artista italiano dire di avere origini contadine, ma nel senso che il nonno era un proprietario terriero tipo di caprio in django, con mille ettari e duemila dipendenti, artista italiano ricordare di quelle estati passate nel casolare del nonno, casolare ora valutato circa tre milioni di euro da una holding svizzera, e di quella volta che un contadino gli ha fatto vedere come si uccide una gallina, artista italiano ricordare come un trauma e ci scriverà una scena del suo libro, del suo monologo teatrale, della sua installazione sulla memoria e le radici e soprattutto una riflessione sul tempo e la morte, artista italiano aggiungere che le poesie migliori di pasolini sono quelle in friulano e che l’unico posto ormai autentico al mondo è dubai, artista italiano dire di prendere ispirazione dall’arte underground soprattutto non occidentale e post-coloniale come si può vedere nel suo ultimo lavoro per la fondazione prada promosso dalla direzione generale creatività contemporanea del ministero della cultura in partnership con dior, artista italiano raccontare la sua famiglia, avere fatto installazione su sua madre, cortometraggio su suo padre, racconto su suoi nonni, artista italiano sostenere che tutto il suo lavoro parta dalla lingua, dalla parola, che non è quella di dio, ma la sua, e la parola di solito è io, io, io, io, artista italiano nelle foto essere imbronciato, rabbuiato, incimurrito, come se avesse sempre il sole in faccia ma troppe ombre dentro di sé, artista italiano avere sito web che non si capire niente, con una foto enorme, tre o quattro parole in inglese, non si trova il menu, non si vede bene con il telefono, artista italiano odiare i social amare i social odiare i social amare i social, artista italiano avere ricordi vividi e dettagliati di quando aveva due o tre anni, e tutti contengono traumi, innamoramenti e soprattutto segnali profetici della sua futura carriera, momenti di chiamata vocazionale che essere le fondamenta del suo mito delle origini, artista italiano non si fare intervistare ma confessare, artista italiano confessare di avere l’urgenza, l’abisso, la vertigine, che forse sarebbe meglio andare subito al pronto soccorso per una tac e non fare arte, artista italiano dire di essersi sentito schiacciato dal sistema, escluso, marginalizzato, ma ora avere ambizione spietata livello michael corleone nel padrino o la nuova camorra organizzata di raffaele cutulo, artista italiano dire di avere connessione con il reale e di avere fatto lavori umili per poi rievocare come la vita in trincea durante la prima guerra mondiale le due settimane in cui ha fatto la vendemmia nel podere di famiglia e quella volta che ha fatto le pulizie al suo stesso b&b perché l’addetta si era ammalata, artista italiano trovare energia in piccoli paesini rurali, dove passa quindici giorni con gli anziani e gli animali, scatta foto dei muri e delle insegne degli alimentari abbandonati, e poi tornare a casa sua tra new york e milano, che non è una piattaforma petrolifera in mezzo all’atlantico, ma due località distinte dove risiede e beve frullati, va in palestra e nei musei, artista italiano trovare verità nei k-drama, tiktok, musica pop e la recherche di marcel proust, artista italiano non essere politico ma nelle interviste dire che l’arte è sempre politica, e alla domanda “allora anche tu sei politico?” risponde con circonlocuzioni nebbiose, artista italiano alla fine vendere la proprietà del nonno agli svizzeri, ma chiedere una porzione di due metri per due della vecchia stalla, che chiude in una teca in plexiglass ed espone alla biennale, in contemporanea con l’uscita del suo memoir familiare e un audioracconto di sei ore dove rievoca quella volta che il contadino gli ha fatto vedere come si uccide una gallina, artista italiano sostenere convintamente che tutta l’arte venire dal sangue, dalle viscere, dalle dolorose crepe del reale, ma essere importante anche avere sempre un taglio di capelli fresh e una pelle luminosa che metta in risalto il suo sguardo penetrante e misterioso.
4 risposte su “A.I.”
Madonna che bello <3
martino, dai, chi se li incula questi. non perdere tempo e bile
oddio, ho ricominciato a commentarmi da solo? 😐
comunque tempo ok, ma bile no, mi sono abbastanza divertito!
Si questa è la grande teoria del mio prof. Non esiste artista la cui origine sia del tutto povera. In sostanza indagando trovi sempre un papà benestante, medico, parte del mondo almeno borghese e una mamma ereditiera o nobile. In effetti non ha tutti i torti anche perché ricordiamo solo l’arte che si aggancia al sistema. In ogni caso per puntacazzismo ho citato Gavino Ledda come unica eccezione che pare confermare la vostra regola.
Prima che venga voglia di cercarlo no, Van Gogh veniva da una famiglia alto borghese, aveva due cuoche, una domestica, un giardiniere, la carrozza coi cavalli ecc…