo le droghe in mano a giudici, psichiatri e sbirri? 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