{"id":783,"date":"2011-01-30T11:06:33","date_gmt":"2011-01-30T09:06:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.harrr.org\/vmc\/?p=783"},"modified":"2011-01-30T11:06:33","modified_gmt":"2011-01-30T09:06:33","slug":"una-banda-di-idioti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vmcx.it\/?p=783","title":{"rendered":"Una banda di idioti"},"content":{"rendered":"<p>Leggendo le intercettazione tra le donne di Berlusconi c&#8217;\u00e8 un passaggio che mi ha colpito pi\u00f9 degli altri: quello dove la Minetti spiega a una sua amica che la Carfagna prima di diventare ministro non ha fatto molta gavetta: giusto un anno, che a quanto pare sembra poco anche a lei.<\/p>\n<p>La cosa mi ha fatto pensare agli scrittori e intellettuali italiani.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 questo fenomeno per cui uno scrittore-italiano, dopo aver scritto un solo libro, bello o brutto non importa, ma che sicuramente ha avuto successo, si trasforma rapidamente in intellettuale-italiano, cio\u00e8 in una guida esperta in qualsiasi campo dell&#8217;esperienza umana, punto di riferimento in grado di trattare anche quotidianamente ogni argomento possibile, inquinamento, eutanasia, arte moderna, medio-oriente, baseball, il legno intarsiato e i canoni cancrizzanti di Bach. Cio\u00e8 il giorno prima sono dei blogger come tutti noi, il giorno dopo sono la reincarnazione di Pasolini.<\/p>\n<p>Ripeto: un solo libro, ed ecco che il nome dello scrittore-intellettuale-italiano si moltiplica su giornali, radio, tv, like su Facebook e anche \u00a0in quelle manifestazioni che possiamo definire senza temere di esagerare come la peggiore perversione nella storia dell&#8217;umanit\u00e0, ovvero (so che avete gi\u00e0 capito) i &#8220;reading&#8221;. Il nome dello scrittore diventa come un marchio che si pu\u00f2 applicare infinite volte a qualunque argomento.<\/p>\n<p>Caratteristica di questi articoli su-ogni-cosa \u00e8 l&#8217;essere sciatti e banali: temini di terza o quinta elementare, ma nemmeno dei migliori, che ne rivelano la sostanziale mancanza di talento e di umilt\u00e0. E si limitassero a questo poco male &#8211; &#8220;mancanza di talento e di umilt\u00e0&#8221; riassume molte esistenze, non solo di scrittori &#8211; ma parallelamente a questo si verifica anche l&#8217;inevitabile e temutissimo fenomeno noto tra gli studiosi come &#8220;riflessione sul mestiere dello scrittore&#8221;.<\/p>\n<p>Non si scappa.<\/p>\n<p>Un libro: dieci anni di riflessioni sul mestiere dello scrivere. La narrazione. Il bisogno di narrare. La forza delle parole. La lingua di noi scrittori. Come vive lo scrittore. Cosa mangia a colazione lo scrittore. Cosa proviamo noi scrittori davanti a un tramonto. Oggi pi\u00f9 che mai si ha bisogno di narrazioni. E altre profondit\u00e0 di solito valide dalla Bibbia in poi.<\/p>\n<p>Un po&#8217; come se io, dopo un pic-nic domenicale in collina con le mie zie &#8211; manco in montagna eh &#8211; tornassi a casa a scrivere il saggio autobiografico &#8220;Diario di uno scalatore&#8221;, la mia opera definitiva sull&#8217;alpinismo dove spiego a Messner e Bonatti quello che non hanno mai capito sulla montagna.<\/p>\n<p>Questa situazione mi ha ricordato Ignatius Reilly, epico protagonista di &#8220;Una banda di idioti&#8221;, la straripante opera prima di John Kennedy Toole, uno che tanto per non sbagliare si \u00e8 suicidato prima che il suo unico libro venisse pubblicato.<\/p>\n<p>Personaggio difficile da descrivere, Ignatius fra le altre cose \u00e8 anche un dispotico mammone che non ha mai lavorato in vita sua. Ma quando le circostanze della vita lo costringono a fare questa cosa orribile che a tutti noi prima o poi capita di dover fare &#8211; lavorare &#8211; Ignatius ne ricava l&#8217;esperienza necessaria per scrivere un&#8217;opera monumentale sull&#8217;esperienza del lavoro, i problemi, i dilemmi e il suo senso pi\u00f9 profondo. Questo dopo il primo giorno di lavoro della sua vita.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che bisogna essere preparati. Perch\u00e9 qua, grazie a quell&#8217;altro noto fenomeno conosciuto tra gli studiosi come &#8220;se non fa troppo schifo allora dev&#8217;essere per forza un capolavoro&#8221;, ti ritrovi in pochissimo tempo da essere uno qualunque a essere un nome sulla copertina di un settimanale e a dover raccontare in un paio di pagine tutto quello che \u00e8 successo sul pianeta in un anno o se secondo te Dio esiste oppure no.<\/p>\n<p>E a quel punto dovresti tirare fuori le palle e dire: no scusate, signori dei giornali, guardate, io non sono in grado di fare questa cosa qua, non sono all&#8217;altezza, dai, forse la cosa ci \u00e8 sfuggita un po&#8217; di mano, per chi mi avete preso, dopotutto ho scritto un solo libro, anzi un libretto, sono poche pagine, su, non \u00e8 nemmeno\u00a0granch\u00e9, non l&#8217;ha letto nemmeno mia madre, insomma, vi ringrazio dell&#8217;offerta, ma datemi tempo di crescere. Cosa che, per tutta una serie di ragioni che ora sarebbe lungo e complicato analizzare ( = soldi e vanit\u00e0), immagino che capiti molto raramente.<\/p>\n<p>Quindi, conscio di essere un invidioso debole e ipocrita pronto a vendersi in cambio di pochi euro, ho pensato che forse \u00e8 il caso di mettermi avanti con il lavoro e di preparare una delle mie amate liste, ovvero La Lista Di Argomenti Sui Quali Mi Ritengo Molto Preparato, nel caso una mattina mi svegliassi trasformato in scrittore-italiano e, invece di raccontare belle storie, dovessi dire la mia sul Mondo, la Storia e la Vita.<\/p>\n<p>Dopo aver analizzato i campi nei quali mi ritengo pi\u00f9 preparato e aver escluso per\u00f2 quelli nei quali esercitano gi\u00e0 persone molto pi\u00f9 in gamba di me, la lista si \u00e8 ridotta a un&#8217;unica voce, che mi consente quindi di restringere al numero di una anche le potenziali riviste sulle quali potrei riversare impudicamente il mio sapere.<\/p>\n<p>Quindi, cos\u00ec, in chiave ipotetica, sappiate che prima o poi potrebbe apparire sul periodico &#8220;Boscaioli oggi&#8221; un mio articolo di copertina dal titolo &#8220;Come accendere il fuoco quando la legna \u00e8 umida, una disamina completa &#8211; di MP&#8221;.<\/p>\n<p>Quando esce vi avviso, cos\u00ec lo condividete su Facebook.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leggendo le intercettazione tra le donne di Berlusconi c&#8217;\u00e8 un passaggio che mi ha colpito pi\u00f9 degli altri: quello dove la Minetti spiega a una sua amica che la Carfagna prima di diventare ministro non ha fatto molta gavetta: giusto un anno, che a quanto pare sembra poco anche a lei. 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