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L’avversione di Carlo

Mio zio a volte faceva il bagno con gli occhiali da sole e la sigaretta. E con stile ed eleganza riusciva a tenere fuori dall’acqua la sigaretta in modo che non si spegnesse.

Teneva una mazza da baseball dietro alla porta per colpire il vicino di casa che odiava e una volta l’ha quasi fatto (colpirlo).

Aveva una fionda professionale che usava per colpire i cani del vicino quando abbaiavano. Non so cosa voglia dire “professionale”, ma lui l’ha sempre definita così.

Aveva una barca a vela parcheggiata nel giardino. Ce l’ha avuta per anni, la fissava e chiedeva agli altri cosa ne avrebbe potuto fare.

Anni prima aveva chiesto a un altro nipote di fare un giro in barca a vela ma dopo pochi minuti erano dovuti tornare indietro perché gli era venuto il mal di mare. L’idea della barca a vela però era rimasta in giardino.

Sapeva aprire le bottiglie di vino senza apribottiglie, usando un muro e un asciugamano, senza romperla. Gliel’ho visto fare diverse volte.

Quando ero piccolo mi portava a vedere gli aerei da guerra che atterravano nella vicina base americana. Una volta ci siamo avvicinati troppo e io gliel’ho fatto notare perché c’erano dei cartelli che dicevano che là non potevamo stare. Lui aveva detto che si poteva, poi erano arrivate le camionette dei militari per mandarci via.

Il rumore degli aerei era così forte e noi eravamo così vicini che per un po’ pensai di aver subito dei danni all’udito.

Un’altra volta si è infilato con la macchina in una strada che in realtà era un sentiero di una scogliera, io gliel’ho detto ma lui ha detto che si poteva andare avanti. Poi ci siamo incastrati e non sapevamo più come uscire.

La conclusione di ogni uscita era “non dire niente a nessuno”.

In generale il suo scopo nella vita era arrivare con la macchina là dove nessuno era giunto prima.

E, in caso di fallimento, non dire niente a nessuno.

Nel portafoglio aveva uno stecchino metallico che usava per mangiare le lumache. Se lo portava sempre dietro. Sono abbastanza sicuro che sia stato l’unico uomo al mondo a portare uno stecchino metallico per mangiare le lumache nel portafoglio.

I suoi piatti preferiti erano:

  • lumache al sugo
  • spaghetti con i ricci e/o bottarga
  • cozze crude, ricci crudi
  • ostriche
  • burrida cagliaritana (l’unica che ha senso di esistere)
  • capesante gratinate
  • gamberoni arrosto
  • aragosta alla catalana
  • fritture praticamente tutte
  • muggine arrosto (soprattutto quello delle feste)
  • patate al forno
  • maialetto arrosto

Col maialetto era ossessionato, una sua mossa tipica era autoinvitarsi a pranzo e presentarsi con un maialetto da arrostire.

Quando ha scoperto Internet si è comprato un computer ma credo che non abbia mai capito come usare Internet, nè a cosa potesse servirgli. Però ce l’aveva.

Una volta si è ripreso mentre dormiva e poi ha mostrato il video a tutta la famiglia per farci sentire – e vedere – quanto russava forte.

Comprava le stecche di MS. Aveva i baffi ingialliti dalle sigarette. Ogni volta che uscivo con lui prima bisognava passare dal tabacchino.

Da giugno e ottobre viveva in bermuda cortissimi, zoccoli, canottiera bianca, unghia del mignolo lunga. Questa era la sua tenuta per fare la grigliata, andare in spiaggia, fare lavori in giardino, andare in ristorante, andare nei negozi, andare in banca, ecc.

Il resto dell’anno era sempre elegante, camicia, giacca, cravatta e pancia grande quanto una donna incinta al nono mese. Ma solo la pancia, il resto del corpo era esile e aggraziato.

Amava spaccare le noci. Quando c’erano da spaccare molte noci per una ricetta, lui era entusiasta di farlo, le spaccava e le tritava. Una volta ci ha regalato uno spaccanoci a forma di gambe di donna.

Quando ero piccolo gli avevo chiesto di registrarmi un film da Tele+. Dopo il film che mi interessava ce n’era uno di quelli erotici soft italiani anni ’70. Lui mi diede la vhs e mi disse che se avevo bisogno di qualcosa di più forte poteva procurarmela. Intendeva film porno.

Negli anni ha rinnovato l’offerta varie volte ma io ho sempre declinato.

Quando mia madre è rimasta incinta di mia sorella, ha comprato casse di birra perché convinto che facesse bene a mia madre per allattare meglio. Alla cassiera diceva “mia nipote deve allattare”. Quando mia sorella aveva pochi giorni di vita, lui comprava la Nutella (che metteva sui savoiardi) per darla ai bambini. Era convinto che facesse bene. E forse aveva ragione.

Su qualsiasi argomento politico lui aveva sempre la posizione più sbagliata e assurda. Però aggiungeva sempre “Perché, sai, io sono ignorante” e poi chiedeva consiglio: “Secondo te mi sbaglio?”.

Anche sul piano morale era imprevedibile e inafferrabile. In sostanza era un ribelle educato da conformista. Avrebbe potuto rapinare una banca, sono sicuro che gli sarebbe piaciuto, ma allo stesso tempo era pronto a linciare un ladro o chiedere la pena di morte per un rapinatore.

Un altro posto dove mi portava sempre era sulla scogliera a vedere i surfisti. Ovviamente riusciva ad arrivare fino in cima con la macchina e da lì, a volte senza nemmeno scendere, ammirava i surfisti cavalcare le onde, estasiato.

Una volta eravamo in macchina io, lui e mio padre, e lui come al solito correva. Mio padre gli chiese di rallentare e lui rispose “se devo morire, voglio morire così, correndo in macchina”. Mio padre gli fece notare che però c’eravamo anche noi due, e che non volevamo morire. Lui, irritato, rallentò.

Da giovane era bravissimo nel gioco del tennis. Tutti quelli che lo conoscevano lo ricordavano per questo. A me è sempre sembrato impossibile, finchè non ho visto una foto di lui da giovane in una posa plastica ed elegante, mentre gioca a tennis. Era vero.

Aveva la capacità di litigare con chiunque. Anche a quasi 80 anni finiva in situazioni potenzialmente violente. Ad esempio una volta ha minacciato di prendere a pugni un giovane muratore che faceva i lavori davanti a casa sua. Quello gli rispose che non lo picchiava solo perchè era un anziano, cosa che fece incazzare mio zio ancora di più.

Allo stesso tempo aveva anche la capacità di attaccare bottone con chiunque e parlarci per ore, suscitando simpatia. Finchè non si toccava qualche questione politica.

Chiamava negri i negri, froci i froci. Era razzista con tutte le razze possibili. Discriminando tutti, di fatto non discriminava nessuno. Era molto cortese con gli estranei, faceva amicizia con tutti.

Una volta un mio amico che non conosceva è venuto a casa mia mentre io non c’ero, ma c’era mio zio, che ha invitato lui e la ragazza per pranzo. Loro hanno gentilmente declinato l’invito, lui ha chiuso la porta e ha nascosto la chiave, dicendo che non potevano dire di no. Quando sono tornato io ho trovato i miei amici, mio zio e il resto della famiglia che mangiavano e brindavano allegramente.

Allo stesso tempo, sapeva essere anche molto paranoico. Ad esempio al supemercato era convinto che tutte le cassiere gli dessero il resto sbagliato per fregarlo. Tutte, ovunque, sempre. Più passano gli anni più penso che forse aveva ragione.

A ogni capodanno mi portava a comprare pericolosissimi e meravigliosi fuochi d’artificio illegali.

Una volta, ispirato dal suo genio, ho svuotato decine di petardi magnum e ho fatto una specie di grosso candelotto di polvere da sparo. Glielo mostrai e gli proposi di farlo esplodere. Lui mi rispose che avremmo dovuto metterlo dentro una bottiglia. L’esplosione fu molto più potente del previsto e alcuni pezzi di vetro ci sfiorarono. Tornammo in casa e lui mi disse di non dire nulla a nessuno.

Era uno sperimentatore e innovatore.

Era un fanatico delle televendite, in particolare quelle notturne. Comprava un sacco di attrezzi strani che poi spesso regalava perchè non li usava. Esempi: massaggiatore di piedi, apparecchio per il sottovuoto, accendino a forma di pistola.

Smontava tutto e poi lo rimontava. Di fronte a qualcosa di cui non capiva il funzionamento o tentava di smontarlo o di romperlo.

Una volta ha messo il motore di una lavatrice in un aeromodello.

Negli anni ’90 usava delle cuffie senza fili per guardare la tv, così quando si alzava per andare in bagno o per cucinare continuava a seguire la trasmissione. Gli piacevano molto il Maurizio Costanzo Show e Forum.

E’ stato credo uno dei primi a mettere la bottarga sul pane guttiau. Aggiungeva anche l’olio. Per lui niente era mai abbastanza. Quando faceva le capesante gratinate metteva la bottarga al posto del pangrattato.

Metteva la bottarga quasi ovunque.

A fine pasto, cascasse il mondo, pucciava qualcosa nel vino. Un biscotto, un pezzo di pane, perfino un grissino. Il pasto si doveva concludere con un cibo solido inserito nel bicchiere di vino, senza eccezioni né limiti creativi.

E’ stato uno dei più grandi consumatori di Cynar del mondo. Inoltre era convinto che il whisky facesse bene al cuore, l’aveva letto da qualche parte e da lì in poi era diventato salutista.

Sua madre e suo padre lavoravano alla manifattura dei tabacchi. Suo padre però è morto quando mio zio era piccolo e non lo ricordava. Era stato cresciuto dalla madre ma soprattutto dalla zia.

Quando vedeva in cielo un aereo nei dintorni della città, diceva “vediamo chi fa prima” e faceva la gara per vedere chi arrivava prima all’aeroporto, se l’aereo o lui. Partiva all’impazzata. Naturalmente è sempre arrivato prima l’aereo.

In definitiva era un bambino, un discolo, un monello, dunque da adulto per molti semplicemente uno stronzo, un razzista, un violento, un testardo ubriacone e ignorante. Ma anche un generoso fino all’eccesso, uno spontaneo, un affamato, in tutti i sensi, un curioso. Una delle persone più buone che io abbia mai conosciuto, anche quando faceva il cattivo.

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Osei

Oggi ero un po’ triste perché per l’ennesima volta si è verificata una di quelle coincidenze che io chiamo “mi hanno di nuovo inculato della roba” a cui ormai sono quasi abituato (quasi). Non insisto per non sembrare frustrato e paranoico (non lo sono; frustrato, intendo), e anche perché non vale la pena parlarne, però a un certo punto, durante questa fase di chiamiamola tristezza, ho visto qualcosa che ha cambiato completamente la giornata, ed è stato come Dorothy quando passa dal bianco e nero del Kansas ai colori del mondo di Oz.

Ovvero questo video https://youtu.be/HaDR6flcWBQ

Come ho già scritto altrove in questo blog (a proposito, se volete copiate anche questo) ormai da anni mi capita di trovare la vera arte, il vero cinema, fuori dall’arte, fuori dal cinema. Sono sincero, non sono pippe per intellettuali, parlo sinceramente. La cosa teatrale più bella che ho visto era uno spettacolo di bambini delle elementari, i film che più mi hanno colpito non erano film. E anche in questo caso ci troviamo di fronte a qualcosa che sta fuori. Fuori da cosa? Non saprei dirlo. E’ dentro la realtà, ma va oltre, trascende. E’ semplicemente perfetto. Anche nella sua insoddisfacente durata (9 minuti), più poesia che prosa, e in tutti i difetti che rendono bella una donna che altrimenti sarebbe qualunque. Ancora una volta, non pippe, non pornhub, ma verità.

Quando mi è capitato l’ultima volta di vedere un video tre volte di seguito? Boh, non me lo ricordo neanche, dato che di solito non riesco nemmeno a guardarne uno intero, qualunque sia la durata. Qua invece c’è la sublime perfezione, qualcuno nei giorni scorsi mi parlava via mail dell’inaudito. Ecco, qua c’è l’inaudito. E c’è la crisi, la vera crisi.

Il protagonista faceva documentari, ma poi per motivi di soldi è tornato a casa a lavorare nell’azienda dei genitori, solo che l’azienda rischiava di fallire (mi sono informato: non è fallita), la madre che lo porta da un esorcista, il momento sublime della cicciona infilmabile, autoritaria, aggressiva, e dunque filmata, il cimitero, e tutto il resto. Non dico altro. Ma c’è più cinema qua di 100 film di Venezia.

Per quanti calci al muro dovremo ancora dare, posso confermare che c’è salvezza.

AGGIORNAMENTO: coerentemente, il video è stato rimosso.

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addio a tutte, ho deciso che mi impicco

dal forum alfemminile.com:

Allora, comincio con i ringraziamenti a YAYA2405, che si è seduta sulla sedia di Santa Maria Francesca anche x me, e che mi ha pensata tanto..Grazie! ringrazio NINAB3 che si è incrociata tutta x me e anche lei mi ha pensata! Grazie! Non puo mancare SCUCCIOLA che è una mia concittadina, che mi pensa e che mi ha pensata nel week end scorso, e che mi ha scritto che avrebbe suonato il clacson x tutto il paese! Grazie! E poi un grazie a tutte le future mammine o gia incicognate che ogni volta rispondono ai miei deliranti post! Che pazienza! Ringrazio RIANNA, che mi ha messo nel suo toto di luglio, andato a vuoto, naturalmente, visto che sono una sfigata! Va bene con tutte tranne che con me! Accidenti! E mannaggia!
Ho deciso che mi impicco, basta con questa storia, sono stufa uffa! Ieri sera ero li sul divano col mal di pancia, e il mio amore era al telefono con un nostro amico, che gli raccontava le news di un altro amico che non vediamo mai, e che si è sposato 2 anni fa, bè ho sentito che la moglie è incinta di 2 mesi! Caxxo! Mi sono innervosita non poco! Appena ha chiuso la telefonata ho fulminato lui con lo sguardo e ho detto NON DIRMI NIENTE!tanto avevo capito caxxxoooo! E questa tizia è pure una … cè stata una quasi discussione, è una deficiente che secondo noi ha peggiorato la situazione di lui (ha dei tik nervosi pazzeschi), ha sempre bevuto come una spugna, fumato come una turca! Eppure a lei il miracolo! Non ci posso credere! Evidentemente devo essere anche io una … che beve e fuma e che gli stanno atipatici tutti, non a caso ha fatto allontanare tutti gli amici di lui proprio col suo atteggiamento! PERCHE DIO MI PUNISCE COSI ? Cosa devo fare?
E meno male che loroscopo di Astra dice che questo è il mio anno, urano in trigono, fortuna, figli, soldi casa nuova, bla bla bla e anche del mio amore dice cosi ! Un paio di caxxi invece! Lui stressatissimo dal lavoro, la casa che ancora non si riesce ad avere, ecchecaxxo! Chissa poi se andiamo in vacanza! Che anno di mèrda! Sono stati mesi piu o meno da incubo! Ogni volta a sperare che quelle luride bastarde delle rosse non si facessero vedere, ed invece sempre li inesorabili! Quanti pianti, quante incaxxature, quante litigate con lui dal nervoso, come si fa a dire che non bisogna pensarci? Non è possibile!! E se qualcun altro viene da me e mi dice ancora sta cosa giuro che lo secco seduta stante!
Perche perche perche ???? Ma cosa devo fare???? Se sapevo che ci voleva cosi tanto tempo, cominciavo 2 anni fa! Caxxooooooooooooo!
Ma siccome sono una nullità sono una sfigata! Ho sempre avuto la convinzione di essere una che valeva poco, che non riesce a concludere niente, mi sento sempre inferiore a tutti, ci sono delle volte che mi sento proprio una mèrdaed inadeguata in qualsiasi situazione..ed ora anche questo, non sono capace nemmeno di rimanere incinta, sono uno schifo, mi sento brutta mi sento grassa, mi sento che non combino niente di concreto! Il nirvana lo trovero solo quando avro il mio bambino..

Scusate se mi sono dilungata, mi dovevo sfogare, e probabilmente non ho finito qua, è solo perche ora non mi viene in mente nientaaltro, ma fra un po qualcosa mi verra ancora!
Mi sa che ho superato il record di post lungo!

Ora vado ad impiccarmi mi raccomando NO FIORI, MA OPERE DI BENE

Un bacio a tutte

Betty ed il nuovo 10 maledetto tentativo

(p.s. cmq non mi sono ancora arrivate, ma ho mal di pancia, la tb è in picchiata, e sono cominciate le perditine marroni, ma so gia che oggi pomeriggio si presenteranno )

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Fervidle*

C’è stato il tempo del compromesso, seguito dall’indecisione, infine ogni scelta si è rivelata vana: era troppo tardi per tutto. I dadi erano stati tratti, le donne erano incinta, ogni cosa era infetta. Non c’era più da mangiare e tutti avevano capito che il lunedì era il giorno migliore per giocare ai videopoker. Il cielo s’era fatto grigio, il corpo era l’unica fonte di calore e riserva d’acqua.

*post in bozza da mesi, non ricordo di averlo scritto. 

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La gravità

ho sognato* che la cristoforetti si presentava in tv completamente su di giri, con lo sguardo da pazza, diceva cose senza senso, e i conduttori mascheravano l’imbarazzo con l’ironia, ma si percepiva subito un’atmosfera di tragedia. sbatteva a terra uno dei conduttori e simulava un amplesso in maniera frenetica, eccessiva, e il conduttore diceva “avete visto, la scienza non è noiosa” e il pubblico rideva. poi tornava di colpo seria, ma sempre con lo sguardo pazzo, e diceva delle freddure sulla sua missione e lo spazio e altre frasi apparentemente senza senso. poi, come un’ubriaca, prendeva lentamente una piega triste e diceva “se volete vi faccio vedere gli effetti dell’assenza di gravità sul corpo”, si spogliava completamente mostrando deformazioni aberranti, mentre i conduttori si mettevano davanti per coprirla e la trasmissione veniva sospesa.

*solita precisazione: è realmente un sogno che scrivo perché mi ha colpito, non un raccontino che spaccio per sogno in modo ironico. 

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San Pio decollato

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Castellammare, autore anonimo, un Pio decapitato, in contesto marino post-urbano degradato. manierista, ma comunque d’impatto. #venutomalismo #padrepismo #decapitismo

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Il dottor Seagal

Il film si incentra sulla tematica ecologica e incarna perfettamente il credo ambientalista. In una scena finale è presente, infatti, un puntuale discorso, alterno a immagini quasi da documentario, sull’importanza della natura e della madre terra. Il film coniuga, quindi, in maniera peculiare, un genere d’azione che nello stesso tempo si fa postulatore di impegno e denuncia sociale. Altra tematica densissima è quella legata alle istanze ritualistiche degli alaskiani e all’impronta spiritualistica da loro professata.

wikipedia su sfida tra i ghiacci

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Che ti piace, dimmi tu

Una storia ebbi d’amore, mi ricordo un mese fa, mi batteva forte il cuore, con la dolce mia beltà, nella stanza tutta rosa spensi il lume a tu per tu, disse lei “facciam qualcosa”, che ti piace, dimmi tu?

A me piace la testina di vitello, con l’aceto l’olio e il sal, col prezzemolo è special. Tra una gita in barca a vela o i tuoi baci, ti dirò, la testina di vitello sceglierò.

https://www.youtube.com/watch?v=AuquuiUHpwE

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Un martello nel cervello

oggi si spreca l’aggettivo “iconico” a ogni piè sospinto, ma nel caso del carabinierismo l’oggetto martello si può senza dubbio alcuno definire iconico e non per questo temere di diventare pelati e milanesi. è uno dei topoi del carabinierismo contemporaneo. i carabinieri hanno infatti un rapporto speciale con il martello. prima del manganello, prima della pistola, forse solo al pari con il loro amato cappello, è il martello che conduce il carabinieri in spazi mentali che i civili non possono nemmeno intuire. perchè il carabiniere ha un uragano nel cervello, vorrebbe pensare ma non può, i pensieri si concentrano, si accumulano, formano un grumo di materia grigia sotto il cappello con la fiamma, come in un’orrida fucina dove cresce e mai non resta, delle incudini sonore, l’importuno strepitar, alternando questo e quello, pesantissimo martello, fa con barbara armonia, muri e volte rimbombar e il cervello poverello, già stordito sbalordito, non ragiona, si confonde, si riduce ad impazzar. e non, come cantava rita pavone, dare il martello in testa a chi non mi va, o meglio: a un livello più sottile, subliminale, chi non ci va siamo noi, il martello è a noi che lo vogliamo dare in testa.

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Per un uso corretto dello sfollagente

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mi sembra doveroso fare un po’ di sana divulgazione, visti i recenti episodi che hanno visto ancora una volta contestatori e forze dell’ordine confrontarsi. c’è un punto soprattutto sul quale secondo me si fa tanta confusione: lo sfollagente, ovvero il manganello.

leggendo nel sito della Police Combat, una scuola di combattimento di Pordenone che fa corsi di aggiornamento ai corpi di polizia, si legge una guida entusiasta a questo fantastico strumento che, come scrivono loro, “è troppo spesso considerato uno strumento  iniefficace inadatto ed anacronistico da gran parte degli operatori che lo hanno in dotazione”.

parole sante. soprattutto i più giovani forse vorrebbero bazooka o laser o cose  da iron man, invece sottovalutano il manganello semplicemente perché in molti casi – non in tutti, parliamo di una parte, ci sono anche quelli che sanno usarlo benissimo – non ne conosco del tutto le potenzialità.

ma prima vediamo le caratteristiche del “presidio” (lo chiamano così).

L’arma è realizzata in gomma, solitamente nera con dimensione totale di 60 cm. La sezione è circolare di diametro di circa 3cm la punta è arrotondata ed il manico realizzato in corpo unico e semplicemente sagomano con dimensione di 12 cm. il peso dell’arma è di circa 420 gr. L’arma solitamente è corredata da un laccio di “trattenimento”

La principale caratteristica principale è, non tanto la deformabilità della gomma rispetto al suo asse longitudinale, quanto l’aumento della stessa in base all’aumento della temperatura, sia essa esterna (dovuta alle caratteristiche atmosferiche), sia interna dovuta all’uso.

Per dare un esempio, è stato testato dallo scrivente che dopo 15 colpi portati su un manichino, la temperatura interno dello strumento (misurata con una sonda), aumenta di 2.5° circa. Un tale aumento con temperatura esterna di 27° a partita di forza impressa aumenta il raggio di curvatura sull’asse longitudinale di ben 35.2 mm.

Ne consegue che l’utilizzo dello strumento per tecniche di contenimento passive (es. leve articolari), deve essere fatto con particolare attenzione e consapevolezza..

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dunque prima cosa importante da sapere: se colpite per 15 volte una persona ricordatevi che la temperatura interna del manganello aumenta di due gradi e mezzo (circa). questo aumenta il raggio di curvatura sull’asse longitudinale.

durante i corsi si cerca di creare un feeling tra il presidio (il manganello) e il suo utilizzatore (l’operatore di polizia):

Il programma addestrativo, pur nei limiti di tempo imposti dalla logica e dalla logistica delle caratteristiche lavorative, prevede un utilizzo costante dello strumento, che deve essere maneggiato anche nelle pause didattiche, allo scopo di sfruttare tutto il tempo a disposizione per creare il giusto feeling operatore – arma.

altre cose importanti, sapere dove colpire e non lasciarsi andare troppo, anche per questioni di immagine:

…peculiarità dell’intervento di Polizia, mirato non all’annientamento dell’avversario, bensì al controllo del sospetto, nell’ottica della tutela del sospetto, dell’operatore e dell’immagine del corpo di appartenenza, da ciò:

– Individuazione dei bersagli da colpire, individuati con il collaudato sistema dei colori abbinati alle varie zone anatomiche.
– Massima mobilità.
– Massima attenzione a non farsi sottrarre lo strumento.
– Studio delle tecniche di difesa portate retrocedendo.

 

per quanto riguarda gli aspetti più tecnici, è fondamentale l’impugnatura, la migliore è quella corta:

Impugnature, classica, doppia (presa con due mani), corta (particolare impugnatura che permette di usare l’arma a cortissima distanza con estrema efficacia e con bassissimo impatto visivo, ottima per ordine pubblico).

sugli usi alternativi rimandiamo alla prossima lezione.

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La soluzione definitiva per fermare l’ISIS

E’ mandare la Bartoli nei territori controllati dall’Isis e/o diffondere tramite altoparlanti questi tre minuti di devastante furia totale:

https://www.youtube.com/watch?v=Keq65ZhClWI

Grazie agli amici di opera akbar per la segnalaz.

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Siccome poi mi dite che non parlo mai della polizia

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Eccovi accontentati, con questa famosa installazione alla Biennale di Genova del 2001. Di quell’anno ricordo diverse opere che si concentravano sull’idea di sangue, non particolarmente originali (tranne questa che riporto) e a mio parere già viste e un po’ troppo influenzate dalla visceralità di Hermann Nitsch e in generale dall’Azionismo Viennese. C’era sangue ovunque, dopo un po’ stancava, diciamolo. Io sinceramente ho sempre preferito le correnti artistiche meridionali, in particolare il carabinierismo. Comunque mi è sembrato giusto dare spazio anche all’arte poliziesca.

#arte

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Un’opera provocatoria

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E qui si provoca, signori miei. Questa è arte che provoca, non ci sono dubbi. C’è di sicuro del neoclassicismo, ma allo stesso tempo quest’opera anonima (“Carabinieri di Catania” è il nome di un collettivo già autore di altri pezzi interessanti ma spesso non rivendicati) è parodia irriverente: la posa plastica, le giare di terracotta, gli strumenti a fiato per terra, il carabiniere di sinistra che tiene in mano un clarinetto come se impugnasse un fucile. Impossibile non cogliere i riferimenti alle performance che l’Isis sta compiendo nella città di Hatra dove le statue vengono distrutte a colpi di kalashnikov. Quest’opera catanese si inserisce nella corrente del vasismo, di scuola napoletana, di cui forse cita il celebre “Carabiniere dà le spalle ai vasi”, opera di qualche anno fa tuttora insuperata per l’emozione e la tensione che crea nello spettatore, dove i vasi rappresentano un vero e proprio paesaggio interiore del soggetto in primo piano che volge lo sguardo fondamentalmente verso se stesso.

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La bara del signor Ivano

https://www.youtube.com/watch?v=NbIpdbqzmr8

– il veneto
– un sogno con la madonna
– una bara sul mercedes cabrio
– una pista da motocross
– un contenzioso con il comune
– una discarica da bonificare
– la bara pagata 500 euro, usata
– il sindaco che ha preferito non commentare la vicenda
– il commentatore di youtube che invece la commenta così:

Purtroppo in veneto se parli di motocross e come parlare del diavolo (meglio mandare i figli in giro a bere e drogarsi perche’ e’ meno fatica)

 

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Nuova corrente

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Nuova corrente del carabinierismo: il biciclettismo (vedi precedenti).