{"id":6504,"date":"2025-09-25T12:40:15","date_gmt":"2025-09-25T12:40:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vmcx.it\/?p=6504"},"modified":"2025-09-25T12:40:15","modified_gmt":"2025-09-25T12:40:15","slug":"testamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vmcx.it\/?p=6504","title":{"rendered":"TESTAMENTO"},"content":{"rendered":"<p>un libro, 95% cose vere, 5% cose leggermente censurate. un diario dell&#8217;estate, un trattato sulla morte, un intrigo internazionale, una serie di cazzate, un flusso di coscienza: \u00e8 pi\u00f9 o meno questo. si parla di politica, sagre, zanzare, auto in fiamme, incontri, apparizioni, Monica e Penelope Cruz, complotti, gommisti &#8211; c&#8217;\u00e8 molto dolore e pochissima seriet\u00e0. lo potete leggere qua sotto, oppure <a href=\"https:\/\/archive.org\/details\/testamento_202509\">qua<\/a> grazie a robin book, in vari formati (pdf, epub) anche stampabili, oppure potete anche non leggerlo.<!--more--><\/p>\n<hr \/>\n<h2 style=\"text-align: center;\">TESTAMENTO<\/h2>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>estate 2025<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"RIGHT\">&#8220;Che vada a cagare anche il sole&#8221;<\/p>\n<p align=\"RIGHT\"><em>(la compagna benzinaia, qualche giorno fa)<\/em><\/p>\n<p>Si sta bene solo al supermercato: aria condizionata, si pu\u00f2 camminare e non ci sono insetti. Tra gli scaffali solo anziani, pallidissimi, esangui. Ma dopotutto qua sono tutti pallidi, \u00e8 normale. Lo sono anche io, per la prima volta nella mia vita. Nessuno sta al sole. I vecchi si vestono male, non gli importa pi\u00f9 dello stile, ma credo non gli sia mai importato. Canottiere brutte, ciabatte, boxer inguinali, pelle trasparente, si vedono le vene. Comprano gelati, dolci, prosciutto e melone. Quando esci dal supermercato l&#8217;ambiente si rivela ostile, inadatto alla vita. La macchina \u00e8 bollente, non si respira. Niente aria condizionata, mai avuta in tutta la mia vita. Andiamo subito a casa, perch\u00e9 i surgelati si potrebbero scongelare e noi potremmo morire. Io ho un fungo sulle spalle che mi brucia quando sto al sole. Non abbiamo le zanzariere, con le finestre aperte la casa si riempie di zanzare e pappataci. Ci sono almeno tre bollette non pagate. Da quando siamo usciti a quando siamo tornati, a Gaza sono state uccise 18 persone.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p align=\"LEFT\">&#8220;Tra gli effetti del riscaldamento delle acque c\u2019\u00e8 lo stato di salute delle gorgonie e dei madreporari, specie target del progetto di monitoraggio. Perdono i loro colori accesi, sbiancano e in alcuni casi mostrano segni di necrosi.&#8221;<\/p>\n<p align=\"LEFT\"><i>(articolo di giornale)<\/i><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Su internet vedo gli eventi estivi delle citt\u00e0: festival di letteratura, concerti interessanti, spazi politici che ospitano iniziative sui videogiochi indipendenti. Sembra che la gente ogni giorno abbia qualcosa da fare la sera. Qua, una volta chiuso il Crai, il paese \u00e8 vuoto. Su una panchina una commessa del supermercato beve delle birre. C&#8217;\u00e8 una specie di bar, ma non \u00e8 proprio un bar, con pochi clienti e tutti molto decadenti. Sono tutti pallidi, anche loro. Nemmeno gli agricoltori qua sono abbronzati, perch\u00e9 stanno sempre su trattori moderni con l&#8217;aria condizionata. Alle quattro del pomeriggio stanno gi\u00e0 bevendo birre, fumano una sigaretta dopo l&#8217;altra, sono vestiti male, hanno lo sguardo spento, depresso, votano Lega. Alcune locandine informano delle numerose sagre dell&#8217;agnolotto, tutte uguali, in paesi a pochi chilometri di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Qualche settimana fa parlavo con una persona in uno spazio politico, facevo i complimenti per il posto, per le attivit\u00e0, poi questa persona mi dice &#8220;beh adesso, sai com&#8217;\u00e8, non faremo pi\u00f9 niente&#8221;. Io non capisco, lui continua &#8220;sai com&#8217;\u00e8, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nessuno, spariscono tutti&#8221;. Lo fisso con sguardo interrogativo, in attesa che chiarisca, visto che io non arrivo a capire perch\u00e9 le persone dovrebbero sparire improvvisamente. Vedendomi confuso, finalmente chiarisce: &#8220;\u00e8 estate&#8221;. Solo a quel punto capisco: intende dire che la maggior parte delle persone va in vacanza. Quando l&#8217;ho capito ho annuito e ho detto &#8220;ah beh, certo, chiaro&#8221;.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>&#8220;Io non capisco perch\u00e9 la gente sta in spiaggia sotto al sole&#8221;<\/p>\n<p><em>(Roberto, compagno agricoltore)<\/em><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Il gatto sta male, non riesce a mangiare. Per molti giorni gli unici posti dove andiamo sono negozi di cibi per animali. Fotografo alcune delle scatolette in vendita: tonno con riso integrale e t\u00e8 verde matcha, tonno con spigola e patate, tonno con sogliola e piselli, tonno con cozze e olive, orata con granchio, salmone con riso integrale e goji, cervo e zucca, agnello con zucca e mirtilli, quaglia con zucca e melograno. I gatti mangiano molto meglio di me. Di un cibo leggo la lista degli ingredienti: pollo, farro, avena, aringa, uova, barbabietola, olio di pesce, carote, banana, kiwi, mango, papaya, ananas, spinaci, curcuma, aloea vera. Io non ho mai mangiato la papaya, e il mango solo qualche volta. Comunque proviamo di tutto, per giorni cerchiamo di farlo mangiare. Alla fine \u00e8 morto. Ci sono rimaste molte scatolette. Forse le mangeremo noi.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>La cinefilia \u00e8 depressione. Perch\u00e9 vuol dire chiudersi in ambienti ristretti, al buio, e invece di vivere, guardare altre persone che fanno finta di vivere, e farlo tutti i giorni, pi\u00f9 volte al giorno magari, se vuoi essere un vero cinefilo. Una persona normale non guarda tutti quei film. Sono attori, stanno fingendo, a volte non sanno nemmeno di cosa stanno parlando, e alla fine dei film, nei titoli di coda, ci sono i loro veri nomi. Come se non bastasse, molti di loro sono perfino morti. La cinefilia \u00e8 necrofilia. L&#8217;estate, si sa, \u00e8 la stagione peggiore per i morti, perch\u00e9 col caldo il processo di putrefazione \u00e8 accelerato. Per questo il cinefilo sta al buio, nella stanza pi\u00f9 fresca della casa, con uno o pi\u00f9 ventilatori che non raffreddano il corpo ma almeno riducono l&#8217;umidit\u00e0 e rallentano la proliferazione batterica. Il frinire delle cicale e il ronzio del ventilatore si integrano alla colonna sonora di ogni film.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>&#8220;Agosto, steso l\u00ec sul divano e la mente in nessun posto&#8221;<\/p>\n<p><em>(Agosto, Diaframma)<\/em><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Insomma quest&#8217;estate la sto passando in una stanza, quasi sempre in penombra o al buio, sul divano a guardare film. Inizio la mattina, finisco la notte. I miei occhi non funzionano molto bene, ma cerco comunque di portarli al limite e a volte oltre. Non potendo fare praticamente nient&#8217;altro, di fatto la cronologia delle visioni costituisce una sorta di diario. Si pu\u00f2 dire che al momento non ci sono prove concrete della mia esistenza, se non la lista dei film che vedo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Ricorderemo il mondo attraverso il cinema&#8221;<\/p>\n<p><em>(Lav Diaz)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Serata matta: in pizzeria. \u00c8 un posto che mi piace, molto piccolo e vecchio, economico, c&#8217;\u00e8 un&#8217;atmosfera tra Twin Peaks e Kaurismaki. Ovviamente a conduzione famigliare, la moglie fa le pizze, il marito sta ai tavoli e al bancone. Ma oggi il marito non c&#8217;\u00e8, a dirigere la pizzeria \u00e8 il figlio. \u00c8 lui che ci accoglie, ci indica il tavolo, ci d\u00e0 i menu. \u00c8 molto gentile e professionale e ha solo 11 anni. La pizzeria \u00e8 piena, \u00e8 domenica sera, \u00e8 estate, tutti i tavoli sono occupati. Il bambino non perde mai il controllo, \u00e8 gentile, veloce, attento a tutti i clienti. Alcuni sorridono, perch\u00e9 ha solo 11 anni, mentre altri, come noi, non ci fanno pi\u00f9 caso. Dopo un po&#8217; viene al tavolo e col taccuino prende l&#8217;ordine, senza sbagliare nulla. \u00c8 uno di quei posti dove si conoscono tutti, quindi molte persone parlano da un tavolo all&#8217;altro. Addirittura vedo uno alzarsi e andare a prendersi le pizze da solo. Ci sono anche i solitari, che ho notato anche altre volte: maschi in et\u00e0 da pensione, che ordinano piatti come scaloppine, spaghetti allo scoglio, patatine fritte, e mezzo litro di vino. Ogni tanto parlano con gli altri tavoli, ma per la maggior parte del tempo stanno zitti. Uno di loro chiede al bambino, vedendolo molto occupato, \u201c\u00e8 meglio andare a scuola?\u201d e lui risponde secco \u201cNO\u201d. Il padre, che nel frattempo \u00e8 arrivato, al momento di pagare mi spiega che il figlio \u00e8 in grado di servire senza problemi 27 persone. Mi colpisce la precisione, evidentemente 28 sono troppe.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>\u201cStiamo per entrare in sala operatoria con uno che si \u00e8 infilato una lampadina in culo\u201d<\/p>\n<p><i>(compagno che lavora in ospedale, su Telegram)<\/i><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Come minimo buchiamo: ho detto cos\u00ec, e abbiamo bucato. Erano mesi che immaginavo di bucare, finalmente \u00e8 successo. L&#8217;ultima volta che ho cambiato una ruota non me lo ricordo, forse vent&#8217;anni fa. Ma non lo facciamo e andiamo direttamente dal gommista. Mi chiede di dove sono, dico che abito qua. Questa cosa sorprende sempre gli indigeni perch\u00e9 si conoscono tutti fra loro, ma noi veniamo dal bosco. Per\u00f2 non sono di qua, gli dico. Mi chiede di dove mentre smonta le ruote. Quando gli dico Sardegna c&#8217;\u00e8 la solita reazione che mi accompagna da anni: e perch\u00e9 sei venuto a vivere qua? Perch\u00e9 no? dico. Lui insiste: ma cosa ci fai qua? \u00c8 sempre cos\u00ec: le stesse persone che vivono qua, non la trovano una scelta sensata. La Sardegna viene vista come un luogo ideale dove vivere, anche se temo che abbiano in mente principalmente le spiagge. Faccio la solita battuta, che quelli del luogo capiscono benissimo: beh, questo \u00e8 un posto tranquillo. E infatti si mette a ridere. Vuole che tocchi con le mani la ruota per sentire l&#8217;usura del trapezio. Dice: io ci tengo a far capire le cose. Mi piace come approccio. Tocco la ruota, non capisco nulla, annuisco alla sua spiegazione. Non cambier\u00f2 il trapezio, qualsiasi cosa sia, perch\u00e9 non abbiamo i soldi.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Se penso alla mia immagine preferita forse mi viene in mente un&#8217;automobile che brucia. Mi immagino poca luce, tramonto, crepuscolo, o proprio buio, e questa macchina in fiamme. Non so perch\u00e9, ma \u00e8 cos\u00ec da anni. Mi piacciono anche gli alberi, soprattutto visti da sotto, i gatti, la pizza, il sorriso della mia compagna, ma nessuna di queste pu\u00f2 battere una macchina che brucia. Credo ci siano tante spiegazioni neurologiche del perch\u00e9 mi piace guardare un&#8217;auto in fiamme o in generale il fuoco, ma non mi interessano tanto. Uno dei miei pi\u00f9 grandi rimpianti, almeno finora, \u00e8 non aver mai incendiato una macchina. Quando l&#8217;ho detto a un amico lui mi ha risposto che era meglio cos\u00ec perch\u00e9 \u00e8 inquinante.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Un&#8217;altra immagine a cui penso spesso sono i cani con le rotelle. Amo i cani con le rotelle. \u00c8 un&#8217;immagine triste e simpatica allo stesso tempo. Di fatto sono dei disabili, ma hanno questo sguardo un po&#8217; scemo, non lo so, mi fanno ridere. In realt\u00e0 dipende da come sto, a volte mi mettono tristezza, malinconia, a volte invece allegria. Di sicuro non sono indifferente all&#8217;immagine di un cane con le rotelle.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Era in Mosquito Coast, mi pare, che dicevano che quando uccidi una zanzara il sangue che vedi \u00e8 il tuo. A volte \u00e8 cos\u00ec, a volte invece potrebbe essere il sangue del tuo vicino di casa, o di un animale. Non abbiamo le zanzariere e siamo circondati da un bosco, quindi le zanzare mi pungono in media 27 volte al giorno, come i clienti che riesce a servire il bambino della pizzeria. Passo buona parte della giornata a lamentarmi delle zanzare, non riesco a raggiungere quello stato di illuminazione per cui le accetti e basta. Eppure, sono tra i pochi eventi di certe giornate. Se non ci fossero nemmeno loro, le zanzare, il tempo sembrerebbe sospeso. Se dovessi tenere un diario della giornata potrei segnare le varie punture con gli orari precisi. Sono un po&#8217; come le sigarette, che non fumo pi\u00f9 e mi mancano. Servivano a scandire il tempo: non potevi dire di non aver fatto niente, perch\u00e9 ogni tanto avevi fumato qualche sigaretta. Ora ci sono le zanzare. Il mio sangue vola via in piccole quantit\u00e0, magari poi si posa sulla spalla del mio vicino, che con una manata lo spiaccica. Poi muore d&#8217;infarto, e il mio sangue viene seppellito con lui, che non ho mai salutato e che non so come si chiama.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>\u201cL&#8217;inferno esiste, ma \u00e8 vuoto\u201d<\/p>\n<p><i>(attribuzione incerta)<\/i><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 uno spazio di affissione, nel parcheggio in paese, dove necrologi e locandine di sagre e concerti si confondono. A volte si legge di un morto, ma la foto \u00e8 in parte coperta dal menu della trentesima sagra dello stufato d&#8217;asino. In altri casi c&#8217;\u00e8 il faccione sorridente dell&#8217;ospite musicale in mezzo ai necrologi, e sembra che il morto sia lui. Morti e cantanti si confondono, ma anche morti e spettatori. Tra le band ospiti noto un gruppo che si chiama \u201cI nichilisti dello swing\u201d. In questo momento per\u00f2 la mia sagra preferita \u00e8 la Sagra del Cavolo Liscio con serata di Ballo Liscio con l&#8217;orchestra Liscio Simpatia. Cocktail party con Dj Robertino e processione e santa messa in onore del Divin Salvatore.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Sul fiume c&#8217;\u00e8 una specie di gara di imbarcazioni costruite sul momento con cartone e nastro adesivo. Ce ne sono 70, tutte con i loro nomi buffi e gli equipaggi. Lo scopo \u00e8 percorrere pochi metri, partire da un punto e arrivare a un altro, passando tra due boe, senza affondare. Alcune affondano subito, alcune iniziano ad affondare a met\u00e0 ma a sorpresa tagliano il traguardo. Altre, pur fatte di cartone e nastro adesivo, arrivano senza problemi a destinazione. C&#8217;\u00e8 molta gente, birre, atmosfera allegra e due tizi che fanno la cronaca sgolandosi nel microfono. A me sembra un&#8217;evidente metafora della vita. Quelle ridicole barchette, fragili e un po&#8217; buffe, tenute su con il nastro adesivo, sono i nostri corpi. C&#8217;\u00e8 chi muore subito, chi va avanti e pi\u00f9 va avanti pi\u00f9 inizia a disfarsi, ma con la forza di volont\u00e0, o forse la disperazione, continua a remare, nella speranza di passare tra le boe. Infine c&#8217;\u00e8 chi attraversa il fiume senza problemi, senza mai imbarcare acqua, e arriva alla giusta fine con la barchetta intatta. Tutte, senza distinzioni, vengono ammucchiate in una sorta di cimitero discarica.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>\u201cCosa succede se mangio mozzarella tutti i giorni? Risponde l&#8217;esperta\u201d<\/p>\n<p><i>(titolo di giornale)<\/i><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Odio la polizia. L&#8217;ho sempre odiata. Odio la polizia e i poliziotti. A volte mi sorprende che altre persone non odino la polizia, ma \u00e8 solo perch\u00e9 abbiamo avuto percorsi diversi. Ho decine di ricordi, tutti negativi. Avevo 14 anni quando i poliziotti mi inseguivano nella notte, noi scappavamo nei campi vicino al fiume, loro ci puntavano i fari della macchina, ma riuscivamo a sparire e tornavamo a casa sporchi di fango. Un paio d&#8217;anni dopo un poliziotto mi ha minacciato, e io me la sono legata al dito. Poi anni di piccoli scontri, e il ricordo della perquisizione. La mia camera mai vista cos\u00ec ordinata, avevano tirato fuori cose che non ricordavo di avere e avevano sistemato tutto con un ordine maniacale. Poi M. perquisita, umiliata, R. obbligato a spogliarsi davanti a lei senza motivo, solo per umiliarlo, R. che piange, loro che godono. Io che li accompagno in questura, una sbirra che li tratta male, come dei poveri idioti, solo perch\u00e9 erano effettivamente poveri ma di certo non idioti, finch\u00e9 non vede apparire me, percepisce una propriet\u00e0 di linguaggio diversa, cambia un po&#8217; atteggiamento, ma resta stronza. R. che viene condannato ingiustamente e ancora maltrattato dalla polizia. Storie di amici picchiati dalla polizia. Due amici aggrediti da poliziotti, lui massacrato, lei sbattuta a terra con una bambina di tre mesi in braccio. Sgomberi. Accanimento, lo Stato come stalker. E poi, fa ridere, lo so, ma questi cazzo di posti di blocco, con questi cosplayer che ti chiedono il documento, se ne vanno, poi tornano e ti dicono che puoi andare. Le discussioni in stazione, solo perch\u00e9 mi metto in mezzo in un caso evidente di profilazione razziale. F. che mi racconta di sua sorella stuprata da un poliziotto. A 14 anni il mio sogno era bruciare una macchina della polizia. A numeri invertiti, non ho cambiato idea.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Che poi, basta non riconoscere la loro autorit\u00e0, ci siamo detti a volte. Ma non \u00e8 cos\u00ec semplice, non basta. \u00c8 come essere in guerra e dire che tu non la riconosci come guerra. O essere sotto un temporale e dire che non ti bagni, perch\u00e9 non la riconosci come pioggia. \u00c8 un atteggiamento interessante, in parte comprensibile, ma non basta. La realt\u00e0 materiale e coercitiva dell\u2019autorit\u00e0 statale non sparisce perch\u00e9 tu <em>decidi<\/em> di non riconoscerla. Non esiste solo nelle nostre menti, cio\u00e8, anche, ma non solo. Certe parti dello Stato le puoi ignorare, fare come se non esistessero, ed \u00e8 molto saggio. Per dire, puoi ignorare la legge, le tasse. Ma non puoi ignorare la polizia. Peggio le zanzare o la polizia? Beh, le zanzare le posso schiacciare, e ci sono solo in estate. Quindi sicuramente peggio la polizia.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>\u201cSe tu parlar sapessi, io chiederei:<br \/>\ndimmi: perch\u00e9 giacendo<br \/>\na bell&#8217;agio, ozioso,<br \/>\ns&#8217;appaga ogni animale;<br \/>\nme, s&#8217;io giaccio in riposo, il tedio assale?\u201d<\/p>\n<p>(Tony Effe)<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Guardo la gatta, quella sopravvissuta, quella non ancora morta. Dorme tutto il giorno, non fa nulla. Ogni tanto si stiracchia, cambia posizione, oppure sbadiglia. E poi dorme anche la notte. Non sembra avere bisogno di niente, forse ogni tanto si alza per bere, tutto qua. Forse non pensa, si gode qualsiasi superficie, il tavolo, la sdraio, il muretto, il pavimento, il prato. Sa essere comoda ovunque. Non ha bisogno di film, di parole, di notizie, di confronti, di Instagram. Semplicemente se ne sta l\u00e0 a dormire. A lei devo apparire un completo idiota.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Nuovo manifesto: edizione numero 26 della sagra della lumaca. Mi colpisce il menu, che vorrei riportare integralmente: salame sotto grasso, lingua in salsa, bistecca in carpione, spaghetti allo scoglio, tris di lumaca, risotto con lumache, spaghetti al rag\u00f9 di lumaca, lumache al verde con polenta, lumache alla veneziana con polenta, bis di lumache con polenta, lumache impanate con patatine, rane impanate con patatine, bistecche impanate, verdure grigliate, fritto di mare, gorgonzola, tartufatina. Programma musicale: venerd\u00ec Follia 2000, sabato Free music band, domenica Loris Gallo, luned\u00ec Shary band. Dopo gli spettacoli \u00e8 previsto il dj-set. In fondo alla locandina una scritta in piccolo, che allude a possibilit\u00e0 disastrose: \u201cL&#8217;organizzazione declina ogni responsabilit\u00e0 per eventuali danni a cose e persone prima, durante e dopo la manifestazione\u201d.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>\u201c\u2026 cerco, cerco. Tento di capire. Tento di dare a qualcuno ci\u00f2 che ho vissuto e non so neppure a chi, ma non voglio tenere per me ci\u00f2 che ho vissuto.\u201d<\/p>\n<p><i>(Clarice Lispector, La passione secondo G. H. &#8211; libro che non ho letto)<\/i><\/p>\n<p><i>*<\/i><\/p>\n<p>Pensavo ai necrologi e alle sagre&#8230; Ma c&#8217;\u00e8 davvero differenza tra un vivo e un morto? Tra certi vivi e certi morti no, non c&#8217;\u00e8 differenza. Molti di noi sono morti in vita, esistiamo senza che nessuno se ne accorga e poi senza rumore spariremo velocemente, non ci sar\u00e0 nemmeno un vicino di casa a dire &#8220;salutava sempre&#8221; perch\u00e9 non lo salutavamo, tutto continuer\u00e0 a funzionare a prescindere dalla nostra presenza materiale, e una volta fisicamente scomparsi, poco dopo la decomposizione, non rester\u00e0 nulla, nemmeno i ricordi. C&#8217;\u00e8 poca differenza tra certi vivi e certi morti, molti di noi si sentono vivi solo per le funzioni biologiche, spesso problematiche, pi\u00f9 causa di disagio che altro. Possiamo per\u00f2 provare a lasciare delle tracce, delle parole, dei ricordi. Non per non essere dimenticati, anche perch\u00e9, come i nostri reni e il nostro pancreas, anche queste tracce spariranno, ma perch\u00e9 la nostra vita non sia solo nostra, per condividerla. Solo in questo vedo un senso.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Le lumache mi ricordano casa, per tanti motivi. C&#8217;era sempre qualcuno che le raccoglieva a bordo strada dopo la pioggia, oppure qualcuno che le vendeva. Le mangiavamo solo io e mio padre, quindi me la ricordo come una cosa nostra, come molte altre, tipo l&#8217;anguilla e la murena. Le abbiamo mangiate sempre allo stesso modo, non so se sia una ricetta \u201ctradizionale\u201d, ma le cuocevamo nel sugo di pomodoro con la menta. Quando le mangiavamo usavamo una decina di fazzoletti a testa, ed era tutto un risucchio, posso capire che a mia madre facessimo schifo. Mio zio C. nel portafogli aveva un piccolo stecchino metallico che usava per mangiare le lumache. Non so perch\u00e9 se lo portasse dietro, ma se c&#8217;erano lumache da mangiare, lui era pronto. Poi a un certo punto, un periodo, ho passato molti giorni con le lumache, anche tutto il giorno. Giravo dei video, le mettevo ovunque, su una vecchia radio, su una vecchia bambola, sulle piante. Da qualche parte ho ancora una cartella con ore di girato di lumache. In un orto che ho avuto, invece di usare il lumachicida, facevo una cosa ancora pi\u00f9 crudele: le affogavo nella birra. Agli angoli dell&#8217;orto avevo sistemato dei bicchierini interrati con birra e acqua, le lumache venivano attirate, ci cadevano dentro e morivano affogate. Ogni mattina svuotavo i bicchierini e ci mettevo un altro po&#8217; di birra. Nell&#8217;orto che ho adesso ho deciso di non usare nulla e le lumache si sono sbranate completamente otto insalate, cio\u00e8 tutte quelle che avevo piantato.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>\u201cCome arredare la camera da letto: 29 idee per vivere sogni felici\u201d<\/p>\n<p><i>(titolo di giornale)<\/i><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>La mattina, a letto. Il sole gi\u00e0 alto, le cicale, una motosega in lontananza, la delusione di essere sveglio. Mi alzo, dolore ovunque, zanzare nel bagno, il mio riflesso nello specchio. Leggo subito notizie da Gaza. Bevo il t\u00e8, accendo il ventilatore, guardo dei meme politici su Instagram. Mi appaiono solo notizie da Gaza e meme politici, ho bloccato tutto il resto. Guardo fuori: il bosco, l&#8217;orto malandato, uccelli colorati e meravigliosi che purtroppo non conosco.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Parlo con delle giovani, 20 anni o poco meno. Dobbiamo fare un progetto insieme, mi piace la loro energia, il loro seguire il flusso, l&#8217;essere aperte alle possibilit\u00e0, del tipo \u201cfanculo, perch\u00e9 no? Proviamo\u201d. Spesso non trovo questo tipo di energia nei miei coetanei. \u00c8 come se si trovassero di fronte a un&#8217;onda da surfare e iniziassero a pensare a cosa c&#8217;\u00e8 sotto l&#8217;acqua, cosa c&#8217;\u00e8 sopra, a quanto alta \u00e8 l&#8217;onda, alle tasse da pagare, alla tavola, mentre bisognerebbe cavalcarla e basta. Succede che non la cavalchi, l&#8217;onda passa, la corrente ti porta al largo, affoghi. Il tuo corpo verr\u00e0 ritrovato 10 km pi\u00f9 avanti su una spiaggia, da un bambino. Il mare ti ha tolto il costume, sei nudo, la pelle \u00e8 consumata dal sale, decine di meduse si sono attaccata alla tua faccia, facendoti sembrare un alieno ridicolo. I cirripedi hanno iniziato ad accumularsi nei genitali. Il bambino rester\u00e0 traumatizzato a vita. Verrai seppellito, i giornalisti cercheranno delle tue foto sui social e la tua faccia venuta male, in una foto di un matrimonio del 2018, finir\u00e0 su tutti i principali giornali online. Troveranno info su di te, gli amici organizzeranno un torneo di calcetto in tuo nome, anzi, ancora peggio, un concorso letterario. Parteciperanno racconti e romanzi orrendi, che non avresti mai letto, si vince pure poco. La tua vita da morto diventa peggio di quella che avevi da vivo, che gi\u00e0 non era granch\u00e9. Tutto perch\u00e9 di fronte a quell&#8217;onda ti sei messo a farti le seghe.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Ancora giovani. Cos\u00ec come osservo perplesso la gatta, quando scendo in paese osservo i giovani che a volte stazionano tra il supermercato e il parchetto. Indossano sempre, tutti i giorni, tutto l&#8217;anno, abbigliamento sportivo. Le ormai celebri calzettone di cotone bianco tirate su a met\u00e0 polpaccio, come mio padre quando va a fare le camminate. Poi tute, pantaloncini sportivi, tshirt bianche, in generale comodit\u00e0. Sembra l&#8217;ora di ginnastica. Si muovono al rallenty, camminano pianissimo, molli, come se fossero anestetizzati. Mi aspetto che da un momento all&#8217;altro si accascino a terra. Quando sono in gruppo sembra di guardare il giardino della casa di riposo, quando ci sono i vecchi fuori in attesa delle visite. Sono vestiti allo stesso modo e si muovono allo stesso modo. Perch\u00e9 sono cos\u00ec rilassati? Non \u00e8 la droga. Non fumano, non bevono, hanno spesso bottigliette d&#8217;acqua per tenersi idratati. Per non fare il vecchio che non capisce, cerco di immedesimarmi, di entrare in contatto. Lascio perdere le differenze tra me e loro, non tanto di oggi che non avrebbero chiaramente senso, ma di quando avevo la loro et\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 inutile, era un&#8217;altra epoca. E invece cerco le similarit\u00e0, e le trovo nella pelle, pulita, liscia, sana. La pancia piatta, il fisico perfettamente asciutto, che si muove senza problemi. Io per\u00f2 ero frenetico, nevrotico, iperattivo. Loro sembrano appena usciti da una piscina riempita di morfina. E come per la gatta, alla fine provo un po&#8217; di invidia.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>\u201cUna puleggia \u00e8 un organo di trasmissione del moto costituito da un disco girevole intorno al proprio asse\u201d<\/p>\n<p><i>(Wikipedia)<\/i><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Sala d&#8217;attesa del medico, due uomini parlano appassionatamente di motori. Cinghie, pistoni, valvole, radiatore, testata. Ma soprattutto citano pi\u00f9 volte la puleggia. Io non ho idea di cosa sia la puleggia, non ho il telefono con me e non cerco su internet, mi limito ad ascoltarli come se parlassero un&#8217;altra lingua. La lingua della tecnica, la lingua dei motori, a me ignota. Pronunciano la parola puleggia pi\u00f9 volte nella stessa frase e io sono sempre pi\u00f9 curioso di capire cosa sia una puleggia e perch\u00e9 li appassioni tanto. Uno dei due, parlando di una puleggia, a un certo punto dice \u201cah guarda, l&#8217;avevo fotografata questa, ce l&#8217;ho qua\u201d e tira fuori il cellulare per mostrare la foto della puleggia all&#8217;altro. Sono tentato di dirgli di farla vedere a me, cos\u00ec finalmente capisco cos&#8217;\u00e8, ma lui non trova la foto. Vanno avanti a parlare di motori e pulegge per circa mezz&#8217;ora, poi uno dei due entra dal medico e la sala d&#8217;attesa si fa silenziosa. C&#8217;\u00e8 una vecchia mezzo addormentata, gli altri hanno tutti la testa fissa sul telefono e scorrono, chiss\u00e0 cosa guardano. Sono quasi tutti pallidi, quasi trasparenti, con le vene blu e verdi, tranne un paio molto abbronzati, sicuramente di ritorno dalle vacanze estive. Futuri necrologi.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Soggetto per un film. Un alieno atterra in un paesino del Monferrato, proprio davanti alla sede locale degli alpini. A notarlo per primo \u00e8 un uomo di 85 anni, ex alpino, che sta uscendo dopo una lunga serata di carte e qualche bicchiere di grappa di troppo. Non ci vede bene, non capisce cosa abbia davanti. Nota solo una ferita che perde sangue. D\u2019istinto cerca di aiutarlo: mette la mano sopra la ferita per fermare quella che a lui sembra un&#8217;emorragia. Poi arrivano i carabinieri, e poco dopo i ricercatori. Nel giro di pochi giorni la scoperta: quel gesto, in realt\u00e0, corrispondeva all\u2019atto sessuale dell\u2019alieno. Quindi il primo essere umano ad avere un rapporto con un extraterrestre accertato dalla scienza \u00e8 un ex alpino di 85 anni. Da qui parte un dibattito legale ed etico. L\u2019alieno era consenziente? E l\u2019alpino? O forse nessuno dei due ha davvero capito cosa stesse succedendo? Si stabilisce che si tratta di un caso rarissimo: sesso senza consenso, ma anche senza intenzione, da parte di entrambi. E non \u00e8 tutto: l\u2019anziano alpino, suo malgrado, resta incinto. A ottantacinque anni. La vita per\u00f2 continua: lui, col pancione, gioca ancora a carte, beve grappa e spara commenti omofobi con i suoi amici alpini. Diciamo che \u00e8 la versione di Starman di Carpenter come l&#8217;avrei scritto io.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Scopro che a un&#8217;ora da qua c&#8217;\u00e8 il \u201cMuseo del rubinetto e della sua Tecnologia\u201d (si chiama proprio cos\u00ec). Volendo potrei uscire ora e arrivare prima della chiusura. Un po&#8217; pi\u00f9 lontano invece il Museo dell&#8217;Ombrello e del Parasole. Alla fine non vado in nessuno dei due, poco prima della chiusura entro al Crai, dove vado ogni giorno. Compro le zucchine e il vino. Qua costa tutto tantissimo, \u00e8 su misura per la gente del posto che \u00e8 tendenzialmente benestante e ha la pensione. Da tempo ho notato una banconista che ha una presenza straordinaria. Di solito la fisso da lontano, forse sembro un maniaco. \u00c8 magra, ha i capelli rossi tinti, la pelle chiarissima, un viso strano, da insetto elegante. Me la immagino in un film, ho dei flash di intere scene con lei. La faccio notare anche alla mia compagna, che sostiene di non averla mai notata. Decidiamo di comprare il pane per avere una scusa di vederla da vicino. Ma anche a mezzo metro da lei resta una presenza sfuggente, quasi non la vedo, nonostante sia davanti a me. \u00c8 come se avvicinandosi si vedesse ancora meno.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>\u201c5 alimenti sani insospettabili che gonfiano le gambe e &#8211; forse &#8211; non l&#8217;avresti mai detto\u201d<\/p>\n<p><i>(titolo di giornale)<\/i><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Non \u00e8 una piazza, di fatto \u00e8 un parcheggio, ma forse in passato fungeva da piazza. Comunque non ho mai visto nessuno, n\u00e9 una persona n\u00e9 una macchina, n\u00e9 il proverbiale cane. Ma il paese non \u00e8 abbandonato, da alcune finestre sento voci umane e l&#8217;audio della televisione. Ogni tanto, raramente, passa una macchina. Di fronte allo spiazzo vuoto c&#8217;\u00e8 un display con delle scritte scorrevoli. Oggi recita: \u201cLuned\u00ec 21 luglio alle ore 21 presso salone sotto Piazza Municipio si terr\u00e0 un incontro sul tema: Zanzare, cosa si fa e cosa possiamo fare. La popolazione \u00e8 invitata a partecipare\u201d.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>\u201cIo voglio morire nel pozzo Paperoga\u201d<\/p>\n<p><i>(chat su Telegram)<\/i><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Sono a letto, mi svegliano dei rumori. Sono le quattro del mattino. Accendo la torcia del cellulare, mi alzo e vado davanti al letto, vicino alla finestra. Sul pavimento c&#8217;\u00e8 la gatta che sta mangiando il cervello di un pipistrello. Quindi mentre io dormivo lei ha non so come catturato un pipistrello e ora se lo sta sbranando. A dire il vero mangia solo il cervello, il resto lo lascia. Forse l&#8217;ha portato da fuori e l&#8217;ha tenuto per ore e alle quattro ha deciso di fare uno spuntino? Conduciamo due vite molto diverse, io e lei. Provo sempre di pi\u00f9 invidia nei suoi confronti. Non capisco mai se gli istinti sono libert\u00e0 o schiavit\u00f9. La lascio mangiare e torno a letto. Con la testa sul cuscino, mi addormento sentendo lei che mangiucchia la testa del pipistrello. E pensare che le compriamo delle crocchette costosissime con gusti super raffinati. Mi dispiace un po&#8217; per il pipistrello, anche perch\u00e9 mangiano le zanzare. Penso anche: se la gatta fosse pi\u00f9 grande, forse mangerebbe anche me.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>I compagni su internet. Alcuni iniziano a provocare altri con delle storie su Instagram, subito scatta la situazione \u201cci state dicendo come essere radicali, ma noi siamo pi\u00f9 radicali di voi\u201d e le solite accuse \u201cfate tanto i radicali ma siete sempre dietro una tastiera\u201d di solito detto proprio da chi sta sempre dietro una tastiera. Ma cosa c&#8217;\u00e8 di male nello stare dietro a una tastiera? Non lo so, sono cresciuto in un&#8217;epoca ormai lontana, fatta di hacker che venivano considerati terroristi, fatta di pirati, di cultura cyberpunk, di punk circondati da cavi e fumo, di bellissime e matte iniziative online, tutti anonimi, ho partecipato a movimenti che nascevano proprio dietro a una tastiera, tra forum misteriosi, mailing list al limite della legalit\u00e0, hacklab nei centri sociali &#8211; eravamo molto spesso dietro a una tastiera. Ma poi: io non posso stare sempre dietro una tastiera e poi la sera, con il favore delle tenebre, andare, ehm, a \u201ccompiere delle azioni\u201d? Secondo questi compagni che dovrei fare, dirlo su Instagram? Ma poi quando chiedono \u201ce voi cosa fate?\u201d cosa sono, della Digos? Ma amic* compagn*, io magari lascio il telefono a casa e dico a un&#8217;amica di usarlo al posto mio per fingere di non essere uscito, mica vado a raccontare su internet cosa faccio. Ma poi cosa intendono loro con \u201cfare\u201d? Andare alle manifestazioni? Fare le assemblee? Tutto bene, per carit\u00e0. Ma almeno non rompete i coglioni. Questa \u00e8 la regola d&#8217;oro, direi l&#8217;unica regola. Non rompere i coglioni. Ho conosciuto veramente poche persone che non rompono i coglioni. Prima o poi lo fanno tutti. Prima o poi lo far\u00f2 anche io. Oddio, forse lo sto gi\u00e0 facendo. Vi chiedo scusa.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Inoltre: gli anarchici dovrebbero recuperare tre concetti che io ritengo importanti \u2013 sempre nell&#8217;ottica voi fate come volete, io dico la mia, non \u00e8 un&#8217;analisi collettiva, \u00e8 un flusso di coscienza. Uno \u00e8 il caos. Da fine 800 a oggi, in qualsiasi introduzione all&#8217;anarchia, bisogna scrivere che l&#8217;anarchia non significa caos, non significa disordine. Riprendiamoci questa parola. Per me il caos \u00e8 la promessa che nulla \u00e8 definitivo, che prima di tutto bisogna sabotare, hackerare, che ogni mappa \u00e8 temporanea, che le possibilit\u00e0 sono infinite. Poi: tornare a fare paura. Quando si parla della \u201cpista anarchica\u201d, rivendicarla, perch\u00e9 no? Cos&#8217;\u00e8 questo, l&#8217;ufficio stampa degli scout, l&#8217;ufficio marketing dei bravi cittadini? Se i fasci e i borghesi hanno paura, allora forse sta funzionando. Ultima cosa: si dice sempre \u201canarchia non vuol dire che ognuno fa come vuole\u201d e poi si insiste sui concetti di regole, organizzazione, ordine. Ora, io dopo tanti anni, diciamo due decenni, ho fatto il giro e penso che alla fine anarchia voglia dire proprio che ognuno fa come vuole. Non dico come modello di societ\u00e0 \u2013 non sto parlando dell&#8217;individualismo liberale, \u00e8 chiaro &#8211; ma come approccio automatico verso gli altri. Io faccio cos\u00ec, lei invece fa cos\u00ec, nessun problema, fa come vuole. Ovviamente tenendo conto di quanto ho scritto sopra: prima regola, non rompere i coglioni. Quindi se vuoi fare cos\u00ec, fai cos\u00ec. Se vuoi prendere la quattro formaggi, prendila pure. Se vuoi ascoltare la trap, ascoltala, puoi fare come vuoi. Se vuoi incendiare i cassonetti, fai pure. Non ti va bene come stiamo facendo le cose? Parliamone, magari hai ragione, magari no, magari lasci perdere e fai come vuoi tu. Ci sono sempre almeno dieci modi di fare una cosa, la maggior parte giusti. Non lo so, penso che questi concetti vadano recuperati o quantomeno non esclusi a causa di quella strana ossessione di compiacere gli amici puliti e borghesi.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Compleanno di N., 60 anni, sembra di poco pi\u00f9 grande di me, incredibile. Con S. passano l&#8217;intera giornata fuori, quindi noi stiamo a casa loro con i cani. Sul mobiletto del salotto tanti biglietti di auguri per N., in frigo una torta. L&#8217;energia che mi trasmettono i cani \u00e8 come una droga. Mi piace il loro movimento, il loro calore corporeo, mi piace abbracciarli, toccarli, vorrei essere come loro. Noto che Z. ha i denti bianchissimi, molto pi\u00f9 bianchi dei miei. Tutti e tre hanno un aspetto molto sano, credo che stiano meglio di me. L\u2019accesso facile alle cure dentarie segna una linea netta tra le fasce sociali. C&#8217;\u00e8 chi sorride sempre e chi si vergogna di farlo, o magari mette la mano davanti ai denti. Mentre sto nella veranda con vista sulle colline, tra divani, piscina, arredamento molto chic, cerco di immaginarmi la loro giornata fuori. Forse un aperitivo, poi ristorante, a seguire passeggiata sul fiume, anche se \u00e8 una giornata molto calda. Magari avranno incontrato qualcuno, o saranno andati in un museo. Lei era vestita un po&#8217; elegante, ora che ci penso. Leggo una rivista di S., \u00e8 di quelle sul design e sull&#8217;arredamento, con foto di case da ricchi. Vedo case incredibili, mi sembra impossibile che qualcuno possa vivere davvero in posti cos\u00ec. Ma a colpirmi \u00e8 una rubrica con un&#8217;intervista a una lampada di design. Cio\u00e8 ci sono le domande della redazione e la lampada risponde, purtroppo limitandosi ad argomenti di design, illuminazione, stile, cose cos\u00ec, mentre sarebbe stato bello farle domande sul mondo, magari di geopolitica. Per il resto la giornata scorre incredibilmente noiosa, ma come sempre a un certo punto il sonno d\u00e0 l&#8217;illusione che tutto finisca.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>\u201cSette motivi per andare in vacanza. E perch\u00e9 rinunciare fa male alla salute\u201d<\/p>\n<p><i>(titolo di giornale)<\/i><\/p>\n<p><i>*<\/i><\/p>\n<p>Tra compagni con la A cerchiata, in una grande citt\u00e0. Solita offerta di birretta, solita risposta \u201cnon bevo birra\u201d. Un compagno chiede: allora, andate in vacanza? Io rispondo ridendo: no, non abbiamo soldi, proprio zero. Il compagno replica: ah capisco, \u00e8 perch\u00e9 avete comprato casa? No, non \u00e8 per questo \u2013 da dove cazzo gli \u00e8 venuta quest&#8217;idea? Non abbiamo comprato nessuna casa. Abbiamo soldi giusto per mangiare e mettere benzina nella macchina, e a volte nemmeno per quello. Il compagno mi \u00e8 molto simpatico ed \u00e8 un tipo in gamba, ma siamo su un piano completamente diverso della realt\u00e0. Non \u00e8 colpa di nessuno, \u00e8 solo che viviamo vite diverse e forse lui non incontra spesso persone come noi. Sicuramente io non capisco cose che riguardano la sua vita, non le posso nemmeno immaginare, ma \u00e8 cos\u00ec che funziona. Ci facciamo qualche risata, io descrivo ironicamente la povert\u00e0, ridiamo ancora, poi lui va fuori a fumare e lo sento chiacchierare a lungo con gli altri delle vacanze che devono fare. Parlano delle isole greche, Mykonos, Santorini, Naxos, uno consiglia cibi dai nomi bellissimi e mai sentiti prima, e magari un giro in barca. Sulla carta noi abbiamo 80 euro, pi\u00f9 10 euro in contanti. Al ritorno decidiamo di andare in pizzeria, fanculo, la vita \u00e8 una sola. Prendiamo sempre le stesse cose e sappiamo quanto fa: 24 euro.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>\u201cIl caso della cacio e pepe sbagliata che ha fatto arrabbiare tutti\u201d<\/p>\n<p><i>(titolo di giornale)<\/i><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Parlo con un tizio, qua in paese. Mi \u00e8 simpatico, inizia parlando di un ponte che devono costruire qua vicino e non so come si finisce a parlare della Russia, elogia Trump, parla del piano Kalergi, della razza bianca a rischio di estinzione, delle scie chimiche, degli ebrei che governano il mondo, di Israele che stermina i palestinesi (beh&#8230;), Bill Gates, Covid, vaccino, green pass, il cancro che si cura evitando l&#8217;acqua frizzante e mangiando frutta e verdura, le medicine che sono tutte inutili, durante l&#8217;olocausto sono morti solo 250mila ebrei, Hitler non \u00e8 morto in Germania ma in sud America, fino all&#8217;apoteosi: le armi atomiche non esistono, sono un&#8217;invenzione per tenere impaurita la popolazione. A Hiroshima e Nagasaki non sono state sganciate bombe atomiche, altrimenti sarebbero state radioattive come Chernobyl. Ammiro la creativit\u00e0 dei complottisti, uniscono tutto. Non c&#8217;\u00e8 un complotto specifico, \u00e8 l&#8217;intera realt\u00e0 a essere messa in discussione in una contro-narrazione complessa e affascinante. Quando ha parlato della paura gli ho mostrato il mio tatuaggio sul braccio con la scritta \u201cfear is the mind-killer\u201d e ha annuito soddisfatto, ma \u00e8 rimasto molto perplesso quando gli ho detto che durante il Covid ho fatto il vaccino, anche se mi sono giustificato col fatto che dovevo viaggiare e prendere degli aerei. Non era convinto comunque. Interessante anche il mix di fonti alcune totalmente attendibili e altre completamente strampalate. Non \u00e8 disinformato, \u00e8 iper informato in maniera caotica. Tra una ipotesi molto fantasiosa e l&#8217;altra, dice anche cose vere: il genocidio israeliano contro i palestinesi esiste, ma lo mette sullo stesso piano di vari complotti un po&#8217; assurdi. Certe sue ipotesi, presentate come semplici \u201cdubbi\u201d, finiscono per mettere in dubbio anche me. Vorrei crederci. \u201cPoi mi dicono che sono complottista, ma io semplicemente mi limito a mettere in dubbio le cose e a unire i puntini\u201d, mi dice. Gli propongo un&#8217;idea: \u201cSecondo me la prossima grande guerra, prima o poi, sar\u00e0 tra l&#8217;Occidente e la Cina\u201d, lui scuote la testa \u201cMa no, assolutamente no! Ma figurati!\u201d come se avessi detto un&#8217;assurdit\u00e0. Mi fa ridere, perch\u00e9 due minuti prima stava negando l&#8217;esistenza delle bombe atomiche e collegando l&#8217;acqua frizzante al cancro, ma io passo per pazzo totale. Ma alla fine mi \u00e8 simpatico, ci vorrei parlare ancora.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Paesello sulla collina, con castello enorme e bizzarro costruito a inizio &#8216;900, poi diventato un mega laboratorio di produzione dell&#8217;eroina. Giriamo per il paese, ovviamente non c&#8217;\u00e8 nessuno, non solo perch\u00e9 sono le 14.00 e ci saranno 38 gradi, ma anche perch\u00e9 in questi paesi non c&#8217;\u00e8 mai nessuno. Incontriamo un bambino, appena ci vede ci chiede di dove siamo. Gli chiediamo se c&#8217;\u00e8 un centro, una domanda molto da cittadini, quindi non da noi, dato che la maggior parte dei paesi non hanno un centro. Infatti non capisce, \u00e8 confuso, allora gli chiedo se magari c&#8217;\u00e8 una piazza. Ci spiega dove si trova il municipio, ma poi rilancia con le indicazioni di casa sua dove c&#8217;\u00e8 anche la piscina. Ci sta invitando a fare il bagno da lui, ma dubito che i genitori sarebbero d&#8217;accordo. In mano ha una moneta, gli chiedo se sta andando a comprare qualcosa, un&#8217;altra assurdit\u00e0 visto che il paese non ha n\u00e9 negozi n\u00e9 bar, infatti lui mi dice che l&#8217;ha trovata per terra. \u201cGrazie delle informazioni\u201d gli dico, e ci salutiamo. Mi piacerebbe espropriare questo castello e, in linea con la sua storia, farlo tornare ad essere una fabbrica della droga. Per\u00f2 non eroina, altre cose che mi piacciono di pi\u00f9, md, ketamina, lsd, dmt, cose cos\u00ec.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Su una di queste colline qualcuno ha avuto l\u2019idea di piazzare una barca in mezzo ai campi. Una barca vera, di legno, lunga quattro metri, di quelle che si vedono ormeggiate nei porticcioli dei pescatori. Il mare credo sia a 150 km da qua. l\u2019hanno dipinta di azzurro, come se il colore potesse convincerla che, s\u00ec, il mare \u00e8 ancora l\u00ec \u2013 effettivamente milioni d&#8217;anni fa c&#8217;era &#8211; anche se adesso ha davanti a s\u00e9 solo erba e grano. Dicono che il senso sia questo: colline e campi, a guardarli bene, sono come un mare in cui le onde non si muovono. Siamo andati a vederla, questa nuova attrazione del paese. Da terra non suscita grandi brividi, anzi, pare pi\u00f9 un relitto portato fin qui da una tempesta secoli fa, come certi denti di squalo che si trovano sottoterra nelle colline qua vicino. Eppure, salendoci sopra, succede una piccola magia: per un istante, lo stomaco ti inganna e credi di essere davvero in mare \u2013 mi \u00e8 sembrato di sentire il rollio, lo sciabordio, perfino l&#8217;odore della salsedine. \u00c8 stato un istante, poi ho aperto la bocca per respirare e sono entrato in contatto con l\u2019altra verit\u00e0 del luogo: le zanzare. Sciami interi, implacabili, ti finiscono negli occhi, ti ronzano nelle orecchie, ti invadono la bocca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>A volte mio padre mi manda lo screenshot del suo contapassi per farmi vedere che ne fa 7500 in media al giorno. Non \u00e8 male, considerando la sua et\u00e0 ma soprattutto che da lui ci sono 38 gradi quasi ogni giorno. Cammina pi\u00f9 di me. Per il resto non comunichiamo molto. A volte mi manda link ad articoli scientifici in tedesco sugli uccelli o le falene, oppure, appunto, i passi che fa. Inevitabile, per me, vederli come i passi verso la morte. A un certo punto succeder\u00e0. Il suo contapassi segner\u00e0 zero, per sempre. Il suo telefono finir\u00e0 in qualche cassetto della sua casa. Quella che sembra una manifestazione di vitalit\u00e0 \u2013 in parte lo \u00e8, non ci sono dubbi \u2013 \u00e8 anche un approssimarsi alla morte. Mi mancher\u00e0 molto, lo so gi\u00e0. Mi manca gi\u00e0 adesso, perch\u00e9 non lo vedo mai, e io rappresento uno di quei rari casi di persona che \u00e8 sempre andata d&#8217;accordo col padre, tutta la vita e anche ora. Lo considero una persona interessante che mi ha dato tanto, di poche parole \u2013 se non per parlare di ornitologia e politica \u2013 con problemi che non ho mai capito, perch\u00e9 non si \u00e8 mai aperto in alcun modo, se non, ogni tanto, con qualche breve cenno, una volta ogni quindici anni. Per me \u00e8 sempre stato un punto di riferimento, una certezza. Ma so che a breve, mesi, anni, chiss\u00e0, non ci sar\u00e0 pi\u00f9. Tra i tanti ricordi, tutti positivi, ci saranno anche questi passi che faceva in estate, camminando nella campagna del suo paese, all&#8217;ombra degli alberi, magari approfittando dei momenti di maestrale.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>\u201cUnghie rosse pomodoro: questa \u00e8 la manicure di fine estate\u201d<\/p>\n<p><i>(titolo di giornale)<\/i><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>In macchina, scoppia un temporale. A bordo strada un&#8217;apparizione: una ragazza dai lunghi capelli biondi che cammina sotto la pioggia lentamente, del tutto indifferente all&#8217;acqua che cade. In qualche modo sembra lei stessa la pioggia. Ha un vestito a tinte floreali e quando la supero vedo che \u00e8 molto graziosa e sta perfino sorridendo. Si sta godendo la pioggia. Forse \u00e8 uno spirito guida? Forse dovrei seguirla, forse dovremmo tutti seguirla. Cos\u00ec lenta, cos\u00ec aggraziata, cos\u00ec rilassata. Certo, magari \u00e8 una stronza. Magari il suo idolo \u00e8 Giorgia Meloni. O Netanyahu. Forse crede in cose che a me fanno ridere. Forse a lei fanno ridere cose che a me non fanno ridere. Abbiamo gusti diversi. Forse ha una risata fastidiosa. \u00c8 permalosa, non lascia mai parlare gli altri, interrompe tutti. \u00c8 una cinica. Se le chiedi che film le piacciono, dice i film Marvel e Sorrentino. \u00c8 una borghese viziata. Avrebbe voluto fare la poliziotta, ma poi ha studiato economia. Legge Il Foglio. Penso a tutto questo e poi mi chiedo: perch\u00e9? Perch\u00e9 distruggo nella mia mente l&#8217;immagine angelica di questa ragazza che cammina sotto la pioggia? Non mi sento di sbagliare. Come si dice, se incontri il Buddha per strada, uccidilo.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Esattamente negli stessi tre giorni di fine agosto ci sono due sagre quasi identiche in due paesi diversi ma dal nome quasi identico: Frinco e Rinco. Sono a 5 chilometri di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro. Frinco, tra le varie cose, propone: serata latina, l&#8217;orchestra spettacolo di Meo Tomatis, il tradizionale gran polentone, agnolotti, grigliata, carpione. Rinco risponde con: l&#8217;orchestra Liscio 2000, crostini di lardo, trippa, galletto fritto, serata dance anni &#8217;80. \u00c8 uno scontro epico. Stessi giorni, programma simili, menu simili, ma ci sar\u00e0 un solo vincitore. \u00c8 come se fossero lo stesso posto in due realt\u00e0 parallele. L&#8217;orchestra Liscio 2000 attraversa tutte queste realt\u00e0: \u00e8 in almeno altre dieci sagre solo in questi giorni, credo che fatturino circa un milione di euro al mese. A Tuffo c&#8217;\u00e8 la sagra della porchetta, una delle mille sagre della porchetta, e in sei sagre diverse ci sono tributi a Vasco e agli 883, praticamente ogni giorno ce n&#8217;\u00e8 uno e in alcuni giorni pi\u00f9 di uno. A Montechiaro invece c&#8217;\u00e8 la sagra del vitello, la locandina dice \u201cdalle ore 22.00 si potr\u00e0 ammirare la cottura del vitello intero allo spiedo\u201d. Mi colpiscono locandine come la 54esima sagra del peperone o dello stufato d&#8217;asino \u2013 cio\u00e8, quale costanza nel portare avanti per 54 anni sempre la stessa cosa. Ogni anno, da 54 anni, qualcuno a un certo punto dice: ci siamo quasi, \u00e8 il momento dello stufato d&#8217;asino. Nessuno che dica mai: sapete che c&#8217;\u00e8? Io quest&#8217;anno non ne ho voglia, facciamo una cosa diversa.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>\u201cLa realt\u00e0 \u00e8 per le persone che non riescono ad affrontare la droga\u201d<\/p>\n<p><i>(sentita dire da Tom Waits)<\/i><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>A parte il bel gioco di parole, il rovesciamento paradossale, la frase \u00e8 davvero sensata. Perch\u00e9 la droga a volte sa essere davvero impegnativa, non solo per l&#8217;eventuale dipendenza, ma anche per la singola esperienza in s\u00e9. Mi \u00e8 capitato anche di recente di pensare \u201cma perch\u00e9 mai una persona normale dovrebbe ridursi cos\u00ec, passare ore a interagire con la realt\u00e0 in un modo cos\u00ec diverso, cos\u00ec difficoltoso?\u201d. C&#8217;\u00e8 un costo fisico e cognitivo. Quindi capisco le persone che ho cercato di evangelizzare che mi dicevano \u201cs\u00ec s\u00ec, interessante, sarei anche curioso \u2013 ma no\u201d. L&#8217;errore forse \u00e8 pensare che sia una scorciatoia per sfuggire alla realt\u00e0. Di fatto non \u00e8 cos\u00ec: \u00e8 pi\u00f9 come attraversare un&#8217;altra realt\u00e0, spesso pi\u00f9 ardua da gestire di quella di tutti i giorni, anche perch\u00e9 non ci siamo abituati. Direi che \u00e8 proprio questo cambio di percezione e quindi di prospettiva a renderla cos\u00ec intrigante. Dopotutto a molti di noi piaceva la febbre quando eravamo bambini \u2013 ecco, quanti di quelli poi hanno sperimentato le droghe? Ricordo un amico che mi disse: hai mai provato a farti una sega quando hai la febbre alta? \u00c8 bellissimo. Chiss\u00e0 se ora fuma il crack. L&#8217;ultima volta che l&#8217;ho visto, su Facebook, lavorava per Tecnocasa e indossava un completo con giacca e cravatta. Era sorridente.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Molti anni fa, estate. Con un amico eravamo andati in Costa Smeralda a vedere com&#8217;era (non c&#8217;eravamo mai stati) e a ubriacarci. C&#8217;erano vari personaggi famosi, attori, attrici, cose cos\u00ec. Beviamo, la notte lui sparisce, riappare solo il giorno dopo, quando si uniscono a noi degli altri amici. Alla domanda su dove era stato, il mio amico risponde in modo imprevedibile: mi sono scopato Penelope Cruz. Effettivamente sapevamo che l&#8217;attrice spagnola era l\u00ec in quei giorni in compagnia della sorella. Ma che il mio amico si fosse anche solo avvicinato a lei era impossibile da credere, e lui forse lo sapeva, o perlomeno doveva averlo intuito immediatamente dopo, quando si era corretto dicendo: cio\u00e8, volevo dire la sorella. Noi sapevamo che qualche volta lui tendeva a essere un po&#8217; fantasioso, ma per qualche motivo misterioso questa versione a noi apparve credibile. Va detto che lui sapeva essere molto convincente. La sorella meno famosa di Penelope, Monica Cruz, una ballerina, all&#8217;epoca era giovane e molto bella, e credo fosse di poco pi\u00f9 grande di noi. Se era una bugia, lui la port\u00f2 avanti senza esitazioni. Nei giorni successivi ogni tanto la cosa veniva fuori, facevamo qualche domanda, lui rispondeva con sicurezza estrema, ma finita l&#8217;estate era finita anche questa storia. Qualche mese dopo sul giornale per\u00f2 qualcuno di noi lesse una notizia: la sorella di Penelope Cruz era incinta. Eravamo al bar, lo dicemmo immediatamente al nostro amico, e lui, senza pensarci due volte, con aria tragica, abbass\u00f2 leggermente lo sguardo e disse: \u00e8 mio figlio. Ci fu qualche istante di silenzio. A quel punto noi, che avevamo deciso di credere alla storia, eravamo a un bivio: portare avanti questa evoluzione un po&#8217; assurda, oppure smettere. Tutti decisero di portarla avanti, io decisi di non prendere nessuna strada e di restare a met\u00e0 a guardare. Col tempo per\u00f2 qualcuno inizi\u00f2 a chiedersi cosa avrebbe fatto adesso il nostro amico. Si sarebbe presentato in Spagna da bravo pap\u00e0? Era una di quelle situazioni strane, perch\u00e9 se \u00e8 vero che alla madre magari non interessa avere il padre biologico vicino, \u00e8 anche vero che alla figlia, soprattutto in futuro, invece magari avrebbe fatto piacere sapere almeno chi fosse. Il mio amico non sembrava porsi questi problemi, anzi, non ne parlava affatto, quasi come se la cosa non fosse mai avvenuta. E che la cosa non fosse mai avvenuta era una delle ipotesi pi\u00f9 probabili \u2013 oppure no? Passarono anni, era nata la bambina, era cresciuta, il mio amico viveva una vita parallela, sembrava essersi dimenticato di quella storia, anche perch\u00e9 nel frattempo aveva avuto una storia con la top model Gigi Hadid. Online vidi un&#8217;intervista a Monica Cruz che raccontava di quando aveva partorito sua figlia e del fatto che non c&#8217;era un padre perch\u00e9 l&#8217;aveva fatta con l&#8217;inseminazione artificiale. Pensai che poteva essere una bugia, in realt\u00e0 la bambina era stata concepita una notte in Costa Smeralda con un giovane sconosciuto, e lei poi si era inventata questa storia dell&#8217;inseminazione artificiale. Tentai di dirlo al mio amico, ma non riuscii a parlarci perch\u00e9 in quel momento stava scalando l&#8217;Everest ed era irreperibile. Mi contatt\u00f2 lui qualche settimana dopo, era negli Stati Uniti a una festa a casa di Leonardo Di Caprio, mi disse di raggiungerlo e che la casa era pieno di cocaina, io gli spiegai che, per quanto pu\u00f2 costare la coca, costa comunque meno di un volo per gli Stati Uniti, quindi non potevo permettermelo. Lui sembr\u00f2 dispiaciuto, forse anche un po&#8217; triste, e allora nemmeno gli parlai di quella storia dell&#8217;inseminazione artificiale. Ci fece sapere poi che, alla festa da Di Caprio, aveva conosciuto Jeff Bezos, che gli aveva promesso un posto nel prossimo volo nello spazio della sua compagnia, suo sogno da sempre. Purtroppo il mio amico non fece in tempo, perch\u00e9 mor\u00ec diversi mesi prima della partenza mentre sorvolava il Polo Nord con un aliante a motore. A parte il dolore per la scomparsa di un amico cos\u00ec giovane, ho sempre pensato a quella figlia, quella bambina spagnola ormai cresciuta che non ha mai conosciuto suo padre.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Pochi anni dopo accadde qualcosa di ancora pi\u00f9 assurdo: tutti gli altri amici che avevano vissuto con me e il mio amico quei giorni in Costa Smeralda morirono insieme, in un incidente stradale la cui dinamica rest\u00f2 sempre un mistero. Era un fatto tragico, ovviamente, ma non potei evitare di pensare \u2013 con un\u2019ombra di paranoia che a volte mi faceva sorridere di me stesso \u2013 che non fosse una semplice coincidenza. Forse qualcuno aveva deciso di cancellare ogni testimone scomodo di quella storia, ogni traccia, lasciando in vita soltanto me, il meno convinto, l\u2019unico che non aveva mai preso davvero posizione. Questo qualcuno era Monica Cruz? Era davvero cos\u00ec potente? Prima o poi forse sarebbe arrivata anche a me. Passai mesi chiuso in casa, una notte vidi un video di sua figlia, ormai una ragazza, e riconobbi in lei alcuni modi di fare del mio amico. Guardai il video decine di volte: sembrava lui, non c&#8217;erano dubbi. Certe espressioni, certi gesti, certi sguardi \u2013 era davvero sua figlia, oppure mi stavo facendo influenzare? Forse era semplicemente troppo tempo che pensavo a quella storia. Non ricordo quanto tempo dopo, settimane, mesi, ormai avevo perso la cognizione del tempo, al telegiornale vidi la partenza di un volo della compagnia di viaggi spaziali di Jeff Bezos. Ovviamente pensai al mio amico e mi commossi un po&#8217;, ma le lacrime non fecero nemmeno in tempo a uscire perch\u00e9 nello schermo mi apparve lei: sua figlia. Indossava una tuta blu, era sorridente, era una delle prescelte per andare nello spazio. Rimasi immobile, col dubbio se stessi assistendo a una coincidenza assurda o all\u2019ennesima dimostrazione che, in fondo, lui aveva sempre avuto ragione. Per un attimo pensai: \u00e8 proprio suo padre. Questo pensiero ne port\u00f2 un altro, terribile: forse far\u00e0 la sua fine. Lui era morto sorvolando il Polo Nord, lei potrebbe morire nello spazio, dissolversi in quell\u2019infinito che lui aveva inseguito senza mai raggiungerlo. Pensai di avvisare immediatamente la ragazza, o la compagnia spaziale di Bezos, i giornali, qualcuno. Non sapendo chi chiamare scrissi decine di commenti sui social, ma venni preso per un pazzo. Allora chiamai i carabinieri della mia citt\u00e0, ma all&#8217;inizio non mi presero sul serio, poi, ancora peggio, pensarono che stessi rivendicando un attentato. Misi gi\u00f9 il telefono, restai incollato allo schermo della tv. Il razzo part\u00ec e mi si strinse lo stomaco, ma subito dopo mi accorsi che in realt\u00e0 sorridevo: se davvero era figlia sua, allora non c\u2019era destino pi\u00f9 coerente, nessuna eredit\u00e0 pi\u00f9 autentica di quella di continuare a cercare l\u2019impossibile, anche a costo di sparire.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Ok, volevo raccontare una storia vera su un mio amico che diceva un sacco di bugie, ma quando ho iniziato a scrivere, forse posseduto da lui, ho pensato che per omaggiarlo come si deve sarebbe stato meglio improvvisare, proprio come faceva lui, invenzione dopo invenzione, bugia dopo bugia. Alcuni dettagli della storia sono veri o quasi veri, ma la quasi totalit\u00e0 della storia \u00e8 inventata. Dopotutto sarebbe stato inutile fissarlo in un ricordo rigido, avrebbe significato tradirlo, lui che viveva proprio in quella via di mezzo tra ricordo e invenzione \u2013 dopotutto i ricordi assomigliano molto ai sogni, e anche quando la mattina dopo ci raccontiamo un sogno, non stiamo in parte inventando? Mi ha fregato varie volte, mi ha fregato perfino soldi, ma ho comunque sempre ammirato la sua capacit\u00e0 di trasformare l&#8217;ordinario nello straordinario, il suo intuito nel catturare dettagli all&#8217;istante sui quali costruire narrazioni verosimili ma non vere. Per\u00f2 me la ricordo quella sera in cui avevamo visto Penelope Cruz, ma non eravamo sicuri. Da qualche parte sentimmo che era con la sorella, e siccome si assomigliavano, poi pensammo che forse avevamo visto la sorella. Il bello \u00e8 che forse non avevamo visto nessuna delle due. Io poi mi ero addormentato su una panchina di Porto Rotondo, vicino a degli yacht, ma poco dopo era arrivata una guardia a dirmi che non potevo stare l\u00ec. Non vedo il mio amico da sei anni e non lo sento, boh, forse da due o tre. Ha due figli, cio\u00e8, credo siano suoi, ho visto le foto sui social, ma boh magari \u00e8 AI.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Dai, poi la smetto. Aggiungo solo una cosa su di lui, successa molti anni fa. Non avevamo mai soldi, ma quando uno dei due li aveva, anche se erano pochi, capitava sempre che li prestasse all&#8217;altro. Era cos\u00ec con tutti, non solo con lui. Chi lavorava offriva da bere, droga, mangiare, spesso anche concerti, cinema, cose cos\u00ec, a tutti gli altri amici che non avevano soldi. Una nobile abitudine che si \u00e8 persa da adulti, ma comunque. Mi capita, non ricordo perch\u00e9, di avere un paio di soldi, lui mi chiede di prestargli 50 euro. Glieli do, ma su un foglio appeso al muro scrivo il suo nome e \u201c50 euro\u201d. Passano i mesi, non lo presso sui soldi, perch\u00e9 figurati, pure io, nei rari casi in cui davvero restituivo il prestito, ci mettevo parecchio. Forse era passato un anno, quando ero con lui a casa mia e gli faccio vedere il cartello con il suo nome e \u201c50 euro\u201d. Ora, prima del colpo di scena, una piccola premessa: come ho detto ci prestavamo tutti soldi, erano quasi condivisi, almeno fino a un certo punto, quindi a volte era difficile ricordarsi tutto, soprattutto per me che non mi ricordavo un cazzo, forse anche complice la droga del periodo. Torniamo a quel momento: vedendo quel cartello scritto molto tempo prima lui non ha dubbi: mi dice che significa che io devo 50 euro a lui. Io sono confuso, ma lui insiste: hai scritto il mio nome e 50 euro, perch\u00e9 io ti avevo prestato i soldi e te lo volevi ricordare, sono sicuro, \u00e8 andata cos\u00ec. Io non sono sicuro e so che lui \u00e8 un furbo, ma \u2013 mi dispiace un po&#8217; fare la figura del coglione, ma sar\u00f2 sincero \u2013 ehm alla fine mi ha convinto e gli ho dato 50 euro. Cio\u00e8, altri 50 euro. In pratica mi ha fottuto 100 euro senza che io me ne sia accorto.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Solo 15 anni dopo, durante una seduta di psicoterapia, la terapeuta mi propone l&#8217;ipnosi per affrontare e processare le emozioni associate a una trauma che avevo vissuto tempo prima. Durante l&#8217;ipnosi mi connetto per sbaglio a un altro momento, non a quello del trauma, ma a quello in cui presto i 50 euro al mio amico, e rivivo tutta la scena. Di colpo ricordo tutto. Ho aperto gli occhi, sono saltato in piedi di fronte alla mia terapista esterrefatta e ho esclamato \u201ccazzo, mi ha fottuto 100 euro!\u201d. Lei pensava che mi riferissi a lei \u2013 la sua tariffa, per la precisione, era 90 \u2013 ma non c&#8217;\u00e8 stato tempo di dare spiegazioni, sono scappato via e mi sono diretto verso casa del mio amico. Arrivato l\u00ec, piegato in due con il fiatone, mi sono ricordato che non abitava pi\u00f9 in quella casa, l\u00ec erano rimasti solo i genitori. La madre, vedendomi, \u00e8 uscita fuori con una busta da lettere, mi ha detto che era un messaggio che il mio amico aveva lasciato per me. Apro la busta, dentro c&#8217;era un foglio con sopra scritto: \u201cti ho fregato, coglione\u201d e una faccina sorridente.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Va bene, ora la smetto davvero. Per\u00f2 mi \u00e8 venuta in mente una possibile gag su uno che subisce un trauma grave e un&#8217;amica gli dice \u201cdovresti andare da un terapista\u201d, solo che siccome questo non \u00e8 molto sveglio si confonde e finisce da un terrapiattista, che non chiarisce l&#8217;errore e anzi, in cambio di soldi, si offre di aiutarlo ad affrontare questo trauma, basando tutto per\u00f2 sui concetti dei terrapiattisti. Il protagonista a sorpresa esce dall\u2019incontro estremamente sollevato: invece di parlare delle emozioni e dei ricordi, il terrapiattista l&#8217;ha convinto che il trauma \u00e8 collegato a un complotto globale per nascondere il vero bordo del mondo. Gli spiega che le paure derivano dall\u2019essere manipolati dai governi che cercano di impedire alle persone di vedere la verit\u00e0, e lo incoraggia a \u201cliberare la mente\u201d. Incontrando l&#8217;amica dice che grazie a quell&#8217;incontro non solo ha affrontato il trauma, ma \u201cl\u2019ho ricontestualizzato nel vero schema dell\u2019universo\u201d e le fa notare che l&#8217;acqua che esce dal rubinetto non segue la presunta curvatura del pianeta.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>\u201cMa visto che l&#8217;hanno fatto santo, adesso per un prete far\u00e0 curriculum dire &#8216;mi sono scopato Carlo Acutis quando aveva 12 anni?&#8217;<\/p>\n<p>Oddio no, ho fatto una battuta da stand-up italiana :(\u201d<\/p>\n<p><i>(chat su telegram)<\/i><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Seduto sulla panchina, nel parcheggio del Crai. Guardo le macchina passare, arriva un grosso SUV Mercedes nuovissimo, targa tipo GZ, nero brillante, gomme nuovissime. Scende una ragazzina minuta, bionda, con un maglioncino color panna con il collo a V e la borsetta. Attraversa la strada con eleganza ed entra al supermercato che sta per chiudere. Vorrei accendermi una sigaretta, fissare l&#8217;asfalto, gli alberi, le nuvole, le insegne spente, i dettagli insignificanti. Ma ho smesso di fumare da anni. Certo, posso comunque fare tutto questo senza fumare, ma non \u00e8 la stessa cosa. Mentre penso a questo la ragazza esce dal supermercato, attraversa la strada e va verso la macchina. In una frazione di secondo penso: mi sdraio dietro la macchina, a circa un metro, appena parte grido con tutte le mie forze, lei inchioda spaventata, scende e mi trova a terra che faccio finta di essere stato investito. A quel punto la tranquillizzo e in qualche modo, per evitare assicurazione e grane varie, le scucio 300 o 400 euro (mai esagerare). In realt\u00e0 la ragazza ha messo in moto ed \u00e8 partita in avanti, non in retromarcia. Era quasi impossibile che lo facesse, c&#8217;era una macchina in mezzo, eppure ha evitato la retromarcia ed \u00e8 andata avanti. Quindi sarei rimasto sdraiato sull&#8217;asfalto, ignorato da lei e dal mondo intero. Battuta: nessuno investe su di me.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Mi ricordo qualche anno fa, aspetto dei pagamenti per dei lavori che ho fatto e non so come pagare l&#8217;affitto. La mia ragazza mi chiama e mi dice che delle donne cinesi l&#8217;hanno tamponata. S\u00ec, ha precisato che erano cinesi, che ci posso fare? Vado a vedere, nessun danno visibile. A quanto mi dice non \u00e8 stato un vero e proprio tamponamento, le due auto erano in fila per fare metano e quella dei cinesi, a circa 0,5 km\/h \u00e8 partita per sbaglio, l&#8217;ha appena toccata. Si mettono d&#8217;accordo per vedersi nel loro ristorante, un ristorante cinese ovviamente. Prima di andare portiamo la macchina da un carrozziere, e questo deve usare tipo la lente di ingrandimento per trovare un danno, ma dice che qualcosa c&#8217;\u00e8. Dice che se si dovesse cambiare l&#8217;intero pezzo forse sarebbero 300 o 400 euro, per una roba che nemmeno si vede, siamo quasi su un piano metafisico. Raggiungo i cinesi al ristorante, oltretutto nel momento del pranzo, quindi \u00e8 pieno di gente. Gli dico che la cosa migliore \u00e8 fare tutto con l&#8217;assicurazione, ma so che sto mentendo. Loro non vogliono assolutamente coinvolgere l&#8217;assicurazione, e io lo so. Dico che la situazione per\u00f2 \u00e8 importante, qualcosa bisogna fare. Poco dopo ci mettiamo d&#8217;accordo per andare a recuperare dei presunti documenti che loro sostengono di avere in banca, cosa che a me sembra molto strana, ma li seguo. Arriviamo l\u00ec, loro entrano, poi escono e il marito della donna mi dice: quanto vuoi? E io rispondo: 500. Apre il portafoglio e tira fuori 500 euro appena prelevati, mi chiede in cambio il foglio dell&#8217;assicurazione che straccia e butta in un cestino. La mia ragazza \u00e8 incazzata, le sembra una truffa, mentre \u00e8 stato un onesto scambio tra gentiluomini, nonch\u00e9 tra due culture diverse, e soprattutto quel mese sono riuscito ancora una volta a pagare l&#8217;affitto. La macchina ovviamente non \u00e8 mai stata aggiustata, anche perch\u00e9 non aveva nulla. Al tempo, parlandone con un amico, dissi \u201cmagari me ne capitasse uno al mese\u201d.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>\u201cAttenzione a queste malattie delle piante che esplodono a fine estate\u201d<\/p>\n<p><i>(titolo di giornale)<\/i><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Io fatico a definirmi \u201cfilopalestinese\u201d, per carit\u00e0, se \u00e8 giusto per capirsi, sono pure d&#8217;accordo. Free Gaza, Free Palestine. Evito la mia storia con la Palestina, dagli anni &#8217;90 ad oggi, perch\u00e9 sarebbe mettermi al centro su una questione in cui invece mi voglio decentrare, pur parlando di me \u2013 lo so, \u00e8 un paradosso, lasciatemi fare. Per\u00f2, io pi\u00f9 che filopalestinese, sono anti-israeliano. Di palestinesi in tutta la mia vita ne ho conosciuto uno, per il resto li ho sempre visti in tv, sui libri, poi su internet, ovviamente sono entrato in qualche modo in contatto con questo popolo resistente, ma tra l&#8217;amore per loro e l&#8217;opposizione per gli israeliani, non ho dubbi, \u00e8 pi\u00f9 forte la seconda. \u201cFilo\u201d \u00e8 il greco ph\u00edlos, quindi amico, amante, affezionato, come un pedofilo \u00e8 un amante dei bambini o un filosofo un amante della sapienza (ricordiamo che gli antichi greci a volte erano entrambe le cose). Cos\u00ec, di pancia, certo che sono amico dei palestinesi. Mi piace la loro storia, le loro tradizioni, la loro musica, la loro letteratura, la loro cucina, il loro umorismo, e sicuramente la loro pratica di resistenza contro il colonialismo a l&#8217;occupazione israeliana. Posso essere un loro invisibile e virtuale alleato, ma alla fine non c&#8217;entro niente con loro, mentre \u00e8 molto pi\u00f9 forte il mio \u201canti\u201d &#8211; sempre dal greco contro, opposto \u2013 verso Israele, cos\u00ec come verso gli Stati Uniti. Dopotutto a un certo punto, diciamo la verit\u00e0, eravamo quasi dalla parte dei talebani quando combattevano contro gli americani. \u00c8 capitato perfino questo. Ma non sto facendo un paragone, sono situazioni totalmente diverse, ma \u00e8 per dire che se proprio devo definirmi \u2013 cosa che non ho alcun interesse a fare \u2013 io preferisco farlo sulle cose a cui mi oppongo, e non inventando o idealizzando un&#8217;amicizia con un popolo. Insomma preferisco definirmi per opposizione e non per affinit\u00e0. In fondo, definirsi in termini di \u201cpro\u201d spesso rischia di diventare una semplificazione ingenua: l\u2019ammirazione per un popolo o per una causa non implica quasi mai una partecipazione reale, non dice nulla sulla mia vita quotidiana, sulle mie responsabilit\u00e0, sui miei limiti. L\u2019\u201canti\u201d, invece, \u00e8 pi\u00f9 concreto: indica dove metto il mio dissenso, dove sento una tensione morale o politica che riguarda direttamente le scelte degli stati e dei governi. \u00c8 pi\u00f9 facile, paradossalmente, essere sinceri nell\u2019\u201canti\u201d che nel \u201cfilo\u201d.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9, anche questo va detto, c\u2019\u00e8 il rischio di assumere etichette che finiscono per parlare pi\u00f9 di chi le usa che di chi dovrebbero descrivere. Dire \u201cfilopalestinese\u201d potrebbe sembrare un gesto di solidariet\u00e0, ma rischia di essere soprattutto un\u2019autoproclamazione, un\u2019astrazione dalla realt\u00e0 quotidiana dei palestinesi \u2013 ovvero, ancora una volta, mettersi al centro. Essere \u201canti\u201d invece significa posizionarsi in relazione a un sistema di potere, non a un\u2019identit\u00e0 collettiva che non ti appartiene. Io sono pi\u00f9 coinvolto con Israele: ho la residenza in un paese occidentale, un paese che appoggia e sostiene Israele, allora ha pi\u00f9 senso l&#8217;opposizione, il dichiararmi contro questa cosa, anti-israeliano, anti-statunitense, e agire di conseguenza. In questo senso, la mia posizione non \u00e8 tanto un amore idealizzato per i palestinesi quanto una responsabilit\u00e0 etica verso le dinamiche di potere in cui mio malgrado mi trovo coinvolto, anche solo perch\u00e9 non le interrompo. Le navi mercantili verso Israele partono a un&#8217;ora e mezza da casa mia, i soldati israeliani fanno le vacanze a un&#8217;ora da casa dei miei genitori, le lobby che alimentano l&#8217;occupazione sono a un&#8217;ora da qua. \u00c8 pi\u00f9 onesto, per me, oppormi a un&#8217;ingiustizia che avviene davvero a portata di mano, e di fuoco, che proclamare un\u2019amicizia che non posso incarnare concretamente, se non con qualche like sui social, dato che soldi non ne ho. Il mio \u00e8 un odio verso l&#8217;occidente, perlomeno verso la maggior parte: lo so che ci sono amici anche qua, negli Stati Uniti e perfino, sebbene pochi, anche in Israele. Ma parlo ovviamente dei governi e della maggior parte delle persone che li sostiene e che ha sostenuto quelli prima. Oh, che pesantezza, lasciamo perdere.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>\u201c<span lang=\"it-IT\">La lucidit\u00e0 terminale si riferisce a un episodio eclatante di comunicazione coerente ed efficace poco prima della morte in una persona demente, incapace di interagire socialmente&#8221;<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><i>(Wikipedia)<\/i><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><b>*<\/b><\/p>\n<p>Da due giorni sto molto male, malissimo, non so che cosa ho. Forse sto morendo. Ho deciso di lasciare alcuni messaggi nel caso morissi oggi. Non fidatevi di Wikipedia. Provate tutte le pizze possibili, tranne la quattro formaggi. Se pensate di avere ragione su una cosa, pensate che forse non avete ragione. Quando sentite dire a qualcuno \u201ce allora il Sudan?\u201d ricordatevi che a quella persona \u00e8 probabile che non gli freghi niente del Sudan. Non fidatevi mai di un poliziotto o di un carabiniere. Non esiste musica di merda, solo musica che a voi non piace. Con la droga \u00e8 fondamentale il dosaggio. L&#8217;amicizia non \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante nella vita. Non c&#8217;\u00e8 una cosa \u201cpi\u00f9 importante\u201d nella vita. La libert\u00e0 esiste, non fidatevi di quei segaioli laureati in filosofia che la fanno complicata. Belli i videogiochi, ma danno pi\u00f9 dipendenza delle benzodiazepine. Attenzione a quando si deglutiscono le pastiglie. L&#8217;aceto di mele sta bene su tutto. Se a voi piace una cosa, e poi conoscete persone alle quali piace quella stessa cosa, ma a voi loro non piacciono, non smettete di farvi piacere quella cosa. Non bisogna fidarsi sempre della saggezza passata, a volte dicevano cazzate. Mettete in conto che molti degli artisti che vi piacciono, passati e presenti, a un certo punto verr\u00e0 fuori che hanno molestato o picchiato delle donne. Non c&#8217;\u00e8 bisogno di dire sempre la verit\u00e0. Riflettere all&#8217;infinito se fare una cosa o no alla fine \u00e8 uguale a decidere a caso. Avevano ragione le nonne: finch\u00e9 c&#8217;\u00e8 la salute c&#8217;\u00e8 tutto.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>\u00c8 facile vivere finch\u00e9 stai bene. Cio\u00e8, non \u00e8 facile, puoi comunque avere altri problemi, economici, sentimentali, spirituali, puoi non sapere come arredare il salotto della tua nuova casa dove ospiti i tuoi amici sani per le tue cene con aperitivo. Ma \u00e8 comunque pi\u00f9 difficile se non sei sano. Il corpo \u00e8 un dittatore. La salute \u00e8 un lusso. I sani sono gli apostoli della performance, di qualunque tipo sia. Puoi essere un lavorista fissato con la produttivit\u00e0, uno che va a correre, un compagno che si fa 10 chilometri in manifestazione, e puoi fare tutto questo perch\u00e9 sei sano. Puoi anche stare male, perch\u00e9 sei sano. Tanto \u00e8 un fenomeno transitorio. Chi non ha mai desiderato scomparire almeno una volta, non ha diritto di parola su chi ci prova davvero. La sanit\u00e0 come caratteristica virile. Il vero uomo \u00e8 sano. La vera donna \u00e8 sana. Essere sani non \u00e8 neutro. \u00c8 un allineamento fortuito di chimica, genetica, economia e calendario che ti fa credere di essere normale. Ma non sei normale: sei solo temporaneamente graziato. I sani hanno un abbonamento premium al corpo umano. Ma noi sappiamo che non esiste \u201cstare bene\u201d, ma solo diversi modi di stare male.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>\u00c8 passata una settimana, non sono morto. Sono su un letto di una casa non mia. Di fronte a me un manifesto di propaganda comunista, con Lenin e delle scritte in russo. Su un&#8217;altra parete alcune foto di animali morti. Cio\u00e8, quando sono state scattate le foto gli animali erano vivi, ma poi sono morti, cani, gatti, c&#8217;\u00e8 perfino un panda, ma non c&#8217;entra niente, non era un panda domestico. Per terra, in meno di 72 ore, sono riuscito a generare un casino impossibile, nonostante io viaggi con uno zaino minuscolo e praticamente senza vestiti tranne quelli che indosso. Fuori si sentono dei rumori che non capisco, c&#8217;\u00e8 un vicino di casa che fa qualcosa, forse fa a pezzi i figli, oppure sta montando un mobile, non lo so, ma non \u00e8 un rumore fastidioso, anzi, lo trovo rilassante. Cos&#8217;\u00e8 successo? Allora, stamattina a pranzo sono andato in un sushi all you can eat con mia sorella, ovviamente cinese (il ristorante, non mia sorella). Non ci andavo da molto, da pi\u00f9 di un anno. Ho mangiato quelle cose che si mangiano l\u00ec, principalmente riso al vapore e pesce crudo. Alla fine, come capita in questo tipo di ristoranti, ci hanno dato i biscotti della fortuna. Dentro quello di mia sorella c&#8217;era un messaggio tipo \u201cavrai una promozione sul lavoro\u201d, divertente perch\u00e9 mia sorella non lavora da anni e quando lavorava faceva le pulizie. Il mio invece recita cos\u00ec: \u201cDomani sar\u00e0 il vostro giorno fortunato\u201d. Io l&#8217;ho immediatamente interpretato come un presagio di morte \u2013 per me \u00e8 questo il senso di quel biglietto. Perch\u00e9 domani devo partire, fare un lungo viaggio, attraversare il mare, e sicuramente morir\u00f2. Da quando sono tornato a casa mi sono adagiato sul letto in stile Nosferatu, con la stanza buia, le persiane chiuse, a fissare il soffitto. Ho iniziato a comportarmi come se fossi gi\u00e0 morto, a fare pratica. Questo viaggio sar\u00e0 il mio ultimo viaggio, non arriver\u00f2 a destinazione, o se ci arriver\u00f2, ci arriver\u00f2 freddo. Sono tanti i modi in cui si pu\u00f2 morire durante un viaggio. Potrei cadere dalla nave, potrebbe scoppiare un incendio a bordo, potrebbe deragliare il treno, potrebbero uccidermi, potrei avere un infarto, un ictus, o magari ho una malattia genetica che non so di avere che, come il ticchettio di un timer, sta aspettando di arrivare al momento giusto, e quel momento \u00e8 domani, il mio giorno fortunato.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>A questo punto ho pensato a un ricordo, a qualcosa a cui pensare nel momento della morte, sempre che ci sia la possibilit\u00e0 di farlo. Credo basti anche un breve istante. E ho pensato a una scena di appena due giorni fa. Era notte, ero sul lungomare con due amici, una mia amica dice che deve pisciare e va in spiaggia a farlo. Quando torna io dico che pure io devo andare. Attraverso la spiaggia completamente vuota, umida, buia, non c&#8217;\u00e8 la luna, arrivo alla battigia e piscio verso il mare, che non vedo ma percepisco. Sento il suono leggero dell&#8217;acqua assieme al mio piscio sulla sabbia bagnata. Per un brevissimo istante mi sento felice. Mi piace pisciare in spiaggia, mi piace il buio, mi piace sapere che ci sono due miei amici che mi aspettano sul lungomare, dove ci sono i lampioni, la luce, gli alberi. Poi continueremo a camminare, parleremo, scherzeremo, forse berremo ancora. Quell&#8217;istante, quei venti secondi di pisciata al buio sul mare, scelgo di portarmeli dietro come ricordo di quando sono stato felice. Mi piace perch\u00e9 non \u00e8 un ricordo lontano, \u00e8 un ricordo di qualche ora prima. Voglio morire pensando a questo. E al fuoco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>un libro, 95% cose vere, 5% cose leggermente censurate. un diario dell&#8217;estate, un trattato sulla morte, un intrigo internazionale, una serie di cazzate, un flusso di coscienza: \u00e8 pi\u00f9 o meno questo. si parla di politica, sagre, zanzare, auto in fiamme, incontri, apparizioni, Monica e Penelope Cruz, complotti, gommisti &#8211; c&#8217;\u00e8 molto dolore e pochissima [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-6504","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-post"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6504","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6504"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6504\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6524,"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6504\/revisions\/6524"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6504"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6504"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vmcx.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6504"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}